Eden: capitolo 7 (seconda parte)

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Il cinguettìo degli uccelli fuori dalla finestra socchiusa raggiunse le orecchie della giovane. Lily aprì lentamente gli occhi sbattendo più volte le palpebre. Si mise seduta sul letto, mentre con lo sguardo cercava qualcosa di famigliare nella stanza, qualsiasi cosa affinché le fosse possibile identificare il luogo in cui si trovava. Ormai la consapevolezza di trovarsi in un posto a lei sconosciuto, era una certezza che faceva male eppure da qualche parte nel suo cuore ancora sperava che un giorno si sarebbe svegliata nel suo letto scoprendo che si era trattato solo di un brutto incubo.
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Eden: capitolo 7 (prima parte)

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Drena rintrò alla locanda con Lir addormentato tra le mani, si sentiva in colpa per quello che gli aveva costretto a fare, ma non poteva permettersi altri sentimentalismi non dopo il sacrificio che aveva fatto il suo amato per dissuaderla…non dopo quello che ancora poteva fare. Avrebbe protetto Keith a ogni costo e avrebbe vegliato su di lui affinché non ripetesse gli stessi errori che fece nell’ultima incarnazione.

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Eden: capitolo 6 (terza parte)

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“Non te la prendere, siamo tutti un pò scossi, vedrai che a Drena le passerà infretta” mormorò Lir svolazzando intorno al giovane che rimase ammutolito, non si aspettava quel tipo di reazione da una persona all’apparenza così forte e poi perché? Se li c’era una vittima quella era lui, non certo loro. Sospirò, sapeva che in cuor suo non era poi così chiaro chi fosse la vittima per eccellenze, lo erano un pò tutti, ma ora dovevano capire perché e come potevano risolvere la cosa.
“Cosa devo fare Lir?” sussurrò sconcertato, “questa cosa è più grossa di me, mi sembra di essere intrappolato in un incubo dove l’unica cosa certa è che morirò” continuò passandosi le mani tra i capelli corvini. Più ci pensava e più non capiva: Perché lui? Perché doveva essere coinvolto nella morte di una persona? Di un Dio per giunta! No, tutto ciò aveva l’aria di uno scherzo ben escogitato, non poteva essere che così.
“Keith?” lo chiamò la piccina con tono dolce, il suono della voce della piccola elfa era l’unica cosa che lo rincuorava in quell’esperienza fatta di astio e oppressione.
“Ascolta Keith” riprese la parola la piccina tenendo le mani congiunte a preghiera sul petto. Lui alzò leggermente il capo incrociando lo sguardo dorato della piccola elfa. “Comprendo perfettamente il tuo  smarrimento, ma ci sono tante cose che tu non sai di questo magico mondo e che di sicuro imparerai col tempo. Magari alcune di essere  potrebbero  confonderti ed altre illuderti, ma vorrei che tu provassi a fidarti di noi. Sappi che qualsiasi cosa accada, io ti proteggerò sempre” concluse. Keith la osservò frastornato, sentiva dentro se il desiderio di restare un po’ da solo, di  non pensare più a nulla e di poter piangere in pace le persone che quel giorno si era lasciato dietro e che in quel momento gli mancavano da morire, ma non poteva non rispondere alle parole della piccola creatura che gli era dinnanzi. Lir era diversa, lo percepiva. La sua aura era pura e buona, al suo cospetto non poteva che sentirsi misero e sporco come il peggiore dei peccatori. Protese le mani verso la piccola e la prese con entrambe: “Mi sembra passato un secolo da quando ti ho visto la prima volta, eppure sono passate solo poche ore” prese il giovane, “eppure, piccina come sei, ti sei battuta come un leone per proteggermi da quel tizio vestito di grigio, mentre Drena pur di portarmi in salvo da quella mattanza non si è risparmiata arrivando a portarmi via di peso” si morse il labbro ed i suoi occhi divennero lucidi e gonfi, “come potrei non fidarmi? Come potrei non fidarmi di te?Accetterò il mio destino e quello che questo mondo vorrà riservarmi e poi tornerò a casa” concluse facendosi scappare una lacrima. Lir raccolse la lacrima tre le sue braccia, poi anch’essa commossa, abbracciò al limite delle sue forze il volto del giovane: “Grazie Keith, grazie” sussurrò soffocando le lacrime e nascondendo il viso nella guancia del giovane umano che la strinse a se.
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Eden: capitolo 6 (seconda parte)

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Nella piccola stanza della locanda nel villaggio di Picks, i quattro occupanti erano impegnati in una discussione delicata che avrebbe potuto compromettere tutta al missione. Nir, Drena e Lir questo lo sapevano bene, ma non potevano continuare a omettere informazioni importanti o Keith non si sarebbe mai fidato di loro. Dovevano fare quello che doveva essere fatto anche correndo il rischio che l’umano si ribellasse alla loro autorità.
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