Pensiero del mattino

Ciao a tutti amici miei,

Spero stiate tutti bene.

Qui si lotta con tante cose, si lotta per se stessi, per gli altri, per chi non ha le forze o la lucidità mentale per farlo.

Stamattina ripensando agli ultimi anni, giusto per fare un percorso emotivo meno lungo e psicologicamente difficile, mi è venuta in mente questa frase. Non sono una poetessa e neanche una che si diletta in questo genere di cose e affini.

Si tratta di una innocua riflessione, per cui prendetela per quello che è.

Tuttavia mi chiedevo: quanti di voi sono d’accordo con questa affermazione? 😉

Shio.

Buon 8 marzo

Dio crea i dinosauri.
Dio distrugge i dinosauri.
Dio crea l’uomo.
L’uomo distrugge Dio.
L’uomo crea i dinosauri…
I dinosauri mangiano l’uomo…
La donna eredita la terra!

[Jurassic Park]

Direi che non potevo iniziare questo post con una citazione migliore. Non volevo fare il solito pippone su quanto importante sia questa data in sé, su quanto poco ci sia in verità da festeggiare anche perché chi vuole, l’ha già capito dopo anni che mi ripeto.
Per quasi tre anni abbiamo trascorso questa data una volta contrassegnata dalla frivolezza umana (festini, spoglierelli…il lato peggiore che una donna possa dare di sé), stretti e costretti in una pandemia, ora, a questo, si è aggiunta anche una guerra…

Che dire?

Magari l’8 marzo 2023 sbarcano gli alieni o i dalek ci stermineranno…
nah, per lo sterminio, siamo abbastanza bravi da soli!

Insomma, i tempi sono bui, la donna nelle pubblicità è sempre più rappresentata come una psicopatica che prende sempre a pugni un sacco da boxe, fa linguacce e si lancia dal paracadute col ciclo…

Io penso che ogni individuo, uomo o donna che sia è unico. Ci sarà sicuramente la donna che col ciclo corre alle Olimpiadi, come ci sarà anche quella che resta impalata nel letto tra atroci sofferenze…

Non siamo tutte uguali.

Gli stereotipi?

Continuiamo a crearceli noi anche attraverso queste immagini per certi versi sbagliate ma, cosa peggiore, vengono associate a una giornata come quella dell’8 marzo…

Scusate, avevo detto niente pipponi.

Buon 8 marzo a tutti e ricordare, la donna è donna sempre, non solo una volta all’anno. ♥

Peace. ♥

Shio

Pulizie con riflessione

Ciao a tutti, stamani mi è successa una cosa strana che mi ha ricordato quanto raccontato da Elena Andreotti nella sua intervista a Parola di scrib.

Me ne stavo tranquilla a fare le solite faccende di casa e mi vengono in mente i miei protagonisti di Ritorno a Breuddwyd e la loro differenza di età e mi salta in testa questa frase che sicuramente ne ricorda tante altre sul genere, ma mi ha fatto sorridere e la sto divulgando praticamente ovunque. 🤣

Dalla versione saggia di Cenerentola sfigata è tutto! Buon weekend! ❤️

Shio

Riflessioni e pensieri confusi…

Voi vi mettete mai in discussione?
Io sì, sempre e, ogni volta, ne esco sconfitta…
Sono così brava a darmi addosso da essermi autoeletta la mia peggiore nemica, ma è una cosa che ho sempre fatto.
Non ho mai preteso di essere perfetta e mai lo sarò, sono goffa, infantile, stupida a volte, ma credo nei sogni, nei miei sogni…
Forse sbaglio? Forse no, chissà, ma penso che in una società vuota come questa, in qualcosa bisogna credere…per non impazzire, per differenziarsi dalla massa, per continuare a tener viva la tua personalità in un mondo d’impersonali che ripetono a pappagallo parole dette da altri, che si nascondono dietro uno schermo per offendere il prossimo, che odiano in modo preoccupante.

Adesso stavo guardando il mio blog, la mia adorata, amata finestra sul mondo e mi chiedevo se andasse davvero bene così com’è o se dovrei apportare delle modifiche, parlare di argomenti diversi… non so. Vedo tanti blog interessanti che parlano di tante cose a cui io neanche ci penserei, blog stimolanti che ho conosciuto soprattutto grazie al The Xmas Carols, ma non solo e poi guardo il mio e mi viene spontaneo pensare: ma cosa offre esattamente il mondo di shioren?

Svago?

Riflessioni?

Niente?

Col mio carattere negativo, mi viene da dire “niente”, ma se leggete questo post e vi va di spendere due minuti del vostro tempo, mi piacerebbe sapere cosa pensate di questo blog, se vi piace così com’è.
Tranquilli, è solo un modo per comprendere quanto di me vi arriva e quanto vi resta dentro…

Ps: mi raccomando, gli insulti solo velati o potrei restarci male. 😅
(capito Ale?🤣)

Peace & Love.

Shio

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon

Ciao a tutti, amici.
Oggi vi parlo della mia ultima lettura: “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Mark Haddon ma, prima di lasciarmi andare alle impressioni personali, vi trascrivo la trama ufficiale del romanzo:

Christopher Boone ha quindici anni e soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo. Il suo rapporto con il mondo è problematico: odia essere toccato, detesta il giallo e il marrone, si arrabbia se i mobili di casa vengono spostati, non riesce a interpretare l’espressione del viso delle persone, non sorride mai… In compenso, adora la matematica, l’astronomia e i romanzi gialli, ed è intenzionato a scriverne uno. Si, perché da quando ha scoperto il cadavere di Wellington, il cane della vicina, non riesce a darsi pace. E gettandosi nel “caso” con la stessa passione del suo eroe Sherlock Holmes, finisce per portare alla luce un mistero più profondo, che gli cambierà la vita e lo costringerà ad addentrarsi nel mondo caotico e rumoroso degli altri. Con una nuova prefazione dell’autore.

Prima di tutto, voglio premettere due cose fondamentali:
1) non sono molto esperta sull’argomento trattato, pertanto, chiedo subito scusa se, con le mie opinioni, possa in qualsiasi modo offendere chi legge questo post, vi assicuro che non è intenzionale.
2) ignoro quanto ci sia di romanzato e quanto di vero in questo testo.
Nella prefazione, lo stesso autore, parla del suo lavoro come un romanzo, per cui, potrebbe essersi preso qualche licenza poetica qua e là, ma lo ignoro per via di quanto sopra scritto: non ho approfondito l’argomento Asperger.

Riflessioni e paure

Ciao, ti capita mai di sentirti bloccato dalla paura, dai mille scrupoli o dagli infiniti rifiuti?

A me ultimamente sì.

E non mi vergogno ad ammetterlo, perché non c’è nulla di male nel mostrare le proprie debolezze.

Sono ancora un piccolo pesciolino in questo oceano di pubblicazione.
Una creatura che sta cercando in tutti i modi di farsi strada, di conquistarsi un posto nel tuo cuore di lettore, ma non è affatto facile…
Mi manca l’intraprendenza e la sfacciataggine (in senso buono ovviamente, non voglio offendere nessuno) di alcuni autori self.
Non sono mai stata una persona carismatica, non ho mai brillato per una qualità o un dono, ma ho sempre cercato di stare al passo con tutta me stessa.

Come ogni autore che ama ciò che ha scritto, desidero solo far conoscere e amare i miei personaggi, i miei mondi, le mie storie ma, ogni volta che devo contattare un blog per presentare il mio lavoro, mi blocco!

Ormai ho perso il conto delle volte che ho scritto e poi cancellato email o messaggi per una richiesta di collaborazione e sai perché?
Non per mancanza di fiducia nei miei romanzi, possono non essere perfetti e, come qualsiasi cosa a questo mondo, possono piacere oppure no… No, ciò che più mi frena è il rifiuto in quanto autrice di “serie B” o C… facciamo Z, anche se non esiste! 

Perché mi è successo troppe volte da quando ho iniziato quest’avventura e sono ormai satura. Ho passato la mia vita a essere guardata con riluttanza a causa del mio aspetto e vedere che questo sta accadendo anche ai miei lavori… Beh, fa male!

Sbaglio?

Cosa ne pensate?

Con affetto.

Anna Esse

Bugie, gentilezza e amicizia

Ciao a tutti amici miei, come state?
Io in versione stregone che attende i temporali danzando al chiaro di Luna! x°D
Sì, direi che sono già in modalità: “odio l’estate”, peccato che, in verità lei non è ancora arrivata ufficialmente, ma va bene così, non era di questo che volevo parlarvi ma delle “bugie“.

Esistono diversi tipi di bugie:
-quelle insite a ferire il prossimo, anche se prive di fondamento.
-quelle dette anche bianche, e quindi usate a fin di bene.
-quelle che amo di più: quelle che mangi a Carnevale dette anche chiacchiere, ma non parlo di loro in questo post, purtroppo. xD

Ora…sono abbastanza anziana da comprendere quando a volte si possa dire una bugia in buona fede, ma per quanto una persona possa essere mossa da buone intenzioni, per quanto uno possa dire una bugia per non arrecare dolore al prossimo, è sempre una bugia e, come tale, prima o poi verrà alla luce.

In molti fanno l’errore di confondere la bugia con la gentilezza, esempio: siamo amici, per cui non ti dirò mai che il tuo taglio di capelli è orribile, o la gonna che indossi ti sta male, mento, dico una bugia bianca affinché tu non ti offenda, e dichiaro che stai meravigliosamente bene…SBAGLIATO!

Un’amicizia che si basa su questo concetto: non ti ferisco, perciò ti mento, non è amicizia!

Non si è amici a convenienza o solo perché ti aspetti che l’altra persona dica sempre quello che ti fa piacere o che vuoi sentire.

Amicizia è dirsi le cose in faccia, nel bene o nel male… col giusto tatto, ovviamente. Andare da una persona a cui vuoi bene e dirle: “Anna, cos’hai fatto alla faccia, quel trucco ti sta da schifo!“, non è proprio carinissimo, ma magari fargli notare che con determinati colori in viso, assomigli più a un clown che a un panda, quello sì.

Per tutto ci vuole la giusta sensibilità e tatto, perché dire la verità, non implica offendere il prossimo, si può dire quello che si pensa, senza per forza essere scurrili, offensivi o volgari.

In questo ultimo anno sono stata spesso vittima di queste bugie cosiddette bianche.
Mi sono arrabbiata tantissimo perché io ho un altro concetto di amicizia e chi mi ha frequentata un po’ di più nel privato lo sa. Se una cosa non mi piace, lo dico. Posso indorare la pillola, perché essere onesti non significa necessariamente essere spietati, ma sinceri, aiutare attraverso le proprie parole l’altra persona che non si accorge di un qualcosa (se si tratta di un trucco sbagliato, di un vestito che sta male, ecc…ecc..), fermo e restando che se all’interessato piace esattamente così com’è: un passo indietro e rispetto anche per questa scelta personale.
Ma dire a prescindere: è tutto perfetto, non aiuta il tuo amico se non a infognarsi ancora di più.

Ovviamente poi, dipende sempre da contesto e contesto. A volte non si può fare a meno di “mentire“, soprattutto se si ha dall’altra parte un carattere irascibile o permaloso che ti induce a prendere tutto un po’ con le pinze, ma dire una falsa verità che porta solo all’illusione del prossimo, trovo sia sbagliatissimo e, nel momento in cui il destinatario della menzogna se ne accorge, anche molto deludente. Perché non sempre la persona si rende conto di sbagliare e parte del presupposto che “se sbaglia, il suo amico glielo direbbe“, ma se davanti si trova una persona che gli mente o che occulta permettendogli ancora di sbagliare, diventa un cane che si morde la coda per poi scoprire essere amarissima.

Uso erroneamente il termine sbagliare, ma non sempre chi subisce una menzogna bianca, sta sbagliando, anche perché chi sbaglia davvero è chi la dice.

Io ho sempre cercato di essere onesta.

In passato ho espresso la mia opinione privatamente a chi mi ha chiesto consigli o recensioni ad esempio e tra i mie pochi lettori, c’è chi può confermarlo.

A volte occulto?

Sì.

Se non ho sufficiente confidenza o non mi sento in un terreno comodo, preferisco non dire e lo ammetto, in quel caso sbaglio anch’io, ma non lodo neanche: non dico “stai benissimo così“, piuttosto non mi esprimo e, a una richiesta diretta, risposto “per me non dovresti, ma se piace a te, allora va bene“.

Questo fa di me una cattiva amica?

Forse.

Ma questo non lo faccio con le persone che reputo davvero mie “amiche“, ma con le “conoscenze” e, credetemi, la cosa cambia. In tanti anni di social, mi sono sempre illusa di aver trovato delle vere amicizie, persone con cui mi scrivevo per ore e ore in chat, con cui condividevo sogni, progetti, segreti e speranze e che sono spariti dalla mia vita con la stessa velocità con cui erano apparsi.

Ho imparato a mie spese che chi ti scrive “ti voglio bene” in chat, non sempre lo pensa sul serio e questo mi ha indotto a tracciare una linea immaginaria dove collocare le persone tra: amici, conoscenti e, per ultimo, ancora non lo so. Perché questo genere di cose ti cambia e ti porta a comportamenti necessari a proteggere il tuo cuore dalle continue delusioni.

Mi ha fatto male questo genere di rivelazione?

Sì, da paura!

Ma mi ha insegnato a non considerare “amici” le persone con tanta leggerezza e ora, quando mi rendo conto che qualcuno mi sta mentendo, anche solo con una bugia bianca detta a fin di bene, mi allontano e bollo la persona in questione a vita, perché non potrò mai sapere se sarà mai sincera con me o se lo è stata mai.
Una volta cercavo le persone in chat, ora non lo faccio più: mi vuoi? Hai bisogno di me? Sai dove trovarmi.

Le esperienze ti cambiano la vita…

Ho ancora tante ferite aperte a causa di bugie, di cose dette e non dette e ci sto ancora fisicamente male quando ripenso a persone con cui ho condiviso i miei segreti più importanti, con cui ho trascorso fisicamente delle giornate insieme, con cui ho riso e scherzato, mangiato e dormito e poi?

Buff! Tutto svanito: l’affetto, l’amicizia, tutto… ed è arrivato solo il freddo e il vuoto.

Tutto questo è per dire una cosa fondamentale:
Non confondente le bugie con le amicizie, non confondete la gentilezza con le bugie.
Se una persona ti è davvero amica, capirà che dietro la verità più cruda, c’è il desiderio di proteggerti, certo, magari sul momento ci resterà male e si sentirà offesa, ma se c’è un vero rapporto d’amicizia reciproco, si troverà il modo…un punto d’incontro.

Io ci ho creduto con alcune persone e ne sono rimasta scottata, anzi, sembravo più Giovanna D’Arco e, credetemi, la delusione che nasce dall’apprendere quanto poco amico, l’altra persona ti ritiene, è davvero tanta.
Dico sempre: la sincerità prima di tutto, almeno dov’è possibile e lo dico perché avendo assaggiato e toccato l’amarezza di stare dall’altra parte della barricata. Non voglio dare agli altri il mio stesso dolore, ma poi mi chiedo: e se stessi di nuovo sbagliando? E se dall’altra parte non ci sarebbe affatto dispiacere, perché sostanzialmente non mi reputano una loro amica e di conseguenza, non gliene frega poi granché di quello che dico?

Penserete: oddio, Shio è in piena crisi mistica! xD

No, sono gli strascichi delle varie delusioni che ti portano a mettere in dubbio tutto, te stesso per primo.

Pensateci…

Vi abbraccio.

Shio.

Pensieri da scrittore #6

Ogni volta che apriamo un libro, entriamo dentro un mondo nuovo.

💙 Un universo creato per farci sognare, vivere emozioni intense, divertire e, perché no? Commuovere.

🌹 Aprire un libro non significa solo compiere un gesto meccanico, è come entrare nell’armadio magico che porta a Narnia, attraversare il binario 9 e 3/4 per Hogwarts, come finire nella tana del Bianconiglio.

💙 Non sappiamo cosa ci attenderà una volta entrati in quel mondo magico: potremo restarne affascinati o delusi, ma quell’universo e i suoi personaggi, sono lì per accoglierti al massimo delle loro forze, speranzosi di trovare un angolino nel tuo cuore e restarci per sempre.

🌹 Nessuna storia nasce per essere disprezzata.

💙 Nessun personaggio nasce per essere odiato.

🌹 Esattamente come nel mondo reale, ognuno ha il suo carattere, la differenza sta nella nostra empatia, nel nostro modo di vedere le cose, di viverli.

💙 Nessun personaggio creato da me o da chiunque altro scrittore, nasce per ferire il lettore. Essi possono essere sciocchi, divertenti, superficiali, belli, brutti, arroganti, ma desiderano tutti la stessa, unica cosa: essere accettati per quel che sono.

🌹 Io amo i miei personaggi e tu?

💙 Se vorrai conoscerli, saranno felici di accoglierti nel loro mondo imperfetto, fatto di amicizia, drammi e amore. ❤

Shio