Home, sweet home!

Ciao a tutti, come ho detto altre volte, sto facendo quello che riesco senza impormi nulla. Ho disegnato molto in questi giorni, ma poi non ho il coraggio di mostrarvi i risultati… non so perché, ma mi sento come bloccata da questo punto di vista. Spero passi presto e possa nuovamente mostrarvi i miei piccoli lavori, ma ora passiamo al tema di questo post:

“Home, sweet home!” di Yu.

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San Valentino

Ormai sono nove anni che non ho più nessuno d’amare nella mia vita, ma poi che significa amare? Bella domanda direte, vero?
C’è stato un tempo in cui ero convinta di aver capito cosa significasse per poi scoprire di aver creduto per anni a un’utopia. A un’idea sbagliata che avevo dato all’amore.
San Valentino è considerata la festa degli innamorati, ma è anche la festività di chi si vuole bene…
Io amo…
Io voglio bene…
Io desidero il bene del prossimo…
Questo non fa di me una persona degna di festeggiare questa ricorrenza?
Sinceramente quest’anno più che mai, non ho proprio niente da festeggiare, ma voglio comunque dirvi come la penso…
San Valentino è la festa dell’amore….
Per cui non importa che siate un lui e una lei, se siete due lui o due lei.
Non importa se siete un genitore, dei figli, dei nonni…
Non importa chi siate…
Perché se provato un sentimento di affetto per qualcuno, esso fa di voi una persona da festeggiare in questo giorno speciale si, ma non solo oggi.
Non si dimostra amore al prossimo perché lo dice una data sul calendario.
L’amore è in ogni istante della nostra vita, ogni giorno, ogni attimo…
L’amore non è solo una rosa e dei cioccolatini il 14 febbraio…
L’amore è un bacio rubato, un abbraccio, una mano stretta nella tua….
L’amore è nel bacio di una madre, negli occhi di un bambino, nel sorriso di una persona a noi cara…
Non bisogna dare un limite all’amore e rinchiuderlo in un’unica giornata…
Se si vuole bene a qualcuno…questo è già amore.
Non importa se succede oggi o domani…
Amare, in tutte le sue forme, è gioia…
E’ gratitudine…
Vita.

[Shio].

Vita…

La vita non è mai facile o difficile.

La vita è un percorso in cui prima o poi, s’inciampa, si cade, ci si fa male, ma non ci si può fermare a piangere sul ginocchio sbucciato, bisogna farsi forza e andare avanti. Raccogliendo le lacrime, tamponando le ferite e sorridendo al prossimo…sempre.

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“Una voce nella notte” di Patrick Stettner

Ciao a tutti, come state? Spero bene.
il mondo di shioren Io continuo la mia lotta contro tutto quello che di brutto mi cade addosso e pian pianino, sto cercando di riprendere la mia “vita” attraverso le cose più improbabili e forse inutili. Non mi sto ponendo nulla, faccio solo quello che il cuore mi suggerisce. Spesso la sera, quando torno da lavoro sono troppo stanca per mettermi al pc, così accendo la console, prendo un dvd e mi godo un film finché i miei occhi riescono a stare aperti. Ed è così che ho scoperto e amato questo titolo che vi propongo oggi: “Una voce nella notte” di Patrick Stettner.
Tratto dall’omonimo romanzo semi biografico di Armistead Maupin, il film racconta le vicende di Gabriel Noone, un romanziere che conduce un programma radiofonico notturno dove parla esclusivamente della sua vita privata, dopo averla accuratamente romanzata per renderla più interessante.
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Cosa guardi?

Da doversi anni, mio padre ha preso l’abitudine di fissare in modo quasi morboso fuori dalla finestra della sua camera da letto e mi sono sempre chiesta che cosa guardasse di così interessante e se la sua mente fosse rapita da chissà quale pensiero…
Mi rincuora sapere che questa sua abitudine non sia apparsa in concomitanza con la sua recente perdita o avrei passato il tempo a struggermi per lui al pensiero che i suoi occhi, persi nell’ignoto, inseguissero la figura di mia madre attraverso pensieri tutti suoi e di cui io non posso far parte…
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Saturno vs me

Da qualche parte devo pur incominciare… e penso che, quando si sta come sto in questo momento, sia importante riprendere da quello che più ci piace, così ho provato a unire due cose che amo: il disegno e il mio personaggio preferito di Sailor Moon, cioè Sailor Saturn.

Ho cominciato questo disegno senza aspettative, anzi, ero certa che i miei sentimenti si sarebbe fatti vivi attraverso il mio tratto come successe in un’altra situazione dolorosa della mia vita e invece… giudicate voi.

Devo fare quello che amo e che mi fa stare bene… spero mi aiuti…

A presto, spero.

Shio ❤

Da dove incominciare?

È facile provare a riprendere il giusto ritmo, un like qua… un retweet là… una condivisione… eppure continuo a percepire un forte senso di repulsione che mi soffoca il petto.

“Datti tempo”, è quello che mi dicono tutti e, soprattutto, coloro che hanno avuto la sfortuna di vivere la mia stessa esperienza, ma il mio cervello continua a non volermi dar tregua. Forse perché associa la “normalità” con un’esistenza in un tempo dove mia madre era ancora al mio fianco? Un tempo ancora troppo vicino per essere accantonato in attesa di momenti migliori? Non so, come sempre, la mia testa è un groviglio di pensieri contrastanti…

Per ora mi sto limitando al “futile”, lo alterno a quegli istanti di tortura che è smistare i suoi oggetti personali, magari potrei provare anche a disegnare, perché no?

Non so, ma certamente non mi arrendo, perché lei non lo vorrebbe.

Si va avanti, non so come, non so quando, ma prima o poi tutto, di questi momenti, diverrà un piacevole ricordo.

Shio.