Ritorno a Breuddwyd – Anna Esse — TUTTOLANDIA

Buongiorno a tutti e buon inizio di settimana!
Oggi la mia incomincia con una gran bella sorpresa.
Sapevo che Tuttolandia aveva acquistato e leggendo il mio romanzo e poche settimane fa mi aveva contattata per comunicarmi di aver terminato la lettura, ma ignoravo quando avrebbe pubblicato la recensione. Non vi nascondo che ero molto curiosa di leggere il suo pensiero a riguardo. Ritorno a Breuddwyd non è un romanzo facile e per certi versi potrebbe apparire anche lento, ma quando vedo… quando leggo che il messaggio, che quello che volevo trasmettere è arrivato in tutta la sua completezza, mi emoziono sempre. ç____ç
Ma ora lascio la parola a Tuttolandia e alla sua bella recensione:

Breuddwyd, Galles. La scogliera, le onde agitate dell’oceano, un paese dove il passato pesa sugli abitanti come un macigno. Ann, giovane giornalista, torna nella sua città dopo un lungo periodo di allontanamento. A Breuddwyd vive Christopher, un uomo solitario che tutti odiano e chiamano il mostro. Ann decide di scoprire il perché di questo comportamento […]

Ritorno a Breuddwyd – Anna Esse — TUTTOLANDIA

Recensione sì, recensione no.

Una delle prime cose che succedono, quando decidi di buttarti di testa nel mare delle autoproduzioni è di ricevere richieste d’amicizia un po’ ovunque sui vari social. Alcune sono persone adorabile, gentili, di cuore e, nel loro piccolo, desiderose di essere d’aiuto, altre… mentono.

Come sempre il mio sarà un discorso generico e non punto il dito contro nessuno ma a volte resto spiazzata da alcuni post che leggo e dall’arroganza che alcuni self hanno nel considerare la loro opera un capolavoro indiscusso.

Sto leggendo un romanzo di un self (non metto neanche il sesso 😁😉) e, sinceramente, fin dalle prime pagine, ho riscontrato delle piccole anomalie che pensavo di comunicare all’interessato per una questione di correttezza e di solidarietà tra autori… Poi un paio di settimane fa, mi imbatto in un post pubblico dove questo “autore” sfoga la sua frustrazione in modo plateale beccandosi i soliti commenti solidali di rito, a proposito di una valutazione negativa… Incuriosita, cerco la misteriosa recensione che ha creato il caos nei vari social e ne trovo una che rispecchiava esattamente i miei disagi durante la lettura dei primi capitoli e mi sono detta: meno male che non ho parlato o finivo nella gogna anche se mossa da buone intenzioni.

Per carità, ognuno è libero di esprimere la sua opinione ma, se a me una cosa non piace, semplicemente evito di scriverne una recensione e, se conosco l’autore abbastanza bene, piuttosto gli dico privatamente cosa non mi ha convinta… Non piazzo recensioni al vetriolo ovunque e, soprattutto, non umilio nessuno anche perché parto sempre dal presupposto che, dietro ogni scritto, ci sia della volontà e l’impegno di creare qualcosa di davvero bello, ma… Essermi trovata davanti a una recensione di un’altra autrice che rispecchiava il mio pensiero, aver letto i classici commenti: “fregatene”, “è tutta invidia”, “tu sai che vali”… è stato imbarazzante, perché continuavo a pensare tra me e me: “no, cavolo! Stavolta ha davvero ragione il lettore!”.

A voi è mai capitato?

E se vi trovate davanti un romanzo che non vi piace, lo dite? Lo scrivete su tutti i muri o lasciate perdere come me, evitando semplicemente di esprimere la propria opinione?

Shio

Mai abbastanza di Palma Caramia

L’unico modo che ci resta per sopravvivere è dimenticare. Ignorare“.

Ciao a tutti, oggi si torna a parlare di letture e, nello specifico, di poesie, anzi haiku.

Chi di voi sa cos’è un haiku?

Ve ne parlai un po’ già a proposito di un anime visto poco tempo fa, Word Bubble Up Like Soda Pop, vi ricordate? Ma vi darò comunque una piccola spiegazione, dunque l’haiku è (fonte wikipedia) un componimento poetico nato in Giappone nel XVII secolo. È composto da tre versi per complessive diciassette more (le more sono il suono fonetico che si emette pronunciando le sillabe), secondo lo schema 5/7/5.

Io non ci ho mai provato a essere sincera e non penso sia così facile come sembra, soprattutto perché è un arte nata in Giappone dove hanno un alfabeto completamente diverso dal nostro e suddiviso in sillabe. Quindi premetto che non ho le competenze necessarie per dare un giudizio tecnico sul lavoro della brava Palma, ma posso dirvi che, questa raccolta di pensieri, è riuscita a donarmi un po’ di sollievo in un momento “disastragico” della mia vita.

Ho acquistato la raccolta appena uscita, ma poi è rimasta nel mio Kindle ad attendere… Non sono una appassionata di poesie e non sapevo cosa aspettarmi né volevo dare false speranze all’autrice dicendo che l’avevo preso e poi non in grado di dare un giudizio, ebbene… dopo alcuni avvenimenti negativi, mi sentivo un po’ persa (e lo sono ancora) e, un pomeriggio, mi è tornata in mente questa raccolta. Ricordo che ho letto il titolo ad alta voce soffermandomi su quelle due, semplici parole: “Mai abbastanza” e mi sono chiesta, sì, ma di cosa? Di amare, di amarsi, di soffrire… Ho dato decine di significati diversi a quel titolo, non considerando la presentazione dell’autrice e il significato vero a cui lei alludeva, ma solo su quello che le sue parole mi avevano trasmesso in quell’istante e, animata da questi pensieri, ho iniziato la lettura.

Qualunque problema è un nuovo inizio“.

Ripeto, non sono un’esperta, non ho le basi o la presunzione per dichiarare quanto a livello tecnico siano perfette, ma posso dire cosa, alcuni di questi versi, mi hanno donato. In mezzo a una tempesta di smarrimento e dolore, alcuni di questi haiku, mi hanno suggerito un appiglio, un piccolo scoglio a cui aggrapparmi per non annegare nelle lacrime e per il quale non smetterò mai di ringraziare Palma.

A volte basta una canzone per donare un po’ di pace al nostro cuore, a volte un buon libro e, questa volta, sono state queste semplici parole che, in alcuni momenti, sembravano parlare dritte al mio cuore.

Essendo haiku, le composizioni sono molto brevi e l’intera opera si legge in pochissimo tempo, ma questo non toglie valore, intensità e impegno all’autrice e al suo lavoro.

Consigliato.

Shio ♥

Gli assalti alle panetterie di Haruki Murakami

Ciao a tutti, oggi vi parlo di uno dei miei autori nipponici preferiti che seguo ormai da più di dieci anni: Haruki Murakami.

Qualcuno di voi lo conosce o ha letto qualcosa di lui?

Il libro di cui vi parlo oggi, è un racconto brevissimo magistralmente illustrato da Igort ed edito da Einaudi.

Questa è la sinossi ufficiale:
Un gruppo di giovani male in arnese è cosi affamato da decidere di ricorrere agli estremi rimedi: rapinare una panetteria. Non per il denaro, ma per il pane. Quando arrivano però nel negozio scelto “per il colpo” hanno la prima di molte sorprese. Il panettiere non si opporrà in nessun modo all’esproprio, anzi sarà ben felice di dare loro il pane, a patto che facciano una cosa, una cosa molto semplice per lui: ascoltare un brano di Wagner… Prosegue la “serie di fuori serie” dei racconti di Murakami illustrati da artisti italiani e internazionali. Questa volta a dare forma e colore alle atmosfere del maestro giapponese è Igort, al secolo Igor Tuveri.

È imbarazzante vedere come viene praticata svelato tutto ma, in appena 59 pagine di racconto, sarebbe impossibile svelare i retroscena attraverso la trama, non credete?

Immagino penserete: allora è tutto qui, è fatta, non c’è altro… Beh…in verità, “NI“.

In appena 59 pagine, ho ritrovato la magia, il surreale e il grande talento che tanto ho amato del sensei in tutti questi anni, ed è quasi buffo che vi parli di questa opera breve con tutti i meravigliosi romanzi e le magiche storie a cui il maestro mi/ci ha abituati. Ho sempre definito il maestro Murakami come il Miyazaki della letteratura e, per me, sarà sempre così. ❤️

Il racconto si legge velocemente e, alla fine, ti lascia comunque soddisfatto. I disegni sono ben fatti e rendono giustizia al testo.

Non è uno dei suoi migliori capolavori ma, se amate il sensei, “Gli assalti alle panetterie”, non può mancare nella vostra collezione.

Consigliato.

Shio.

Recensione/325 – Complicated Love (A. Esse)

Autore: Anna Esse Titolo: Complicated Love ISBN: 978-88— Editore: Amazon Multimedia Prima ed.: 2020 Prezzo cartaceo: € 13,00 (prezzo Amazon) Prezzo ebook: € 1,20 Dati: 2020, pag. 299 Sinossi: Nato in una famiglia troppo impegnata a gestire il lutto che li ha colpiti, Edward è costretto a crescere da solo nell’indifferenza più totale. Questo fa […]

Recensione/325 – Complicated Love (A. Esse)

L’Altra Me: nuova recensione.

~ ATTENZIONE AI DOVEROSI SPOILER CONTENUTI NELLA RECENSIONE~

Detto questo, non posso non ringraziare la dolcissima e bravissima Cate del blog Daydream On a Bookshelf per aver letto e recensito il mio primo romanzo. Non ho ricevuto molte recensioni per i miei lavori e ancora meno ne ho ricevuti per L’Altra Me e, quando qualcuno decide di darmi fiducia e legge il mio operato apprezzandolo, è sempre una festa!!
Ma ora basta, lascio la parola alla brava Cate e alla sua bellissima recensione: grazie ancora dal più profondo del cuore ❤

Ps: Date anche un occhiata al suo blog e al suo profilo Instagram, ne resterete piacevolmente sorpresi. 😉

Per leggere la recensione di Cate, cliccate sulla scritta –> QUI <—

Buona lettura ❤

Shio

Il maestro dei morti di Yannick Roch


Ciao a tutti, amici e buon lunedì!
Oggi vi parlo di un romanzo che esce un po’ dai miei soliti canoni.
Più o meno a metà febbraio, sono stata contattata dall’autore che mi ha proposto il suo romanzo per una recensione. Come ben sapete, difficilmente faccio recensioni su richiesta, perché ho tempistiche molto lunghe e, quando leggo, preferisco farlo puntando su titoli che desideravo davvero approfondire e non su altri che mi vengono chiesti/imposti, ma Yannick non solo è stato di un’educato disarmante e ha accettato di invecchiare a causa dei miei tempi lunghi, ma ha due caratteristiche che mi hanno fatto subito tentennare verso un sì: è francese e il suo romanzo è ambientato a Parigi, città che amo.
Con queste premesse un po’, se vogliamo dire, infantili. Sono entrata nel mondo degli investigatori Renard e Tortue in una misteriosa Parigi del 1933, ma prima, la sinossi:
Settembre 1933. Mentre nell’alta borghesia della Ville Lumière esplode la moda degli spettacoli di magia dell’enigmatico Monsieur Larnac, la scomparsa improvvisa di madame Géraldine getta la famiglia Lathune nella disperazione. La polizia annaspa, finché l’intervento di due investigatori privati – lo stravagante Renard e il più posato Tortue – non riesce a districare la fitta trama tessuta dalle menti criminali che si nascondo dietro le facciate maestose dei palazzi parigini. Fra cervellotiche sciarade e incursioni nell’occultismo, Il Maestro dei morti offre al lettore il gusto classico del romanzo poliziesco e una riflessione sulle inquietudini che si annidano nell’animo umano.

Dati:
Titolo: Il maestro dei morti
Autore: Yannick Roch
Genere: Giallo storico/Mistery
Edito: Les Flâneurs Edizioni 
Data di pubblicazione: 25 agosto 2019
Numero pagine: 118

Impressioni personali:
Come già detto su, non è un genere di romanzo che solitamente cerco. Non sono mai stata molto attratta da gialli o romanzi polizieschi e, anche se in passato qualcosina ho letto, come ad esempio Sherlock Holmes (restando nel genere gialli storici), sostanzialmente negli ultimi anni, ho letto molti autori asiatici, pochissimi italiani e qualcosina di americano. Questa mia piccola mancanza non mi permette di avere un termine di paragone ma posso dirvi fin da subito che la storia mi ha preso.
Si parte da un’indagine su una misteriosa scomparsa di una nobildonna dell’alta società. Agli inizi si ipotizza addirittura una scomparsa volontaria ma poi, attraverso indagini, enigmi e metodi a volte ai limite della legge, si scoperchierà un vaso di Pandora che ingoierà l’intera borghesia francese facendola tremare fin nelle fondamenta.

La storia è avvincente. I due detective sono così naturali nei loro atteggiamenti che, in più occasioni, ho avuto l’impressione di essere seduta con loro nello studio a sorseggiare un tè o a scrutare la mappa cittadina alla ricerca di indizi.
Molto intricante l’enigma che porta alla soluzione del caso e i rapporti personali tra i vari componenti.
Adorabili e dovute sono anche le note a bordo pagina per chi non conosce Parigi e, soprattutto, i costumi e le usanze della città negli anni 30.
Il romanzo è scritto in terza persona, la narrazione è scorrevole e solo in pochissimi passaggi, si perde il “punto di vista” del narratore che, però non toglie pathos e significato a un libro che vale sicuramente la pena di leggere, sia per le atmosfere, sia per la storia intricata e avvincente. Yannick, con la sua narrazione è riuscito a portarmi davvero indietro nel tempo, avete presente quando guardate una serie storica e gli atteggiamenti, i modi di fare, tutto ti fa rivivere quel determinato periodo? Ecco, questo avviene anche nel romanzo di Yannick Roch: “Il maestro dei morti“. Soprattutto quando racconta delle strade di Parigi o in quelle scene in cui i due investigatori si trovano soli nel loro studio a consultarsi, è come entrare in una piccola capsula del tempo e apparire accanto a loro, in una Parigi umida e cupa del 1933.

Consigliato.

PS: potete trovare il romanzo online su tutti gli app store, fateci un pensierino. 😉

Shio ❤

“Complicated Love” _ nuova recensione ❤️

Buongiorno e buona domenica! Stamattina mi sono svegliata con una sorpresa. Sapevo che avevano concluso la lettura e che a breve sarebbe arrivata la recensione, ma non quando, per cui, svegliarmi leggendo le belle parole di Elena e Laura (per me siete sempre un duo 😉), mi hanno dato una scossa in più. Grazie di cuore per aver letto e recensito anche questo romanzo, ragazze e un caloroso in bocca al lupo anche a voi per il “Vostro” primo romanzo: “Il segreto degli alberi”.

Ora è il momento di lasciare la parola alle ragazze: grazie ancora per tutto.

Un abbraccio. ❤️

https://wp.me/paGOxG-Nn

Prime valutazioni

Ciao ragazzi, come state?
Io senza fiato!
Oggi ho avuto la sorpresa di trovarmi ben 2 recensioni e 2 valutazioni sul mio nuovo romanzo “Complicated Love” e tutte positive.

Una di queste è da parte di una persona che conosco da anni e che adoro tantissimo: Sara Tricoli del blog “LeggimiScrivimi” che, a breve (bisogna rispettare la fila, ovviamente), parlerà più nel dettaglio del mio romanzo con un post a parte, l’altra è stata una vera sorpresa. E’ da parte di un cliente anonimo che, da come scrive, si deduce sia un maschio ma non ne ho la certezza assoluta, comunque il mio grazie sentito non cambia, anzi, aumenta ancora di più. ❤

GRAZIE A TE CHE HAI GIA’ LETTO IL MIO ROMANZO.

GRAZIE A TE CHE LO STAI LEGGENDO.


GRAZIE A TE CHE LO HAI RECENSITO ANCHE SOLO LASCIANDO LE STELLINE SENZA AGGIUNGERE UNA SINGOLA PAROLA, PERCHE’, SE NON LO SAPEVATE, NON SIETE COSTRETTI A SCRIVERE POEMI, BASTA LA PROPRIA PREFERENZA PERSONALE…


GRAZIE DI TUTTO CUORE A TUTTI QUELLI CHE STANNO ACQUISTANDO E LEGGENDO E CHE MI STANNO DANDO FIDUCIA…


GRAZIE, GRAZIE DI TUTTO CUORE A TUTTI.

Big Kiss.

Shio ❤

Mille splendidi soli

Buongiorno amici, oggi vi parlo di nuovo di libri, ma di quelli famosi…
Mille splendidi soli” di Khaled Hosseini. Quanti di voi lo conoscono?
E’ un romanzo uscito diversi anni fa ed è il secondo dell’autore divenuto famoso per un altro titolo: “Il cacciatore di aquiloni“.
Ambientato in Afghanistan a Herat in un primo momento e a Kabul in seguito, “Mille splendidi soli” narra sostanzialmente la storia di due donne che si ritroveranno per diverse vicissitudini a vivere nella stessa casa con un uomo patriarcale e violento.