Giusto, sacrosanto, ma triste.

Stamane ho aperto internet con una notizia che mi ha lasciato l’amaro in bocca.
Capisco che sia giusto, e che sia nei pieni diritti dell’interessato, ma l’idea di non poter più vedere il mio amato Gary Oldman in altri ruoli, un po’ mi rattrista.
Proprio così, avete capito bene, dopo la conclusione della serie “Slow Horses” per Apple TV, l’attore britannico ormai vicino ai 65 anni, sta seriamente pensando di ritirarsi.

La Anna egoista che è in me spera che cambi idea, ma sotto sotto, la Anna obiettiva e buona, gli augura ogni bene con tutto il cuore e che possa infine godersi la famiglia e i nipoti com’è giusto che sia.

A prescindere da cosa sceglierà, tantissimi in bocca al lupo, Gary! ♥

(Fonte ANSA, per leggere l’articolo, cliccate QUI.)

Pubblicità

Blonde di Andrew Dominik.

Ciao a tutti, oggi parliamo di nuovo di film!
In questo periodo sto riuscendo a vedere molte cose, complice anche il fatto che il sabato dopo il lavoro è sempre un calvario e che spesso rimango impalata nel letto a causa dei dolori lancinanti, ma non parliamo di me, ma di lei, Marilyn e di una delle pellicole che penso più l’abbia rappresentata davvero, andando oltre le apparenze e i pregiudizi, Blonde di Andrew Dominik.

Ho da sempre avuto un rapporto conflittuale con la figura di Marilyn Monroe. Sinceramente non sono tra quelle che l’ammiravano, ma non mi era neanche antipatica, diciamo pure che era lì, punto. Tuttavia, in questi ultimi mesi, grazie a Netflix mi sono imbattuta in diverse opere a lei dedicate e ho scoperto qualcosa di più, e che ignoravo, e l’idea che mi sono fatta attualmente, ammetto mi ha un po’ turbata.

Blonde è un film crudo, forte, vero.

Tratto dal romanzo di Joyce Carol Oates che mescola fantasia a fatti reali in un mix sconcertante che dipinge non solo la diva, ma anche il lato umano e fragile di una donna vittima del successo e, per certi versi, carnefice di se stessa.

Essendo la trama fornita da Wikipedia troppo lunga, vi racconterò del film direttamente durante il passaggio sui miei pensieri personali, ma per ora, eccovi il trailer ufficiale:

Come anticipato su, non ho mai avuto un buon rapporto con la figura di Marilyn Monroe, ma questo film ha fatto crescere in me ancora più dubbi, creando ancora più conflitto tra l’odio (se così lo si può definire) e l’amore che da sempre provo per questa donna e la sua triste e folle storia. Il film inizia mostrandoci una Marilyn bambina, quando ancora tutti la chiamavano Norma Jeane. Norma è una bambina dolce, ma visibilmente turbata dal comportamento a volte violento della madre che arriva quasi ad ucciderla, perché in Norma vede la causa dell’abbandono dell’uomo che amava. Il padre della bambina è una figura onnipresente nella trama della storia, ma non la si vedrà mai per davvero, se non attraverso una vecchia foto che non fa intendere quale che sia davvero la sua identità. Dopo il tentato omicidio, la piccola Norma Jeane viene affidata ad un orfanotrofio e la madre internata in un ospedale psichiatrico.
Norma cresce, diventa una bellissima donna che vuole sfondare nel mondo del cinema ma qui, inizia il suo primo dramma… la prima realtà che lascia l’amaro in bocca, perché a quel tempo pareva una cosa normale: Norma Jeane si presenta per un provino dove viene violentata ed è così che nasce il mito di Marilyn Monroe. Se lei non avesse fatto quel provino, se non fosse stata violentata (prezzo da pagare per ottenere la parte), probabilmente il suo mito sarebbe arrivato molto dopo, oppure chissà, anche mai!

E’ triste e lascia riflettere. Sapevo già della violenza di Marilyn esattamente come so che è stato il destino di tantissime altre aspiranti attrici, soprattutto in quegli anni, ma non è da escludere che questo non avvenisse ancora negli ultimi decenni, prima del movimento del Me Too.

Per non essere troppo precisa e togliere il gusto a chi vorrà vedere questa pellicola di quasi due ore e mezza, Blonde parla dell’ascese e della fine di una donna che sostanzialmente si sentiva sola anche in mezzo a una folla di persone che l’adoravano come una diva.

Questa cosa mi ha fatto molto empatizzare per lei. Norma, vorrei chiamarla così perché nel film lei non si era mai sentita Marilyn, anzi, vedeva in lei una sorta di alter ego, un costume che era costretta ad indossare perché tutti lo volevano, la desideravano, ma non lei. Lei, Norma, desiderava solo essere Norma, desiderava solo essere amata, ma c’era anche qualcosa di rotto nel cuore e nella testa di questa donna tanto bella quanto fragile. La mia sensazione è che lei cercasse sempre la figura di un padre che non aveva mai conosciuto, che non l’aveva mai amata nei vari uomini della sua vita, ma al tempo stesso, doveva essere Marilyn, la donna frivola, tutta sorrisi e moine, una donna che non sentiva di essere, che quasi ripudiava come una estranea ma dalla quale non era in grado di sottrarsi e questo le costò il secondo matrimonio, quello con l’ex giocatore di baseball Jo di Maggio.

Marilyn aveva donato a Norma Jeane l’immortalità nei cuori della gente, ma le aveva portato via tutto: il suo candore, il suo diritto ad essere madre, la sua famiglia… il suo futuro.

Pellicola davvero di grandissimo impatto visivo, con scene crude, di nudo, ma vere al punto da percepirle fin dentro l’anima. Una fotografia interessante, un trucco impeccabile al punto che a volte fai fatica a capire quando la vera Marilyn dei filmati, è sostituita dalla sua grandiosa interprete che, oltre ad essere davvero una bellissima donna, è riuscita a sfiorare le corde del mio cuore attraverso una interpretazione magistrale.

Ambientazioni e cast, formidabili. Sinceramente ignoro dove finisce la verità e inizia la fantasia dell’autrice del romanzo a cui è stato ispirato il film, ma posso garantire che fino alla fine ho provato un senso di profondo disagio, dolore, tristezza per questa donna che sembrava aver avuto tutto dalla vita, ma che in verità le mancava la cosa più importante, l’amore per se stessa.

Anche la scelta degli attori è davvero ben azzeccata per quanto mi riguarda:
Ana De Amas nel ruolo di Marilyn, Adrian Brody interpreta il terzo marito, lo scrittore Arthur Miller, Bobby Cannavale nel ruolo di Joe Di Maggio, il secondo marito, Julianne Nicholson nei panni di Gladys, la madre di Marilyn e tanti, tantissimi altri.

Sinceramente è in film che consiglio di guardare per il forte impatto visivo, per vedere quanto spesso, dietro una facciata dorata, si nasconde una sofferenza palpabile costellata di piccoli e grandi drammi.
E’ un film che mi ha portata a riflettere e a mettere in discussione il modo in cui vedere questa donna, non che adesso sia diventata una sua fan, ma sento di capirla un po’ di più, di avvertirla più vicina al mio cuore.

Consigliato! ♥

Moglie di una spia

Ciao a tutti, come state? Spero tutto ok.

Oggi parliamo di un manga un po’ più tosto, di quel genere nato per un pubblico maggiorenne e non dedicato al solito target adolescenziale. Dovete sapere che questa categoria di manga è conosciuta anche col nome di Seinen (fumetti indirizzati a un pubblico maschile, maggiorenne) e Moglie di una spia è tra questi.
La prima particolarità di questo manga sono gli autori, avete letto bene, autori al plurale, perché questa è una storia scritta a tre mani: Kiyoshi Kurosawa, Ryusuke Hamaguchi e Tadashi Nohara, mentre, i disegni, sono di Masasumi Kakizaki già noto agli appassionati per il manga/anime Bestiarius, Rainbow, Hideout e Green Blood, tutti editi anche in Italia da Planet manga.

La storia si svolge nei primi anni della seconda guerra mondiale, eccovi la trama presa dal web:
Yusaku Fukuhara gestisce un’azienda commerciale a Kobe, e percependo una sorta di fermento nell’aria, lascia a casa la moglie Satoko per trasferirsi in Manciuria col nipote, ed è propri lì che vede accadere qualcosa di sconvolgente. Yusaku decide di rivelare l’incidente al mondo intero ed agisce in tal senso. L’uomo viene accusato di essere un traditore, ma Satoko crede in lui e giura di rimanergli accanto, non importa quali saranno le conseguenze.

Cosa ne penso?

Sicuramente è un ottimo prodotto. Scritto bene e disegnato in modo impeccabile, la storia prende man mano forma mantenendo un ritmo scorrevole che non annoia. Qualche piccola riserva l’ho avuta sulla dimensione degli occhi, sì avete capito bene, il tratto del sensei Kakizaki è molto mangoso e, personalmente, per questo genere di storia, ci avrei visto meglio i disegni di Tsukasa Hojo o di Ryoichi Ikegami, due mangaka dalle grandi qualità grafiche e uno stile più realistico. Non nascondo che spesso gli occhioni mi hanno fatto storcere il naso, ma non escludo che la scelta di uno stile così ricercato sia stata una cosa voluta proprio per dissociarsi un minimo dalla cruda realtà rappresentata da alcune tavole. Altro particolare di rilievo sono le foto vere usate al posto dei disegni e poi adattate nelle tavole. Anche questa scelta ha i suoi pro e contro. Personalmente ammiro chi riesce nel bene o nel male a ricostruire scenari e volti da zero, anziché scannerizzare una foto e via, ma è un mio gusto personale che non toglie nulla all’opera in se.

Ottimo prodotto sia per contenuto che per qualità dei materiali, la storia è suddivisa in due volumetti venduti singolarmente al costo di € 7 cad. o racchiusi in un delizioso cofanetto al prezzo di € 13.

Edito da Planet manga, da questa serie è stato tratto anche un film per la tv dal titolo Spy no tsuma, trasmesso in anteprima alla 77ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Per chi ama i manga storici e le storie di spionaggio con una punta di drammaticità. 🙂

Lucca comics sulla RAI

Se avessi letto questo titolo anche solo 10/15 anni fa, avrei pensato a uno scherzo e una parte di me ancora crede che lo sia, ma del destino o forse sarebbe più corretto dire del dio denaro…
Senza offesa, ma io appartengo alla prima generazione di fan dell’animazione nipponica, quella che veniva derisa, classificata come ritardata, presa in giro dai propri coetanei, vista di malo modo se non leggeva “roba per adulti”.
Io appartengo alla generazione che si è sentita dire dagli psicologi di turno le cose più impensabili:
Sei violento? E’ perché leggi/guardi I cavalieri dello zodiaco (Saint Seiya) .
Sei un criminale che butta sassi dai cavalcavia? E’ perché leggi/guardi Hokuto no Ken (Ken il guerriero).
Sei gay? E’ perché leggi/guardi Sailor Moon.
Sei lesbica? Leggere perché si è gay.
Insomma, qualsiasi fosse il “problema” se così lo vogliamo definire, la risposta era sempre la stessa, poi… hanno capito il potenziale del marketing che c’è dietro ai manga e BOOM! Siamo passati da emarginati/rifiuti della società e vip, a persone che fanno notizia sulla rete nazionale.
Per carità, sono felice per gli addetti ai lavori e gli appassionati, ma mi sento leggermente presa in giro.
Ho vissuto malissimo la mia passione per anni, poi qualcuno scopre l’acqua calda e improvvisamente gli “appestati”, rimangono tali, ma di classe, perché portano ascolti e di conseguenza soldi…

Che tristezza…

Peace.

Buona domenica e buon Lucca comics a chi è lì. ♥

Halloween mangoso! 🦇

Ciao, scusate l’assenza, ma è stata una settimana di fuoco, ma non voglio annoiarvi con le mie solite lamentele, oggi sono qui per un motivo: Halloween!
Ebbene sì, la notte delle streghe si sta avvicinando e quest’anno vorrei dare anch’io il mio contributo, festeggiando la sera più spettrale dell’anno in stile con il blog e, dato che in questi giorni i consigli sull’argomento tra film e libri si sprecano, vorrei fare anch’io la mia parte parlandovi di manga.

Nessuno vi da consigli “spaventosi” sui manga da leggere in questo periodo? Tranquilli, ci pensa la vostra Shio! ❤️

Qui di seguito troverete storie a tema horror, thriller o dark fantasy letti e/o visti dalla sottoscritta e che mi sento di consigliarvi, anche perché sarebbe sciocco raccomandare qualcosa che non abbia visionato in prima persona, non trovate? 😉

Bene, tralasciando alcuni titoli famosissimi come L’Attacco dei giganti (solo per citarne uno a caso) che per quanto impressionabile, non è comunque considerato un horror, i miei saranno consigli molto più di nicchia o comunque di storie che, per alcuni, sono ormai parte di un passato troppo lontano, ma si sà, la vostra Shio è vecchiarella per cui… abbiate pazienza! 😉 ♥

Siete pronti? Eccovi una lista di dieci titoli che, nel bene o nel male, sono in grado di donarvi un brivido. Nota bene, non tutti sono catalogati come horror, ma nella loro vicende presentano situazioni splatter, thriller o comunque ad alta tensione:

Another di Yukito Ayatsuji: visto l’anime e letto il manga. Another è un horror scolastico dove una maledizione si abbatte su un’intera classe. 1972, uno studente di 15 anni muore con l’intera famiglia in un incendio. Sconvolti dalla cosa, i suoi compagni di classe continueranno a comportarsi come se lui non fosse mai morto e durante la foto di gruppo, il defunto appare tra i suoi compagni. Dopo una ventina d’anni da quell’avvenimento, un nuovo studente si trasferisce nella stessa scuola dove s’imbatte in una situazione bizzarra: l’intera classe, la stessa sezione dello studente del 1972, si comporta in modo anomalo, arrivando a ignorare l’esistenza di un componente. Molto cupo, ma dotato di grande fascino, Another non esiterà a strapparvi grandi emozioni…in tutti i sensi. Ps: occhio, scene splatter. Edito da Star Comics.

Osama game di Nobuaki Kanazawa/Hitori Renda: letto il manga ed i vari spin off. Come per Another, anche questo è un horror scolastico tratto da un romanzo diventato cult in Giappone. Osama game, letteralmente Il gioco del Re, racconta la storia di una classe di un liceo che viene coinvolta suo malgrado a partecipare al “gioco del re” dove gli studenti sono invitati ad eseguire degli ordini entro un termine prestabilito oltre il quale, saranno sottoposti a punizione o, peggio ancora, alla morte. Edito da Planet Manga.

Dragon head di Minetarō Mochizuki. Letto il manga. E’ una storia post apocalittica dove il deragliamento di un treno all’interno di una galleria è l’inizio di un viaggio alla ricerca di una vita di uscita, in un mondo che non è più quello che il protagonista aveva lasciato al momento della sua partenza. Edito da Planet manga.

Blood C di Clamp/Ranmaru Kotone: Letto il manga. E’ la storia di una studentessa dalla doppia vita: timida e gentile con gli altri, spietata hunter contro qualsiasi essere mostruoso provi a minare la tranquillità del suo paese. Edito da Planet Manga.

La fortezza dell’apocalisse di Yū Kuraishi/Kazu Inabe: Letto il manga. La fortezza dell’apocalisse è ambientato in un penitenziario, l’unico luogo ancora sicuro (seppur per poco) in un mondo infestato da zombie. Riusciranno i nostri eroi a sfuggire alla creatura misteriosa che padroneggia gli zombie e da loro la caccia?

Higurashi no naku koro ni: viste la varie serie dell’anime, esiste anche il manga ma è inedito in Italia. Higurashi no Naku Koro ni si presenta come un vero incubo vissuto ad occhi aperti dal protagonista che si trova catapultato in un mondo di morte e torture e a rivivere più e più volte, lo stesso giorno, la stessa esistenza dai mille finali alternativi. Lo stile del disegno è molto piacevole e farebbe più pensare a una serie shojo, ma non fatevi ingannare da quei dolci occhioni. Disponibile in lingua originale con sottotitoli su alcune piattaforme streaming.

Elfen Lied di  Lynn Okamoto. Visto l’anime, manga disponibile per il mercato italiano, edito da Planet Manga. Questo è più un horror fantascientifico. Elfen Lied narra le vicende dei Diclonius, esseri mutati in tutto e per tutto simili agli umani se non fosse per la presenza di corna sul capo e di braccia dalla forza disumana, invisibili ad occhio nudo. Temuti, quando nasce un bambino Diclonius, esso viene ucciso o chiuso in laboratorio dove viene sottoposto a terribili esperimenti. Lucy, la protagonista, riesce a fuggire e viene ritrovata in stato confusionale da due ragazzi che la rinominano Nyu, in quanto questo suono è l’unica cosa che la creatura riesce a dire. Con i suoi salvatori, Lucy assapora una vita normale, ma i militari sono sulle sue tracce e… beh, leggetelo o guardate l’anime semmai riuscirete a trovarlo sul web in quanto molto vecchio. 😉

Gantz di Hiroya Oku. Letto il manga. Che dire? Spaventoso, inquietante a tratti nauseante a causa delle troppe scene splatter, ma con una storia davvero meritevole e degna di essere letta. Il protagonista, Kei Kuruno muore investito dal treno della metropolitana insieme al suo amico d’infanzia Masaru Kato e si risvegliano in una strana stanza con una enorme sfera nera al centro, senza finestre e con degli sconosciuti. Dopo un momento di smarrimento e preoccupazione, un suono acuto preannuncia l’inizio di una missione che viene affidata a tutti gli occupanti dalla sfera, così, tutti vengono teletrasportati in una zona della città per dare la caccia a una creatura non umana. Hanno un limite di tempo per farlo o per lo meno, per provare a sopravvivere perché chi muore nel mondo parallelo, muore sul serio! Edito da Planet manga. Della serie esistono degli spin off, OAV e film in live action. Ne ho parlato anche QUI.

Mirai Nikki – Future Diary di Sakae Esuno. Letto il manga e vista la serie animata. Il protagonista di questa storia si chiama Yukiteru Amano ed è un asociale che scrive tutto quello che gli accade in un diario sul cellulare. Non avendo quasi rapporti con il mondo esterno, Yukiteru si crea un amico immaginario, Deus, che applica una modifica al suo diario, trasformandolo da diario degli eventi che accadono a diario degli eventi che accadranno e fa lo stesso ad altre 11 persone. Ma chi è Deus? E che progetti ha per il nostro protagonista? Scopritelo leggendo questa storia molto avvincente e per molti versi cruenta che saprà tenervi incollati alle sue pagine, dalla prima all’ultima. Edito da Star Comics, ne ho parlato anche QUI.

Alice in Borderland di Haro Aso. Attualmente in lettura. Alice in Borderland è il classico survival, come spesso sono tutti i manga in stile horror o thriller psicologico di cui questa lista è piena. Un gruppo di persone è stata catapultata in un altro mondo e deve lottare per la propria sopravvivenza partecipando a delle prove non facili e che spesso e volentieri mettono a repentaglio la loro stessa vita. Edito da J-Pop. Ne ho parlato QUI.

Chiudo ufficialmente qui la mia personale lista, ma di titoli da brivido, il mondo dei manga è pieno. Anche serie insospettabili agli occhi meno attenti, possono nascondere dei momenti splatter o particolarmente violenti, anche se non catalogati espressamente sotto la categoria Horror. Il mio consiglio è sempre quello di guardarvi intorno e giudicare voi stessi. Proprio in questi ultimi mesi, sono stati riproposti in maxi volumi i manga di Junji Itō uno dei maestri di questo genere. Ma la lista di manga che potrebbero comunque in qualche modo strizzare l’occhio alla notte delle streghe e che potrebbero comunque soddisfare il palato dei più esigenti, sono tanti. Alcuni nomi? Berserk di Kentaro Miura, Dorohedoro di Q Hayashida, Homunculus di Hideo Yamamoto, Tokyo Ghoul di Sui Ishida, Ajin (letto anche questo) di Gamon Sakurai, ecc… ecc…

Insomma ce n’è per tutti i gusti!

Happy Halloween mangaso! 🦇🦇🦇♥

Tranzollo ma non mollo!

Buona domenica amici!
Come sempre, quando annuncio che sto per pubblicare, non solo Saturno, ma l’intero sistema solare conosciuto e sconosciuto si allea per farmi andare tutto storto!
Ammetto che ci vuole ancora un po’ per la data di uscita che mi ero prefissata e meno male che non ho iniziato a comunicarla perché altrimenti ciaone, Ma che dire?
Se la quantità di sfiga fosse minimamente paragonabile alle vendite, potrei vivere di rendita, questo è sicuro!

Spero di avere presto buone nuove e che la situazione di per sé si sblocchi, ma la vedo duretta…

Riuscirò a pubblicare?

Mah!

Ricordo che per Ritorno a Breuddwyd ho dovuto far slittare l’uscita per mesi sempre per situazioni spesso non dipendenti dalla mia volontà e quando ho pubblicato, avevo anche un bel bug nel file che ha fatto scappare i pochi lettori curiosi… 😅 ma sapete che sono testona, vero?

Sicuramente non demorderò anche se spesso sono tentata di mandare tutto all’aria perché la mia autostima fa cilecca da tutti i pori in questi casi, e da qui mi collego al post di alcuni giorni fa… non per lagnarmi, ma spesso vivo certi conflitti bellici interiori che non mi spiego perché il mio cuore non sia ancora stato polverizzato.

Ho bisogno di positività e di tanti in bocca al lupo da salvare la specie.

Insomma, per la serie: tranzollo ma non mollo… almeno per ora!

Kiss.

Never give up!

Credere in sé stessi è importante quando si vuole realizzare qualcosa, perché serve tutta la forza del mondo per non lasciarsi abbattere dalle mille difficoltà che si possono incontrare quando si vuole realizzare un sogno. La mia vita non è facile, non lo è mai stata, ma questo non vuol dire che per altri lo sia, no, parlo per me stessa. Trovare del tempo da dedicare alle passioni è una impresa ardua, spesso crollo sotto il peso delle delusione, della sensazione di inadeguatezza che, spietata, falcia ogni mia positività in funzione di un limbo oscuro dentro cui vengo gettata ogni qualvolta che le cose si complicano. Ma sognare è necessario. Un’esistenza senza sogni, sarebbe piatta per me e non mi permetterebbe di sopravvivere a tutta la negatività che giorno dopo giorno mi lanciano addosso in modo più o meno diretto.


Io continuo a lottare, e tu?

Per cosa combatti?


Qual è il nome della tua guerra?


Raccontami qualcosa di te, lottiamo insieme. ❤️

T come TAG!

Ciao a tutti amici, stasera volevo giocare un po’ con voi proponendo un tag di mia invenzione, così, perché mi va di tormentarvi con cosine strane che spesso possono essere anche molto carucce e permetterci di conoscerci anche un po’ meglio.

Le regole sono semplici:
1- Abbinare la prima che vi viene in mente alla lettera dell’alfabeto, che sia il titolo di una canzone, un oggetto, una persona, il titolo di un film, qualsiasi cosa, basti che sia di getto, magari scrivendo anche due righe di spiegazione… ammesso che ci sia! 🤣
2- Fare un elenco (se lo gradite, potete aggiungere anche delle immagini o il link se si tratta di canzoni)

3- Taggare più blog possibili e che pensiate possano essere interessati. (non c’è un limite numerico)
4- Ovviamente taggare l’ideatore, usare l’immagine del tag e chi vi nomina affinché sia possibile leggere anche le vostre risposte.

Tutto chiaro?

Inizio io!

Ano Hana

A come: Ano Hana, ultimamente ho ripensato molto a questa serie anime. Ho di recente anche visto un video del live action e ho pianto anche in quel caso, direi che ormai questa storia mi sia entrata nel cuore e dopo anni riesce ancora ad emozionarmi.

B come: Birra, non ho problemi di alcool, tranquilli, ma vi dirò che la birra è una di quelle bibite che berrei spesso d’estate, purtroppo a causa di problemi di salute non posso farlo, per cui rimane una cosa che adoro, ma che non posso toccare. Sigh.

C come: Caffè! Adoro il caffè! Solitamente lo bevo amaro e con una goccia di latte.

D come: Dragon Age! Si tratta di un videogioco a cui ho giocati diversi anni fa e che mi ha fatto apprezzare i giochi di questo genere, meno mangosi e con un tratto un po’ più realistico.

Everybody’s Golf

E come: Everybody’s Golf! Altro videogioco che adoro fare quando ho bisogno di rilassarmi un po’ (se sono nervosa invece preferisco sparare agli zombie di Resident Evil xD ). E’ un gioco per playstation sul golf con personaggio in versione manga, solitamente pucciosi e/o deformed.

F come: Final Fantasy saga. Ancora una volta, la mia risposta verte nel mondo dei videogiochi. Ho scritto saga in modo generico anche se io rimango comunque legata soprattutto al 7 (la versione anni 90) e ai suoi personaggi.

G come: Gackt. Vi ho già parlato di lui, vero? E’ un cantante giapponese ormai sulla cresta dell’onda da più di 20 anni e che ancora riesce a farmi emozionare con la sua voce.

Anthony DiNozzo – NCIS

H come: Harry Potter! Libri & film. ♥

I come: I… I…. Imotep!! Oddio, mi viene in mente solo il cattivo del film de La Mummia, scusate! 🤣🤣🤣

J come: JFK un caso ancora aperto! Film del 1991 con un cast super stellare. ♥♥♥

K come: Kingdom Hearts. Videogioco per diverse console, nato dalla fusione tra personaggi dell’universo Disney e nipponici.

Sailor Moon

L come: Liberian girl! Canzone interpretata da Michael Jackson il cui video è uno tra i miei preferiti e di cui vi ho anche parlato nel blog. ♥

M come: Michael Sheen! No, dico? Qualcuno aveva forse qualche dubbio? 🤣 Amo l’attore, l’attivista, l’uomo… insomma amo Michael Sheen in tutte le sue immense sfumature. ♥

N come: NCIS squadra anticrimine, serie TV americana che mi ha fatto apprezzare tantissimo Michael Weatherly che interpretava il ruolo di Anthony DiNozzo. ♥

O come: O… O… oddio, anche qui, come per la I, se penso alla lettera O ripetuta, mi viene in mente solo la sigla italiana di Occhi di gatto, ve la ricordate? 🤣 Per cui O, come O, O, O, OCCHI DI GAAAAAAAATTO!!

P come: Panna! Come già detto migliaia di volte: amo la panna, soprattutto se è panna montata!! ♥

Lucian – Underworld

Q come: Queen! Il famoso gruppo musicale britannico capitanato dal grande e compianto Freddie Mercury.

R come: Runaway train dei Soul Asylum è una canzone di cui vi ho anche parlato nel blog. ♥

S come: Sailor Moon! Sia l’anime, ma soprattutto il manga che per me fu una vera rivelazione in quegli anni. Di cose con la S, esattamente come per la T, ne avrei avute a bizzeffe, ma le guerriere Sailor sono state le prime a venirmi in mente. ^_^

T come: Twilight saga, sia in libri che in film. E’ una di quelle saghe che spesso si è attirata l’antipatia del pubblico, ma che secondo me merita tanto. ♥

U come: Underworld, ma solo per il ruolo di Lucian interpretato da Michael Sheen. Cosa dite? Sono di parte? Davvero? Ebbene sì, è vero! 🤣

V come: Video girl Ai. Anche di questo manga ve ne ho già parlato ampiamente in passato. Che dire? Uno dei primi amori mangosi, non scorda mai! 😉 ♥

Queen

W come: Waffle! In verità non ne ho mai mangiati di freschi, ma solo quelli tristi confezionati, ma sono dell’idea che caldi con panna e fragole fresche di stagione, siano paradisiaci! 😋

X come: Xanax ahahahaah, no, non è vero, ma volevo dirlo 😂😂😂

Y come: Yaoi. Genere manga destinato soprattutto a un pubblico femminile, dove la storia d’amore è incentrata su una relazione omosessuale tra due uomini. In breve è come il Male to Male o il Boys love inglese.

Zettai Kareshi

Z come: Zettai Kareshi di Yuu Watase. E’ uno di quei manga super carini che tutti gli appassionati dovrebbero leggere, soprattutto se amano gli shojo (romance per femminucce). Letto eoni fa… prima o poi ne scriverò anche una recensione. ♥

Finito!! Mi piacerebbe taggare tantissime persone, ma temo seriamente di disturbarle, tuttavia ci provo, almeno un paio giusto per evitare un pestaggio di massa. xD

Taggo: Il blog di Tony, La nuova corte dei miracoli, Centoquarantadue, Il fruscio delle pagine, Daydream of a bookshelf e Inchiostronoir, ma l’invito è aperto a tutti, vi chiedo solo di taggarmi nel caso lo facciate affinché possa leggere le vostre risposte.

Buona serata! ♥