Laura Ingalls Wilder – una storia vera, di Sophie Zeugin.

“Ciò che da sapore alla vita sono le cose semplici, le dolci cose fondamentali come l’amore, il dovere, il lavoro, il riposo, il vivere vicino alla natura.”

[Laura Ingalls Wilder]

Ciao a tutti! Finalmente dopo secoli torno a parlare di letture.
Laura Ingalls Wilder – una storia vera” è la traduzione italiana di un’autorizzazione pubblicata in America da Sophie Zeugin e tradotta in italiano da Laura Carolina Bellini.

Eccovi di seguito la trama tratta direttamente da Amazon:
Finalmente una biografia in italiano!
Una biografia avvincente, documentata e completata da numerose foto.
Scoprite l’affascinante vita di Laura Ingalls Wilder, pioniera, insegnante, contadina, ma anche banchiera, giornalista e autrice di successo.
La biografia che i fan de La casa nella prateria stavano aspettando.
Sophie Zeugin ci accompagna alla scoperta della vera storia di Laura Ingalls Wilder, la bambina birichina della famosa serie televisiva, ancora in onda a quasi 50 anni dalla sua prima apparizione sui nostri schermi avvenuta nel 1977.
Basato sulle più recenti ricerche documentarie pubblicate negli Stati Uniti e riccamente illustrato con fotografie d’epoca, Laura Ingalls Wilder, Una storia vera rivela una Laura insospettabile, dove la violenza del Midwest americano del XIX secolo è tenuta a bada solo dall’amore, dalla dignità e dal coraggio dei suoi genitori, Charles e Caroline.
“Ho amato i libri di Laura Ingalls Wilder quando ero bambina, e poi ho sposato la serie. Anche se la trama è molto diversa da quella dei libri, i valori che vengono proposti sono gli stessi: l’importanza della famiglia, della comunità, dell’amore, del coraggio e della tenacia. Valori che ci parlano a ogni epoca”, afferma l’autrice, Sophie Zeugin.
In questo libro, scopriamo una Laura appassionata che dichiara il suo amore per Almanzo con poesie romantiche: «Da sola! Mi sento così sola senza di te, Un giorno è come un altro. Per te, amore mio, Non riesco più a vederti, Non sento più i tuoi passi, Forte e libero. Oh amore mio, ovunque tu sia (…) Vieni ti sto chiamando». E un Almanzo che ritarda l’orologio nel salotto degli Ingalls per poter restare più a lungo con la sua bella.
Il lettore condividerà l’angoscia di Laura, madre amorevole e afflitta dal dolore, ma anche il suo coraggio e la sua determinazione di fronte alla paralisi del marito.
Il libro ci permette di accompagnare Laura e Almanzo quando, dopo aver perso tutto, ripartono da zero e si trasferiscono nella fattoria dove vivranno fino alla fine dei loro giorni. Almanzo trasformerà questa fattoria nella casa dei suoi sogni e Laura scriverà la versione romanzata della sua vita in 9 volumi. Negli Stati Uniti diventeranno dei best-seller, che le daranno fama mondiale quando saranno adattati da Michael Landon nella serie televisiva.

Una delle foto presenti nel libro che ritrae la famiglia Ingalls al completo.

Cosa ne penso?
Se come me amate le storie basate su fatti e persone realmente esistiti o siete affezionati alla serie televisiva che ormai da decenni viene trasmessa in loop sulle reti nazionali, questo libro rappresenta una sorta di Santo Graal de La casa nella prateria.

Ci sono fatti, comparazioni, foto d’epoca che ritraggono i vari componenti della famiglia Ingalls negli anni, curiosità… Insomma tutto quello che c’è da sapere su una delle famiglie pioniere che hanno fatto la storia.
Laura Ingalls Wilder – una storia vera, è una lettura scorrevole, interessante e piena di spunti.

Ci sono delle pecche?

Ahimè, sì.

In quanto autoproduzione mostra qualche lacuna a livello grammaticale e di impaginazione, il font usato è eccessivamente grande (io ho acquistato la versione cartacea) al punto che con uno di un’unità inferiore, probabilmente, il libro avrebbe avuto almeno un centinaio di pagine in meno, ma… sinceramente? Chissenefrega!!
E questa cosa l’affermo con condizione di causa. Anch’io scrivo in self, anche nei miei romanzi può capitare un errore, dopotutto nessuno è perfetto e questo non lo dico io per tirare l’acqua al mio mulino, lo dimostrano con i fatti alcune grandi case editrici del settore. Parlo di mostri sacri come Einaudi o Feltrinelli (solo per citarne alcuni) dove in alcune pubblicazioni, ho personalmente trovato errori di battitura e/o grammaticali, ma alla fine cosa me ne frega da lettore se manca una virgola o se dopo in punto non trovo la maiuscola? Può far storcere il naso, certo, ma se mi interessa la storia, se sono presa da quello che sto leggendo, vado oltre!

Sono stupida io a pensarla così?

Forse, ma non mi importa.

Diciamo che se non dovessi farmi condizionare da questi pensieri direi sicuramente che il libro in sé è da cinque stelle piene, quattro, se voglio dare peso a quei piccoli difetti sopracitati. 😉

In conclusione… Se siete innamorati del mondo di Laura Ingalls, se avete amato i suoi romanzi o visto la serie tv, non potete farvi sfuggire questa piccola perla, diversamente, sarebbe un modo costruttivo e diverso per conoscere le realtà in cui vivevano una volta, la semplicità e la felicità che si poteva trovare nelle piccole cose, quando non si possedeva molto a livello materiale, ma si era sicuramente più ricchi nell’anima.

Consigliato! ❤️❤️❤️

Shio ♥

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La casa nella prateria & Sulle rive del Plum Creek

Ciao a tutti!
Come ben sapete, ho incominciato quest’avventura letteraria iniziando a leggere la saga de “La casa nella prateria” di Laura Ingalls Wilder e, considerato che sono 8 libri, ho pensato di fare le recensioni a coppie. ^_^
Proprio ieri ho finito la lettura del secondo, lo sapete che sono molto lunga e già vi annuncio che metterò in pausa la saga per iniziare il seguito di Pomodori verdi fritti, cioè “Ritorno a Whiste Stop“.
Allora, che dire di questa saga?
Sicuramente la prima cosa che mi ha colpito è la semplicità.
E’ una serie di libri dedicata soprattutto ai bambini ma, come dice la quarta di copertina, sono consigliati dagli 11 ai 99 anni ed è vero, non c’è un limite d’età se non quello che tu, lettore, ti imponi nella tua testa.

Il primo romanzo: “La casa nella prateria“, narra le vicende della famiglia che si sposta nel Kansas fino a fermarsi a vivere nel territorio indiano, mentre nel secondo, “Sulle rive del Plum Creek“, Laura e la sua famiglia, dopo aver lasciato il territorio indiato ed essersi separati dagli amici tra cui il buon signor Edwards, arrivano in una nuova prateria andando dapprima a vivere in una casa posizionata sottoterra e, solo in un secondo momento, in quella che la serie televisiva ci ha abituato a vedere, la piccola e accogliente casa a pochi chilometri dal paese.

Sia nel primo che nel secondo libro, una delle cose che più mi ha colpito è la vita narrata da Laura. Una vita fatta di responsabilità, doveri, piena di giochi ma solo dopo aver adempiuto ai propri compiti. Un’esistenza di fatica dove anche un tempesta poteva vanificare gli sforzi di un intero anno di lavoro e poi la semplicità insita nei cuori delle persone e dei bambini in generale. Leggendo è impossibile non fare dei paragoni su quando adesso noi abbiamo, su quanto noi siamo fortunati e i nostri figli (nel mio caso parlo per quelli degli altri), siano fortunati e abbiano davvero troppo. Un esempio? Nel primo romanzo, Laura e Mary avevano una tazza in comune per bere che loro usavano a turno durante il pasto. Nel Natale descritto in quel romanzo, alle bambine viene regalata una tazza nuova di metallo a testa e loro sono le persone più felici ed emozionate sulla faccia della Terra, riconoscenti e commosse… se regali una tazza a dei bambini di adesso con un’età che va dagli 8 agli 11 anni per Natale, quale pensate che sarebbe la loro reazione? Io una mezza idea ce l’avrei! <.<

Che a quei tempi i bambini non potevano essere bambini, si sa. Erano tempi duri e tutti dovevano contribuire al benessere delle famiglia in base alle loro forze: grandi e piccini. Così non era strano che le bambine accudissero gli animali, o assistevano il padre mentre scuoiava una povera bestiola o, ancora, provvedessero al fratellino o alla sorellina più piccola come se non meglio di una madre. Erano sicuramente altri tempi, tutto era diverso, la vita lo era, tuttavia sono cose che mi colpiscono davvero tanto e mi danno molto da pensare. Adesso ci sono persone che non riescono neanche a cuocere un uovo sodo a trent’anni, mentre una volta, a dieci, sapevano già come mungere una mucca, impastare il pane o cosa era meglio fare in caso di un’inondazione o un incendio.

In questi due romanzi, la famiglia Ingalls ne passerà tante: animali selvatici, indiani ostili, piena dei fiumi, bufere di neve e l’avvento di uno sciame di cavallette così grande da mettere in ginocchio l’economia e il futuro degli abitanti dell’intero paese.

Come detto, il primo romanzo si conclude con la famiglia costretta a rimettersi in viaggio dopo essere stati nel territorio indiano, mentre il secondo e già più un momento di giubilo: la tempesta di neve aveva bloccato le donne della famiglia in casa mentre il padre era disperso fuori da qualche parte poi, finalmente il ricongiungimento e ora? Cos’accadrà nel terzo?

Già in questo secondo romanzo, facciamo la conoscenza di alcuni personaggi iconici che sono poi stati interpretati nella serie tv come, a esempio, la famiglia Oleson, con la terribile Nellie.

Alcuni personaggi, differenziano esteticamente dalla loro versione nella serie tv, come il reverendo Alden o lo stesso Charles Ingalls che in verità ha una barba molto lunga e gli occhi azzurri mentre è risaputo che il povero Michael Landon, aveva gli occhi verdi ed era completamente rasato.

Bene, appena andrò avanti, vi parlerò anche degli altri, ovviamente, con le mie lunghissime tempistiche, ma… abbiate fede!

DATI TECNICI:

L’intera saga è composta da 8 libri di cui attualmente, la casa editrice Gallucci ha pubblicato i primi 7.
Il prezzo varia tra le € 9.90 e le 13.50.
Disponibile in tutte le librerie e nei negozi online dov’è possibile acquistarlo anche in versione ebook.

Alla prossima.

Shio. ❤

Ritornare un po’ bambini…

Ciao amici!
Come state?
Io continuo il mio periodo di caos universale, ma oggi ho trovato un minuto per scrivervi e spero che stiate passando tutti una bella giornata.
Dalla foto, avrete già intuito l’argomento di oggi e sono certa che, con questo, perderò almeno un centinaio di follower, (hahaha) ma lo sapete no? Io sono genuina e non ho segreti con voi! 😉

Credo che tutti, nella loro vita, hanno visto almeno una puntata della serie de “La casa nella prateria“.
Di recente sul canale Paramount la stanno replicando in loop e mio padre, quando non ha nulla da guardare, si spara quelle 4/5 puntate e io, le seguo in modo disinteressato e passivo. Vi dirò, è strano come per anni abbia guardato qualcosa senza mai far caso a un piccolo particolare: lo sapevate che il telefilm è tratto da una collana di libri scritti dalla vera Laura Ingalls? Io ho sempre letto: tratto da…, ma, per pigrizia, non sono mai andata oltre quella frase per decenni, ora l’ho fatto ed è subito nata in me la curiosità di sapere quanto la versione in pellicola differenzi da quella cartacea. Ed è così che mi sono ritrovata tra le mani questa piccola chicca dal passato…
Se siete interessati, la collana prevede 8 libri: quattro sono usciti da poco e sono disponibili in tutte le librerie sotto il marchio della casa editrice Gallucci, i prossimi quattro, secondo Feltrinelli, usciranno il 31 luglio, giorno del mio compleanno, per cui, se volete farmi un regalo… <.< eheheh ❤

Scherzo per il regalo, tuttavia, ho iniziato a leggere il primo. E’ una narrazione per bambini, ovviamente, ma non mi dispiace. Lo sto alternando al romanzo di Garrison “JFK sulle tracce degli assassini” e mi sta donando degli ottimi minuti di confortante leggerezza che mi rilassa dopo una giornata di lavoro o stress e non ho le forze per immergermi nel mondo dello spionaggio americano.

La mia segnalazione l’ho fatta, a voi la scelta, ovviamente.

Big Kiss.

Shio ❤