Un giorno di straordinaria normalità.

Dopo più di dieci giorni trascorsi chiusa in casa a causa di un malore che non sembrava volesse abbandonarmi, oggi, primo giorno dopo la mutua, ho finalmente potuto mettere il naso fuori casa e come prima cosa, che faccio?

Un bel prelievo di sangue, di quelli disagiati perché non mi trovavano la vena e quando ci sono riusciti, ero così disidratata (fa di nuovo un caldo abnorme) che il sangue non usciva. 😅

Così quello che sarebbe potuto risolversi in 5 minuti: elastico, ago, fiala e taaaaac, fine. Si è protratto per circa quindici, ma una delle cose che amo quando vado a fare il prelievo è la colazione al bar! So che per molti potrebbe essere la routine, ma non per me e quando ne ho la possibilità vorrei sempre trovare il giusto locale con le robine più stuzzicanti e golose. 🥰

Capita anche a voi?

Ebbene, finita la colazione ho dovuto prendere 3 mezzi pubblici per raggiungere il mio amato fumettaio che non vedevo da mesi e il totale sullo scontrino ha confermato la cosa 😅 (non vi dico la cifra, ma potrete immaginarla dopo mesi che non passavo…).

Non c’è cosa più bella per me che abbracciare quell’uomo e parlare di quello che ci piace. È un momento social che adoro e poi al ritorno a casa ero decisamente soddisfatta del bottino. 😁

Quanti di voi leggono o hanno letto fumetti in generale? Manga, italiani, francesi, le strisce, gli americani… Insomma c’è qualcuno che condivide la mia stessa passione? ❤️

Sarei davvero felice di saperlo, per cui avanti con i commenti e non siate timidi. 🥰

Ah, di seguito i miei acquisti di oggi, ho un po’ esagerato, lo so. 🙄❤️

Buona serata. ❤️

Alice in Borderland

Ciao a tutti, oggi vi parlo di manga!
Sì, vi ricordate che sono anche un’appassionata del genere, vero? 😂
Beh, sabato scorso sono stata in fumetteria per il mio solito giro mensile e mi sono imbattuta in questa cover che potete vedere qui accanto e…boh, mi sono innamorata dei disegni!

Non conoscevo la storia di Alice in Borderland di Haro Aso e ignoravo che ne esistesse un live movie su Netflix, ma io sono più per il manga in questi casi: rapido e diretto e poi le tavole sono davvero ben disegnate, un piacere per gli occhi.

Questa che vedete è una riedizione, la prima risale al 2013/2017 ed era edita da Flashbook edizioni.

La saga riparte da capo con volumi da oltre 380 pagine editi da J-Pop. Alice in Borderland ti porta in un survival game che tanto vanno di moda ultimamente, basta vedere Squid Game, ma che nel mondo dei manga non è poi una rarità, basti pensare a titoli come Battle Royal, Mirai Nikki o Il gioco del Re (solo per citarne alcuni). Azione, paura, ingegno, suspense, sono solo alcuni degli ingredienti di questa storia piena di colpi di scene dove bisogna lottare se si vuole sopravvivere!

Trama presa da Amazon: Ryohei Arisu è all’ultimo anno di liceo e si considera già un fallito, senza prospettive ne idee per il futuro. Una notte è in giro a fare baldoria con i suoi amici, Chota e Karube, quando dopo degli impressionanti fuochi d’artificio si sveglia in uno strano luogo: “Borderland”, un mondo al confine con l’ignoto in cui per sopravvivere bisogna superare crudeli sfide!

La serie è composta da 9 volumoni al costo di € 12 cad. Un prezzo consistente, ma se si pensa al numero di pagine, neanche poi più di tanto: la carta costa, si sa…
Il genere è l’horror/soprannaturale per cui, se decidete di guardare la serie TV o sfogliare il manga o cercare altro sul web, potreste imbattervi a scene di violenza esplicita, per cui siete avvisati. 😉

Bene, spero di avervi incuriositi.

Alla prossima.

Shio ♥

PS: di Alice in Borderland esistono, oltre al manga, una seria da tre OAV e una live movie.

Katsuhiro Ōtomo

Buongiorno, dopo tanto, si torna a parlare di mangaka!
Tuttavia, Katsuhiro Ōtomo non è solo un mangaka, lui è taaaaaaaaaaaanta roba: sceneggiatore, regista e fumettista.

Chi di voi lo conosce?

Vedo tanti bei punti interrogativi sulle vostre belle testoline, ma se vi dico “AKIRA“?

Ancora nulla? Ops!

Scherzi a parte, lui è il “papà” di Akira uno dei film più chiacchierati, amati e odiati dell’animazione giapponese. E’ stato il primo ad arrivare in Italia e ha conquistato intere generazioni meritandosi il titolo di cult movie nel settore.

Andiamo per gradi… Katsuhiro Ōtomo è nato a Hasama (attualmente Tome nella prefettura di Miyagi) il 14 aprile 1954. Finite le scuole, si trasferisce a Tokyo in cerca di un lavoro come disegnatore e sceneggiatore e, nel 1973, ottiene il suo primo impiego. Tra il 73 e i primi anni 80 pubblicherà diverse raccolte di strisce brevi e alcune parodie delle storie occidentali più importanti come ad esempio “Hansel e Gretel” dei fratelli Grimm, Robinson Crusoe e Biancaneve e tanti altri.
Nel 1982 inizia a prendere vita uno dei suoi successi maggiori: Akira e, sempre in quegli anni, lavora anche come character design, sceneggiatore e disegnatore, tuttavia, come già detto, la consacrazione del sensei arriva con la realizzazione del film Akira, il primo film d’animazione giapponese nel suo genere ad approdare in occidente, conquistandolo.
Tra gli altri suoi successi, troviamo Steamboy, secondo lungometraggio del maestro e la sua partecipazione, nel 2006, alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia con un live action basato su un manga bellissimo di cui magari un giorno vi parlerò: Mushishi di Yuki Urushibara.

EDITORIA, I MANGA ARRIVATI IN ITALIA:

“Memorie” – Volume Unico – Star Comics

“Sogni di bambini” -Volume Unico- Comic Art

“Akira”
Di questo manga ne esistono diverse versione, la più recente è composta da 6 volumoni – Planet Manga

“The legend of mother Sarah” – (storia di Katsuhiro Ōtomo, disegni di Takumi Nagayasu) – 6 volumi – Planet Manga

“World Apartment Horror” – (storia di Katsuhiro Ōtomo e Keiko Nobumono, disegni Satoshi Kon e Keiko Nobumono) – Volume Unico – Star Comics

“Steamboy” – (storia di Katsuhiro Ōtomo, disegni di Yu Kinutani) – 2 volumi – Star comics

“ZeD” – (storia di Katsuhiro Ōtomo, disegni di Tai Okada) – Volume Unico – Star Comics

IMPRESSIONI PERSONALI:

Credo che ogni appassionato degno di questo nome abbia almeno una volta letto o visto qualcosa nato dalla mente del sensei Ōtomo. Io personalmente l’ho conosciuto come autore grazie al manga ZeD che anni fa era stato pubblicato su Kappa Magazine (Star comics) e poi, ho visto e rivisto decine di volte Akira, finché non uscì il manga nel lontano 2007, sempre edito da Planet manga. In giro, dovrebbe esistere anche una vecchissima versione del 1990 della Glenat.
Akira è, per mio gusto personale, un manga che leggi solo una volta… non ho mai avuto il desiderio di riprendere in mano quella serie, cosa che ho fatto con tante altre e non per un qualche motivo particolare, leggere almeno una volta il manga dopo aver visto il film, ti permette di comprendere meglio alcune dinamica presenti nel lungometraggio, tutto qui… Un po’ come quando vedere un film tratto da un libro: si completano a vicenda.

La prima cosa che pensai, quando vidi per la prima volta le tavole di un manga disegnate da lui, fu: “wow!”. Non eccelle con le figure fisiche, gli esseri umani disegnati da lui sembrano un po’ tutti uguali, ma gli scenari… quelli sono dei veri capolavori! Il suo tratto, pulito e particolareggiato e una vera goduria per la vista e penso che, almeno una delle sue opere, meriti di diritto un posto nella libreria di ogni appassionato!
Altre cose disegnate di pugno dal maestro, non ne ho lette, ma ho visto e letto storia la cui sceneggiatura era sua, ma poi i disegni erano stati affidati ad altri, come Steamboy o The legend of mother Sarah.

Consiglio questo autore a chi ama le storie post apocalittiche e agli appassionati di fantascienza.

Il mondo di Katsuhiro Ōtomo, è un mondo che merita di essere scoperto e gustato lentamente, come un buon libro o un ottimo film. Alcune sue storia sono più intrise di magia, altre di azione, altre ancora di sangue e violenza… ma rimane uno dei migliori registi/autori del settore, ancora in vita e che merita di essere scoperto e riscoperto.

GALLERIA IMMAGINI:

Citazione #53

Noi siamo tutti diversi per razza, per valore, per nascita, per educazione

ma proprio conoscendo e confrontandosi con ciò che non conosciamo che è davvero possibile ottenere qualcosa”.

(prof. Nakajima – Silver spoon)

Josée, la tigre e i pesci – il manga

Immagine reperita da Google

Ciao a tutti,
Vi ricordo che, se volete partecipare al The Xmas Carols di cui potrete saperne di più cliccando -> QUI-, avete tempo solo più fino alla mezzanotte di oggi per darmi la vostra adesione.

Cosa aspettate?

Ma ora parliamo protagonista del post: “Josée, la tigre e i pesci“: storia di Seiko Tanabe, illustrazioni di Nao Emoto.

immagine reperita da Google

Trama (fonte wikipedia):
Osaka, anni 2010. Josée, una giovane disabile di 24 anni, non sa nulla del mondo esterno che sarebbe troppo pericoloso per lei secondo sua nonna che la sta crescendo. In un incidente con la carrozzina, durante una passeggiata notturna, si ritrova gettata tra le braccia del giovane Tsuneo. Di conseguenza, il ragazzo si ritrova assunto per assisterla. Josée, sognatrice, vuole scoprire cose che fino ad allora poteva solo sognare, mentre Tsuneo, giovane compiuto che sa cosa vuole fare, lavora per realizzare il suo sogno e andare a studiare in Messico. Josée ha però un talento innato per la pittura. I due si spingeranno in avanti l’un altro, evolvendosi…

immagine reperita da Google

Il manga è una miniserie da due volumetti raccolti in un delizioso cofanetto edito da J-pop al prezzo di € 13,80 e reperibile online, nelle migliori fumetterie e in libreria.

Impressioni personali:

Personalmente non amo molto i personaggi tsundere perché tendono a sfociare nel crudele opprimendo e umiliando il personaggio buono della storia. Ah, per chi non lo sapesse, un personaggio “tsundere” è un personaggio, solitamente femminile, che agli inizi appare come scontroso e arrogante, ma poi si rivela amorevole e gentile verso chi ama, insomma, una persona troppo timida che si nasconde dietro una facciata aggressiva.
Un esempio su tutti?
Taiga Aisaka della serie anime Toradora.
Tornando al manga, la storia è molto carina e dolce e il finale ti fa anche sciogliere, ma proprio non sopporto il carattere di Josée che continua a trattare Tsuneo con disprezzo chiamandolo il suo badante e, a volte, mi fa anche rabbia lui che è a tutti gli effetti il ragazzo zerbino della storia, anche perché, solitamente, se esiste un personaggio tsundere, di rimando, la controparte maschile è sempre molto docile, remissivo, una sorta di focolaio della casa, insomma.

le immagine sono reperite da Google

Sarei curiosa di vedere il film a questo punto per avere una visiona a 360° della storia in sé. Spesso e volentieri, ho apprezzato o una versione o l’altra e mai tutt’e due insieme e, soprattutto, negli ultimi anni dove ormai è di moda far uscire il manga da cui sono tratti alcuni film di animazione.

Consiglio la lettura agli amanti dei romance, soprattutto e degli shojo in generale, i disegni sono molto curati e belli da vedere.

Aspetto di sapere se qualcuno di voi l’ha già letto o ha visto il film.

Buona giornata.

Shio.

Finalmente l’annuncio che tanto attendevo!!!

Niente panico!
Non riguarda me come autrice e casinista del web, ma come appassionata del mondo nipponico, dei manga e degli anime in generale.

Come ben saprete, in questi giorni, si sta svolgendo il Lucca comics che, a tutti gli effetti, è una delle fiere del settore più importanti del nostro territorio nazionale e presso cui sono stati fatti diversi annunci importanti dalle varie case editrici e, questo, è l’annuncio che più ho atteso in 25 anni di passione manga: la ristampa di Proteggi la mia Terra di Saki Hiwatari!

Giuro, non ci credo!
E’ quasi un miracolo!

Forse molti non lo sanno, ma il mio stesso pseudonimo è legato a questo manga, difatti “Shioren” è la fusione dei nomi di due personaggi di questa serie manga: Shion e Mokuren che, uniti, hanno dato vita a Shioren. ❤️

Segnatevi l’uscita sul calendario, tatuatevelo sulla pelle, scrivetelo con pennarello indelebile sulle mutande, fate cosa volete, ma non lasciatevi sfuggire l’occasione di scoprire o riscoprire, questa bellissima saga piena di colpi di scena.
Per saperne di più, vi lascio il link della recensione che feci tantissimi anni fa proprio qui sul blog: “Proteggi la mia Terra“.

Proteggi la mia Terra, come dice l’immagine e salvo rinvii, sarà disponibile a partire dal mese di aprile 2022 sempre per Planet manga in maxi volumi per un totale di soli 12 tankobon: da non perdere!

Parola di Shio.

C’era una volta, la mia prima volta…

C’è sempre una prima volta per tutto, giusto? I primi passi, la prima parola, il primo bacio… e questo elenco potrebbe andare avanti all’infinito ma, tranquilli, non lo farò ne, tantomeno, ho intenzione di raccontarvi della mia “prima volta”, no. Vi voglio parlare della mia “prima volta con i manga”, una passione con la quale, proprio in questo mese di luglio, ricorre il mio venticinquesimo anniversario.

Sembra una vita fa, ma se vedo la mole di materiale accatastato ovunque in casa, effettivamente non faccio fatica a crederlo… 👀❤️

kappa Magazine n.49luglio ’96

È iniziato tutto da lei, la copertina del n. 49 del Kappa Magazine, c’è qualcuno qui che sa di cosa parlo?

Temo di no, ebbene tanti anni fa, la Star comics, una casa editrice bolognese nata delle ceneri della defunta Granata Press, incominciò la sua avventura nell’editoria grazie a 4 giovani appassionati, i Kappa Boys. Quest’ultimi avevano adottato lo stile di pubblicazione nipponica che consisteva in alcune testate che proponevano (e propongono tutt’ora) albi monografici e poi c’erano le riviste dette contenitore dov’era possibile leggere diverse storie al prezzo di una e il Kappa Magazine era a tutti gli effetti, la rivista ammiraglia, il cuore della Star comics che, ahimè, smise ufficialmente di battere nel dicembre del 2006 col numero 173. Avete capito bene, per ben 173 mesi, cioè 14 anni, mese dopo mese questa magnifica rivista ha fatto compagnia a un gruppo di appassionati molto ristretto dell’epoca (a quel tempo in molti ignoravano persino che i “cartoni animati” fossero spesso tratti da fumetti, ossia i manga). Il Kappa e l’editoria cartacea in generale, erano l’unico modo per noi di avere informazioni sul made in Japan in un mondo dove internet non esisteva ancora e vi assicuro che era molto amato.

Ma poi ci fu l’avvento di internet, i manga iniziarono ad andare di moda e sempre più titoli si affacciarono in Italia dal Giappone. La gente non era più disposta a spendere una cifra irrisoria (5000/6000 lire) per una rivista su cui, magari, leggevano con interesse solo due storie su 5 e quindi, sempre più persone hanno iniziato a lamentarsi, le vendite sono calate anche grazie alla concorrenza: più serie da leggere, meno soldi a disposizione e diversi tagli per scegliere cosa seguire e cosa no e alla fine, le riviste contenitore come il Kappa Magazine hanno capitolato.

A mio parere personale, è un peccato. Per me avere in un’unica soluzione: news, contenuti, posta e, soprattutto, più storie, non dispiaceva, anzi… ma il progresso va avanti con le sue regressione e i suoi tagli e così titoli come Express (diventato anche lui monografico), Kappa Magazine, Yatta!, Man-ga e Shogun, si sono trasformate o, semplicemente evolute.

Che fine hanno fatto i vari manga al loro interno?

Beh, molti di loro sono stati ristampati dal capitolo 1 in volumetti monografici mentre, altre serie, sono semplicemente scomparse insieme al nome della rivista o, peggio ancora, della casa editrice che nel tempo ha chiuso.

Titoli ora molto affermati come, a esempio, “One Piece“, “Magic knight Rayearth” (la versione anime s’intitolava “Una porta socchiusa ai confini del cielo“, potete leggere la mia recensione cliccando QUI), “Yu Yu hakusho” (Yu degli spettri in Italia), “Capitan Tsubasa” (Holly e Benji) o “Ghost in the shell“, sono arrivati in Italia grazie a questo genere di riviste, ma anche altre piccole chicche che magari sono meno conosciute, ma che rimangono degne di nota come “Oh, mia Dea!“, “Kenshin – samurai vagabondo“, “Rookies” di Masanori Morita (recensione, QUI), “Shin angyo onshi” (di cui ho già parlato in questo articolo -> CLICCA) e qui mi fermo!

Sicuramente in molti hanno sottovalutato il potenziale delle riviste contenitore, ma è anche vero che serie troppo lunghe come appunto One Piece (un esempio su tutte), se lette al ritmo di un capitolo o due al mese, ci avremo messo anni per leggere un tankobon (volumetto monografico in giapponese)! x°D

Sailor Moon n.11aprile 1996

Tuttavia, rimango legata a questo formato da una profonda nostalgia. I pomeriggio passati a leggere e sognare fantastiche avventure, sono un dolce ricordo per me, un genere di emozione che poi, nel tempo e con una richiesta di mercato sempre più ampia, ha un po’ perso di originalità. Questo non significa che non amo più il mondo dei manga, ma semplicemente che l’editoria ha un po’ cavalcato l’onda e ha iniziato a pubblicare in Italia un po’ di tutto e anche tanto trash su cui prima non puntava nessuno.

Ma le mie nozze d’argento col mondo dei manga non è determinato soltanto dalla rivista Kappa Magazine. Quel mese, acquistai in edicola anche un altro manga, un monografico di cui, ovviamente, ignoravo l’esistenza finché non sono stata letteralmente catturata dalla delicata bellezza della copertina e dai suoi colori, questa, la cover n. 11 della prima versione del manga di Sailor Moon.

Direte, ma è datato aprile e non luglio!
Ebbene, il destino o più semplicemente il mio edicolante poco sveglio, non aveva fatto il reso e aveva lasciato quel volumetto in vista tra i manga usciti e io l’ho visto e acquistato…è stato amore a prima vista! ❤

E voi?

Per ogni passione c’è stata una prima volta, la vostra qual è stata?

Big kiss.

Shio ❤


Ciao sensei

Stamattina è stato un triste risveglio: è morto Kentaro Miura, autore di uno dei dark fantasy più famosi del mondo: Berserk.

La morta sarebbe avvenuta il 9 maggio, ma la notizia è arrivata solo oggi. Inutile dire che mi dispiace tantissimo anche perché amavo molto il suo tratto, la sua follia e la sua vena artistica smisurata.
Ogni sua tavola era un capolavoro; espressività, dettagli maniacali…non vi nascondo che per quanto spesso disegnava cose raccapriccianti, erano così ben fatte, che passava in secondo piano se stavi guardando un demone o un massacro, quello che vedevi era solo arte, pura, affascinante, cruda arte.

Si è spento a soli 54 anni per una “dissezione aortica” che, come spesso accade, non lascia scampo.

Ci restano i suoi disegni, le sue storie e il rammarico che non leggeremo mai la parola fine sulle pagine del manga che tanto l’ha reso famoso in tutto il mondo: Berserk.

Buon viaggio sensei.

Shio

Se volete più informazioni su di lui, vi rimando alla sua scheda che pubblicai tempo fa, potete leggerla cliccando QUI.