The Xmas Carols – Il mondo di shioren

Tra alti e bassi, siamo giunti alla fine di questo particolare calendario dell’avvento creato grazie alla collaborazione e al talento di tanti blogger.
Non è stato facile arrivare fino a qui e, sinceramente, non so cosa succederà domani… forse qualcuno di voi sparirà per sempre dalla mia vita o, magari, lo ha già fatto dopo il carols di ieri, dopotutto, è una cosa che avevo messo in preventivo dopo quanto accaduto ma, a prescindere che tu sia rimasto per rispetto e senso del dovere o che tu l’abbia fatto perché hai visto del buono in me e credi nella persona che rappresento in questo blog, io dico solo una cosa: GRAZIE.
Grazie per aver accettato il mio invito e tenuto fede alla parola data.
Grazie per l’impegno che hai messo nel creare dal nulla qualcosa per questa iniziativa.
Grazie per essere arrivato fino alla fine.
Grazie, grazie e ancora grazie.
Adesso è giunto il mio turno e, col mio “carol“, si conclude quest’avventura natalizia che spero vi sia piaciuta. Se ce l’abbiamo fatta, se siamo arrivati fino alla fine è merito di tutti voi che state leggendo e che avete partecipato in prima persona.
Pronti ad aprire l’ultima casellina?
Via…

La cosa più importante di Anna Esse

Copyright © 2021 AnnaEsse – Tutti i diritti sono riservati

La neve cadeva leggera dal cielo direttamente sul mio viso.

«Joseph!», mi sentii chiamare e, subito, nel mio campo visivo apparve il volto di una bambina più o meno della mia età, con due lunghe e morbide codine dorate e un sorriso vispo.

La guardai: «e tu chi sei?», le chiesi, confuso.

«Hai preso proprio una bella botta, eh?», rise di me, innervosendomi e, in tutta risposta, scattai seduto trovandomi infossato con le mani e il corpo nella neve gelida: «sai che ci faccio per terra?», le domandai.

«Davvero non ricordi?», disse ridacchiando e, quando notò il mio sguardo contrariato, proseguì: «stavamo inseguendo Babbo Natale e, proprio sul più bello, sei scivolato», concluse mimando la scena con eccessivo impeto.

«Davvero?», ribattei stranito mentre, i passanti intorno a noi, continuavano per la loro strada indifferenti.

«Su, dai, alzati!», riprese la bambina, tirandomi con forza per il braccio.

«Ahi, così mi fai male!», protestai con una smorfia.

«Oh, suvvia, non fare la femminuccia proprio adesso, forza!» mi rimproverò bonariamente, «eccolo è lì!», annunciò indicando un uomo vestito di rosso dall’altra parte della strada, «muoviti o ci sfuggirà!», proseguì prendendomi per mano e trascinandomi con sé in quel bizzarro inseguimento tra una folla di persone immersa in un mare di luci dalle svariate tonalità.

«Lascia perdere! Sarà uno di quei finti Babbi Natale che si vedono nei negozi in questo periodo», le dissi, affannato.

«No! È quello vero, ne sono sicura!», rispose lapidaria.

Mi corrucciai ridendo tra me e me: “non so chi sia, ma le spara davvero grosse”, pensai divertito.

«Ascolta…ahm…», ripresi.

Lei non si voltò neanche: «Samy, è così che mi hanno chiamata».

«Samy?», ripetei pensando che quel nome mi era famigliare, ma non riuscivo proprio a ricordarmi di lei.

«Sì, ma risparmia fiato, te l’ho detto, dobbiamo prendere Babbo Natale!», ribatté aumentando il ritmo della corsa. Sembrava inarrestabile e poco le importava se, durante la foga urtava dei passanti, anzi, non sprecava nemmeno tempo prezioso a scusarsi, mentre il presunto Babbo Natale, continuava la sua passeggiata, incurante del nostro inseguimento.

Il semaforo lampeggiò: «Samy, fermati, sta diventando rosso!», urlai ormai senza fiato, ma lei non rallentò minimamente, continuando a trascinarmi dietro di sé e, per poco, una macchina non ci investì, evitandoci all’ultimo secondo.

«Ma sei scema per caso?», le urlai, piantando i piedi, spaventato.

«Perché ti fermi?», mi chiese, innocente.

«E me lo chiedi?», sbottai mentre la neve ci aveva ormai infradiciati. «Quella macchina ci ha sfiorati!», spiegai, «potevamo farci male, lo capisci? E tutto per che cosa? Perché tu eri distratta, completamente presa da questa follia, cresci, cretina! Quello è solo un addetto del centro commerciale che si è messo un costume, non è chi pensi tu!», dissi, irritato per aver messo in pericolo entrambi.

Samy ansimò senza rispondere, le sue morbide codine, ora, cadevano pesanti ai lati della testa: «quale macchina?», mi chiese infine e una graziosa nuvoletta bianca le uscì dalla bocca.
«Come quale?», mormorai, interdetto. «Abbiamo attraversato col rosso e…», mi bloccai notando come, l’incrocio che avevamo appena superato, fosse magicamente sparito da dietro le nostre spalle e, ora, c’era solo un’immensa parete di persone che continuavano a camminare come automi. «Com’è possibile?», mi chiesi, confuso.

«Oh, eccolo lì, dai Joseph, non perdiamo tempo!», esclamò lei.

Mi voltai e, quella sagoma grassoccia e vestita di rosso, apparve davanti ai nostri occhi.

«Presto!», scattò Samy, afferrandomi la mano e ripartendo all’inseguimento.

C’era qualcosa di strano in quella situazione: le persone che sembravano non vederci, gli incroci che sparivano nel nulla e quell’uomo vestito di rosso che, per quanto correvamo, non riuscivamo minimamente a raggiungere.

Sfinito, mi fermai a prendere fiato: «aspetta per favore, mi fa male il fianco…», dissi ansante. «Come fai a non essere stanca?», le domandai.

Lei inclinò il capo di lato: «è semplice, a me piace correre e, ancora di più, amo correre con te, Joseph», mi sorrise, poi il suo sguardo divenne improvvisamente triste, «anche se ormai non lo facciamo più…».

La fissai corrucciato: correre? Io e Samy correvamo insieme? Forse durante l’ora di educazione fisica a scuola?

Un fischio lungo e distinto attirò la nostra attenzione e Babbo Natale si palesò davanti a noi col suo bel costume rosso, la lunga barba bianca e il sorriso buono. Felice, mi voltai verso Samy: «guarda, Samy, eccolo!», sorrisi, ma lei era svanita.

«Samy?», la chiamai, «Samy!», urlai guardandomi intorno, turbato.

«Ciao Joseph», mi avvicinò l’uomo in rosso. «Che ti è successo?».

«La mia amica è sparita», risposi appena, continuando a guardarmi intorno. Mi sentivo disperato, avevo le lacrime agli occhi e l’idea che avevamo inseguito quell’uomo per tutto quel tempo inutilmente, mi devastava: che senso aveva avuto se Samy non era con me per gioirne?

Deglutii sforzandomi di non piangere, a tredici anni non puoi più permetterti di piangere come un moccioso qualsiasi, così tirai su col naso e dissi: «per favore, aspettami qui un secondo, c’era una mia amica che ci teneva tanto a parlare con te, ma ora si è allontanata e…», feci una pausa avvertendo l’ansia divorarmi il petto non appena avevo ripensato al viso sorridente di Samy. «Ci metto un secondo, ok?», dissi pronto a correre nella direzione da cui eravamo arrivati.

«Non è necessario, Joseph», mi rispose l’anziano, «lei è proprio lì, accanto a te», proseguì guardando vicino ai miei piedi. Abbassai lo sguardo notando un cane di taglia media sdraiato su un fianco.

«Oh, no, signore, non è Samy», mormorai, ma lui non rispose.

Mi inginocchiai, per accarezzare il manto ormai gelido: «Samy?», la chiamai titubante e, quando la sfiorai, fui travolto da un fiume di ricordi dove, quella cagnolina, ne era il fulcro: il nostro primo incontro, le corse, i giochi poi, man mano che crescevo, lei si faceva sempre più vecchia e lenta finché persi completamente interesse, non le facevo mancare una carezza ma, non riuscendo più a stare al mio passo, era diventato un ingombro ai miei occhi.

Singhiozzai: «Samy…», mormorai sopraffatto da tutte quelle emozioni. «Ora mi ricordo, litigavo spesso con la mamma per lei e anche stamattina io…», dissi rivolto a Babbo Natale che annuì: «lo so e, anche se era solo un cane, lo sapeva anche lei. Samy sapeva perfettamente che era diventata un peso per te che ormai preferivi i videogiochi a lei ma, nonostante tutto, cercava sempre di trasmetterti tutti suo amore, perché era l’unica cosa che aveva da offrirti…».

Abbassai nuovamente lo sguardo sulla mia cagnolina, mentre la neve continuava a depositarsi sul suo corpo immobile. Chiusi gli occhi, affranto: avevo perso il conto di quante volte avevo litigo con la mamma per lei e, anche quella mattina, il giorno della vigilia, la mamma era entrata in camera di soppiatto mentre stavo facendo una sessione di gioco online con altri miei amici, pretendendo che portassi io fuori Samy, perché lei avrebbe dovuto cucinare gli ospiti della sera.

Ricordo che sbuffai furente, presi il cellulare e, scostandola dalla porta, ero sceso da basso dove vidi Samy venirmi incontro scodinzolante: «muoviti, prima ti sbrighi e prima riprendo», le avevo detto, ma lei aveva continuato a guardarmi con quegli occhioni neri, pieni di affetto che mi fecero solo salire ancora più il nervoso, così la strattonai con forza dal guinzaglio, facendole perdere l’equilibrio e lei, col capo chino, si era avviata, zoppicando al mio fianco. Ero furente: “perché sempre io?”. Mi lamentai nella chat di WhatsApp dove i miei compagni si scatenarono coi messaggi più esilaranti. Risi non prestando attenzione, completamente immerso nella discussione di gruppo, scesi il marciapiede con gli occhi incollati sul display e Samy, che non aveva mai dimostrato una chissà quale forza, anzi, spesso dovevo trascinarla per farla camminare, improvvisamente fece uno scatto improvviso, tirandomi con violenza e facendomi finire dritto per terra, poi… una frenata brusca, il suono di un clacson, urla e la neve che, lenta, mi stava bagnando il viso cadendo dall’alto.

«Ora ricordo…», bisbigliai. «È stata colpa mia… non ho prestato attenzione e lei…».

Guardai l’uomo vestito di rosso che sospirò: «ti ha salvato la vita a scapito della sua e questo è stato il suo regalo di Natale per te, Joseph. Quella creatura aveva un gran cuore, per questo, ho voluto realizzare anche il suo ultimo desiderio: poter giocare ancora una volta insieme al suo padroncino», mi spiegò.

Scossi il capo agitato: «no, non lo voglio! Non voglio questo regalo, hai capito? Rivoglio Samy, ridammi Samy!», urlai disperato.

«Perché dovrei ridartela? Per farla di nuovo maltrattare? Per essere messa in disparte a favore di quelle diavolerie tecnologiche? Un cane non è un giocattolo, è un impegno serio, Joseph», mi riprese bonariamente Babbo Natale.

Rimasi in silenzio continuando a guardare quel corpo immobile, poi risposi: «ok, forse non sono stato il migliore dei padroni, ma le volevo bene, davvero! Ti prego, ridammi la mia Samy!», affermai incominciando a piangere a dirotto.

«Lo desideri più di qualsiasi altra cosa al mondo?».

Lo interruppi: «più di tutto!»

Babbo Natale sorrise poi si voltò, allontanandosi.

«No, aspetta!», urlai risvegliandomi nel mio letto.

«Joseph è Natale, per quanto pensi ancora di dormire, non vuoi scartare i tuoi regali?», stava urlando mia mamma dal piano terra.

Con un balzo, scesi le scale a due a due e, non appena raggiunsi la cucina, cercai la cuccia di Samy con lo sguardo, scoprendola ancora al suo posto con lei che, lentamente, si stava avviando per farmi le feste, ma non gliene diedi il tempo e corsi ad abbracciarla, lasciandola libera di leccarmi il viso come quand’ero piccolo.

«Ma quale rarità!», ridacchiò mia madre, ma io non le prestai ascolto, perché troppo felice del fatto che si fosse trattato solo di un brutto sogno e che Samy era ancora al mio fianco.

Guardai verso l’albero illuminato alla cui base spiccavano scatole di ogni dimensione e, tra queste, una busta attirò la mia attenzione, l’aprii e, al suo interno c’era un bigliettino rosso con su scritte tre semplici parole: «ricorda, hai promesso».

Sorrisi fissando Samy: «andiamo a fare un giro, bella?».

«Ma non vuoi fare prima colazione?», m’inseguì la mamma.

«La farò dopo», risposi frettolosamente, infilando il giubbotto.

«Joseph, il cellulare!», obiettò la mamma sempre più sconcertata.

Mi voltai a guardarla, poi guardai Samy che ricambiò il mio sguardo con uno pieno di adorazione: «non mi serve, ho già tutto quello di cui ho bisogno», le sorrisi, inforcando la porta e, felice, mi avviai per la strada principale con la cagnolina al seguito e una certezza salda nel cuore: quello, sarebbe stato il Natale più bello di sempre!

E ora… Due parole su di me:

Per i blogger e i lettori di passaggio, è giusto fare le dovute presentazioni:
sul web mi chiamo Shioren Angel o Shio, mentre, per il mondo editoriale sono Anna Esse, scrittrice di due romanzi e, spero presto, un terzo. I miei lavori sono su Amazon, vi basta cliccare sull’immagine in alto a destra della schermata menù del blog, sotto la scritta: “leggi i miei romanzi” o direttamente a questo link -> https://amzn.to/3pvtGGh

Mi piace scrivere, disegnare (anche sé per problemi di salute, lo faccio sempre più raramente), Michael Sheen (lui c’entra sempre 😂) e far conoscere alle persone quello che è o era il mio mondo attraverso canzoni, ricordi e quant’altro. Nel mio blog, il mondo di shioren si parla soprattutto di questo: ricordi, manga e anime, film, robe frivole, perché la realtà è già così amara a volte che abbiamo bisogno di crearci una piccola isola felice dove poter prendere fiato e, per me, il mondo di shioren è questo… un pezzo di cuore composto da tutto quello che mi appassiona e che desidero condividere con voi.

Se volete far parte del mio mondo, siete i benvenuti!

Vi ricordo che sono presente, oltre che su wordpress e Amazon, anche su Instagram, Twitter e Tumblr, non avete che l’imbarazzo della scelta! 😉

Bene e stavolta è davvero tutto, grazie per essere arrivati fin qui con la lettura e per aver seguito il
The Xmas Carols fin qui.

🌲🌲 BUONA VIGILIA & BUON NATALE A TUTTI! ♥ 🌲🌲

Anna -Shio- Esse

69 pensieri su “The Xmas Carols – Il mondo di shioren

  1. Pingback: The Xmas Carols – Il mondo di shioren – Dove una poesia può arrivare

  2. Buongiorno. Questo racconto è bellissimo. Mi sono scese le lacrime al primo paragrafo e alla fine mi sono commossa, forse perché sapevo che a scriverlo eri stata tu e che ti meritavi l’amore e il sostegno degli altri blogger, forse perché hai saputo conciliare amore, delicatezza, morale e Natale. Forse perché sei una persona dal cuore buono e io l’ho capito subito. Ti ringrazio e ti auguro un buon Natale. E, anche se virtualmente, ti sono vicina. So cosa significa organizzare un progetto e assicurarsi la collaborazione di tutti. Lo so. Buona giornata❤

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  3. Buongiorno, davvero un racconto carico di emozioni. Grazie
    E grazie per l’iniziativa: ho scoperto blogger che non conoscevo o ritrovato altri che avevo perso di vista.
    Il resto lascia il tempo che trova: tu vivi la tua vita e ricordati che non hai bisogno di tutti e tutti non hanno bisogno di te, quindi…

    E per l’anno prossimo, te lo dico fin da ora NON CONTARE su di me, perché probabilmente avrò chiuso di nuovo il blog e starò pensando a qualche nuovo progetto! 🤣🤣🤣

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  4. Pingback: The Xmas Carols #17 del blog Il mondo di Shioren – appuntamento finale – ◦ ღ ☼ Elena e Laura ☼ ღ ◦

  5. L’ha ripubblicato su PENSIERIALLAFINESTRAe ha commentato:
    Si conclude questo calendario natalizio a cui ho avuto il piacere di partecipare. È stato intimo, dolce e magico. Grazie a tutti per gli splendidi lavori, per le parole che mi hanno toccata dentro, per avere potuto sbirciare tra le vostre pagine.
    E grazie a Shio…che oggi ci dedica questo racconto carico di emozione. Buon Natale 🌲

    Piace a 2 people

  6. Pingback: The Xmas Carols – Il mondo di shioren — il mondo di shioren – Inchiostronoir

  7. L’ha ripubblicato su Centoquarantaduee ha commentato:
    Oggi è la vigilia di Natale, si conclude il nostro Calendario dell’Avvento ideato, promosso e sostenuto da Shio, ed è proprio il suo blog che ci regala l’ultimo dolcisssimo racconto. Impariamo con lei a distinguere tra le cose veramente importanti e quelle di cui si può fare a meno… E buon Natale a tutti!

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  8. Pingback: The Xmas Carols: Sogno per piangere – Il Blog di Tony

  9. Pingback: The Xmas Carols XVII: Shio | La Corte

  10. non un racconto del genere a un ragazzo che ha perso ben due cani, di cui uno era particolarmente affezionato!
    devo ammettere che a una certa ho iniziato a saltare i paragrafi perke era troppo dura da leggere, quante lacrime per il mio Bula 💔💔💔😓

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  11. Sappi che anche io ero in una valle di lacrime …
    Un racconto doveroso per tanti animali sfortunati, oltre che scritto benissimo.
    Perdona se come al solito io sono fuori dal mondo e non ho capito cosa sia successo ieri, mi dispiace per l’amarezza proprio a Natale per cui raddoppio l’abbraccio.
    Io ringrazio di nuovo te per avermi inclusa nonostante io sia un soggetto problematico dato che non rientro nel Reader, e insieme a te ringrazio tutti!

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  12. Ti ripeterò ciò che ho già ribadito in altre sedi: sei stata unica per la disponibilità, cordialità e gentilezza, oltre che ovviamente nell’aver ideato un calendario dell’Avvento del genere. Portare avanti una cosa del genere tenendo le fila di tutto è molto difficile, e tu l’hai fatto nel migliore dei modi. Da parte mia non posso far altro che ringraziarti per questa piccola ma, per me, preziosissima opportunità.
    E per il tuo racconto… beh, cercherò di nascondere le lacrime facendo come Elio e le storie tese in Servi della gleba, rispondendo che mi è andata una bruschetta nell’occhio XD XD I nostri due racconti fra l’altro finiscono nello stesso modo – per i rispettivi personaggi quello è il miglior Natale di sempre. Ti auguro anch’io di passare questo Natale nel migliore dei modo 🙂

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  13. Pingback: Il Natale più bello di sempre – The Xmas Carol #16 – Lividi e Musica

  14. Bellissimissimo 😍 Un turbinio di emozioni e poi… avevo paura che la fine fosse non lieta, anche se con un grande insegnamento… ma poi ho proseguito la lettura e un sorriso mi nato dal cuore. Grazie 🙏 per questo racconto bellissimo e per averlo fatto finire nei migliori dei modi 💕e per questa stupenda iniziativa 🎄
    Buon Natale carissima ❤️

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  15. Pingback: Ultima casellina 🎄 Un turbinio di emozioni in un racconto magico 🎄The Xmas Carols – Il mondo di shioren | LeggimiScrivimi il Blog di Tricoli Sara

  16. Che racconto emozionante!
    Ho sofferto e poi gioito.
    Proprio in questi giorni ho vissuto l’abbandono di un cane da parte di una coppia di amici, sinceramente? Non ci parliamo più, non hanno accettato il mio punto di vista, ma come fai ben capire tu nel racconto un animale non è un pacchetto.
    Grazie ancora per questa iniziativa e per questo racconto d’amore.
    Buone feste con tutto il mio ❤

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  17. Pingback: Calendario dell’Avvento – The Xmas Carols | TUTTOLANDIA

  18. Prima il raconto poi i saluti.
    Si vede che c’è la stoffa della scrittrice. Un racconto natalizio costruito pezzo per pezzo con tante piccole e grandi sorprese. È stato un sogno o è realtà? Il dubbio rimane ma la conclusione felice fa presagire che la verità sta nel mezzo. Complimenti per questo racconto e per le 15 carols natalizie proposte. Tutte veramente intriganti. Un simpatico modo per avvicinarsi al Natale.
    Siano serene le tue festività.

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