Pensiero da scrittore #10

Che cos’è per te la scrittura?

Cosa significa per te scrivere?

Per me scrivere non è solo un lavoro, è una vocazione, un bisogno che senti nascere dal profondo e che come avviene per il canto delle sirene di Ulisse, difficilmente riesci a sottrarti.
Chi si avvicina alla scrittura per lucro perché pensa che così diventerà la nuova Rowling o il nuovo King (solo per citarne alcuni e senza mancare di rispetto a nessuno), secondo ma non ha compreso davvero la sua essenza e il motivo per cui si avvicina a una tastiera di un pc o a prendere in mano una penna e un foglio di carta.
La scrittura è vita che trabocca dalle dita e prende forma attraverso il contatto con l’inchiostro.
La scrittura è guardarsi dentro, comprendersi.
La scrittura è osservare, immedesimarsi, vivere una vita non tua affrontando direttamente sulla tua pelle le cose belle come le cose brutte. E’ cercare nei meandri più sconosciuti del cuore….
La scrittura è come indossare un boccaglio e immergersi in un mare di emozioni a cui non sempre sei pronto ma che sai di dover affrontare perché esse spingono per venire alla luce a scapito di tutto e tutti. Lei non aspetta tempo, è come un mare in tempesta pronta a travolgerti, ma è anche un faro immerso nel buio più oscuro della notte pronta a tenderti una mano, ha salvarti la vita.
Ecco, questa è per me la scrittura.

E tu cosa ne pensi?

Cosa significa per te scrivere?

Sarei felice di sapere cosa ne pensi. ♥

Comunicazione di servizio: cartacei ne abbiamo?

Ciao, rieccomi qua a darvi la notizia che aspettavo da giorni: Ritorno a Breuddwyd è ora disponibile anche in cartaceo!

Oltre 600 pagine di emozioni, colpi di scena e amore a soli € 16 euro.

Dove acquistarlo?

Solo su Amazon al seguente link: https://www.amazon.it/dp/B09TN6731Z dov’è disponibile anche in versione ebook. 😉

Grazie a chiunque vorrà acquistarlo e non dimenticate di lasciare una recensione su Amazon! 😉

Peace & Love

Anna (Shio) Esse. 🌊😊

Ritorno al passato

Buongiorno amici, come vi ho accennato nel post di un paio di giorni fa, durante il periodo di agonia…ehm, volevo dire, durante il periodo di convalescenza da vaccino, mi sono immersa in un mondo che ormai da anni avevo messo da parte: i videogames.

Sì, per qualche titolo in particolare, mi ero di nuovo concessa una giocatina qua e la, ma non è una cosa che faccio più in modo regolare, come tante altre cose ormai, però, sabato, il giorno di Capodanno, non ero ancora abbastanza lucida per stare al PC e, se mi fossi messa a cercare un film sui vari cataloghi Netflix o Amazon video, rischiavo soltanto di passare il pomeriggio nel loro labirinto di scelte per poi decidermi quando era ormai sera, quindi, ho optato per la PlayStation!

La prima cosa che ovviamente mi è saltata in testa è stata la domanda: a cosa gioco?

Consapevole che non avrei poi continuato, non aveva senso per me iniziare un gioco da zero e non avevo neanche voglia di qualcosa di molto impegnativo. Avevo da finire Uncharted 4, ma mi si è stretto il cuore al pensiero di far morire in tremila modi diversi il povero Nathan Drake anche a Capodanno 🤣 e così, alla fine, ho optato per una partita al remake di FF7 a cui avevo già giocato, facendomi tentare dalla grafica mozzafiato: errore, pessimo errore. 😑

Non ci crederete ma, forse colpa lo stato fisico in cui riversavo, avevo rimosso tutto il lato negativo legato a questo gioco e di cui vi avevo già parlato in un altro post che potete leggere qui, ma occhio agli spoiler!
Bene, inizio il gioco che avevo lasciato a un punto particolare: il ritorno della squadra nei bassifondi e, non appena ho rivisto Tifa e Jessie, tutta la mia frustrazione è ritornata a nuova vita! Ho resistito un’oretta scarsa prima di capitolare per non dover lanciare una ciabatta contro la TV col rischio di spaccare tutto.
Spengo la console, infastidita.

A cosa gioco?

Mi sembrava di essere ritornata al punto di partenza, poi mi sono ricordato dell’unico gioco le cui romance rappresentano per me una vera “zona di conforto“, sorrido, cerco nello scaffare, accendo la PS3 e inserisco il cd di Dragon Age Origins

Per quanto crudo e splatter, DA Origins è uno dei giochi più belli nel suo genere a cui abbia mai giocato, ma ammetto che non ne ho fatti molti, diciamo pure che ho conosciuto questo mondo grazie a lui e non mi è dispiaciuto! Ero abituata ai fantasy in stile Enix Square e derivati, molto colorati e luminosi, ma con DA, mi sono trovata catapultata in un modo più cupo e veritiero.

Ho ripreso una partita lasciata a metà credo da almeno due o forse tre anni ma per me non era un problema, ho concluso il gioco così tante di quelle volte che sapevo esattamente dove mi trovassi e cosa avrei dovuto fare e poi ero con il mio pg preferito della saga: il tonto, coccoloso, burbero Alistair. ♥

Adoro fare la romance con lui… ♥

Così, quello che sarebbe potuto essere un pomeriggio di noia e agonia, si è trasformato in un piacevole salto nel passato, tra vecchi amici virtuali, mostri, magia, spade e tanto, tanto amore.

Riprendere in mano quel gioco, è stato un po’ come tornare a casa, aprire una finestra su un mondo parallelo del mio passato, dove ho ritrovato me stessa e le sue passioni.

Shio.

Tanti auguri a L’Altra Me

Oggi ufficialmente la mia prima creatura compie due anni…
Vorrei dire, sembra ieri, ma non posso perché L’Altra Me è legata a un fatto doloroso della mia vita per cui il tempo non passa mai e, chi è stato testimone della sua nascita come molti di voi o ha letto i ringraziamenti finali, sa di cosa sto parlando, ma oggi, niente discorsi tristi, oggi Melanie, Kimberly, Michael, Sam, Karen e Mitch compiono due anni e vanno festeggiati: auguri miei piccoli frammenti di cuore, vi auguro di essere amati almeno un decimo di quanto vi amo io, perché equivarrebbe più o meno all’universo conosciuto! ❤️

Clicca qui

Ma cos’è L’Altra Me e di cosa parla esattamente?

A parte che vi invito a leggere tutto quello che è contenuto nel menù “a proposito de… L’Altra Me“, ma vi posso comunque dire che è il mio primo romanzo a tematica romance noir. Perché noir? Perché non è il classico romance tutto cuori e amori, sì, ovviamente ci sono anche quelli, ma c’è tanto altro.

L’Altra Me è un concentrato di drammi, gelosie, rapporti personali…
C’è violenza, ossessione, paure, rinunce, disagio…
Parla del rapporto conflittuale tra fratelli, sul dramma di sentirsi sempre il numero due nonostante le protagoniste siano gemelle. Parla di invidie, di voglia di riscatto, della paura di restare soli, ma c’è anche tanto amore, sogni, speranze e voglia di tornare a vivere e di essere amati.

Chi ha letto L’Altra Me, l’ha definito un romanzo intenso, psicologico, particolare.

Io posso solo dirvi che ci ho messo anima, cuore e tanto, tanto tempo…
Mi ci sono voluti due anni per scriverlo e trovare il coraggio di pubblicarlo e, da due anni, il suo costo è rimasto invariato: € 0.99, meno di un caffè, ma sicuramente più forte. 😉 (o almeno spero ^_^ ).

Sinceramente non so per quanto manterrò ancora questo prezzo, per cui, se vi va di festeggiare coi miei bambini (in verità i protagonisti sono tutti adulti, ma mi piace chiamarli così xD), questo è non solo il momento migliore, ma anche il giorno più adatto per farlo!

Tantissimi auguri L’Altra Me, sei e sarai sempre fonte di orgoglio per me e, a tutti voi che avete letto e amato i miei romanzi, va la mia più sentita gratitudine.

Anna Esse

Ps: se volete acquistare L’Altra Me, vi basta cliccare sull’immagine della cover o, direttamente dalla videata del blog, sulla doppia immagine in alto a destra, sotto la scritta: “acquista i miei romanzi su Amazon“. ^_^

Ancora uno sforzo…

Se penso alla strada intrapresa in questi ultimi mesi mentre ero impegnata nella stesura del mio terzo romanzo, beh, sicuramente non è stata così bella e lineare come quella in foto. Il percorso di realizzazione attraverso cui ho dato vita a questi personaggi e alla loro storia è stato intenso, difficoltoso e, a volte, devastante. Sono stata spesso sul punto di mandare tutto al diavolo, di gettare la spugna ma poi, con il sostegno della mia persona speciale, ho continuato, stringendo i denti e non fermandomi davanti alla prima difficoltà. “Ce la farai”, mi diceva e aveva ragione.
Il romanzo è ormai al capitolo finale, se mi volto indietro, mi sembra essere passata una vita e, per certi versi è così. Mai come in questo nuovo romanzo ho avvertito il cuore, le ansia, il dolore dei suoi protagonisti mai, come stavolta, ho davvero temuto di non farcela. Ma loro hanno stretto i denti con me, i miei personaggi hanno lottato al mio fianco vivendo una storia che molti troveranno surreale, ma che a me ha dato davvero tanto e spero lascerà qualcosa anche nel cuore di ognuno di voi.
L’ultimo capitolo è iniziato e io sento già la loro mancanza…
Ogni romanzo, ogni storia racchiude in sé i sentimenti, le speranze e i sogni del suo autore e, sicuramente, questo, avrà un posto speciale nel mio cuore…per sempre.
Grazie ragazzi. ❤️

お誕生日おめでとうGackt ~ Buon Compleanno, Gackt!

Oggi è un giorno speciale!
A parte essere l’Independence day in America, è anche il giorno in cui, nella prefettura di Okinawa, è nato uno degli artisti asiatici che più amo al mondo: Gackt Camui che a tantissimi di voi non dirà nulla, ma io lo seguo da ormai 21 anni (oddio, sono davvero tanti a pensarci bene! 🙈).

Sinceramente non ricordo di avervi mai parlato di lui.
Sicuramente è stato accennato in più occasioni soprattutto riguardo i discorsi su anime & games, visto che lui è stato legato ad entrambi i mondi: agli anime attraverso il suo lavoro principale, la musica, difatti ha cantato diverse sigle originali di miniserie di oav e poi, nei video giochi perché, oltre ad essere stato preso come modello ispiratore per il personaggio di Squall in Final Fantasy 8 e, sempre per la saga Final Fantasy, aver interpretato e donato le sue fattezze al pg di Genesis, è stato anche protagonista di un gioco a lui dedicato e uscito anche qui in Italia per ps2 (che ovviamente ho), Bujingai.

E’ un artista a 360°: cantante, doppiatore, compositore (tutte le musiche presenti nelle sue canzoni, sono composte da lui, per ogni strumento), suona egregiamente 4 strumenti musicali e parla 4 lingue: inglese (ascoltare un giapponese parlare inglese è sempre un po’ esilarante 😆), cinese, coreano e francese. Ha una sua linea di accessori e gioielli, partecipa in prima persona alla realizzazione dei kimono che indossa e dei vestiti usati durante i suoi concerti, ha recitato in diversi sceneggiati nipponici e in una produzione americana al fianco di Demi Moore, Josh Hartnett, Woody Harrelson e Ron Perlman dal titolo “Bunraku“. Insomma è un uomo dai mille talenti che non sta mai fermo o quasi!

Per festeggiarlo, vi mostro la canzone con cui mi ha conquistata ormai 21 anni fa, è un piccolo accenno di quanto grande sia il suo talento. Mi rendo conto che molti storceranno il naso. Io stessa sono stata derisa per anni perché non seguivo la corrente, ma amavo il made in Jap quando ancora non era molto diffuso come adesso.

Non siete costretti ad ascoltare e, se vi limita il fatto che le canzoni sono in giapponese, evitate pure di aprire il link ma se, come me, non date importanza a queste cose ma vi fate conquistare dell’emozione che la musica può trasmettere, se vi fate guidare dal suono melodioso della sua voce, allora, siete ancora di più i benvenuti in questo mio piccolo mondo.

Avrei ancora così tante cose da dire su di lui, ma non voglio annoiarvi oltre, per cui…

BUON COMPLEANNO GACKT-SAN che oggi spegne 48 candeline.

Questa è proprio l’ending dell’anime in questione, c’è poco lui e ci sono i titoli di coda, ma la musica è spettacolare!
L’anime in questione era “Hokuto no Ken” che in Italia è conosciuto come “Ken il guerrieri“:

E, qui di seguito, altre tre sue chicche: “Black Stones” tratta dall’album arrivato anche in Europa: “Diabolos”, “Love letter” (che ha dedicato ai suoi fan, che lui chiama “Dears“. E’ una delle mie preferite, ma le amo davvero tutte, anche le più stupide e nel video si possono vedere scene dai suoi vari, emozionanti concerti e altro…) e “Redemption” che, chi ha giocato a “Final Fantasy Dirge of Cerberus” su Ps2, non può non conoscere. 😉

Pensieri da scrittore #5

Una della cose più belle di scrivere una storia non ambientata nel proprio paese/città è la ricerca del dettaglio. Quando inizi a documentarti per una scena, un dialogo o una situazione in particolare, è come vidimare un immaginario biglietto aereo con destinazione: la fantasia.

È un viaggio unico, fatto di immagini, suoni, profumi. Riesci a immergerti al punto da sentirti parte di quel paese lontano, della cultura e della storia.
Un’emozione forte e stimolante che ti permette di allargare gli orizzonti e di conoscere un po’ di più del mondo che ti circonda,

Quando si crea una storia, si prepara il lettore a intraprendere un viaggio dove solo tu che sei l’autore conosci la meta e, per farla tua e renderla il più convincente possibile, la documentazione è importante: mappe, strade, monumenti, luoghi, cibo, una qualsiasi di queste cose, potrebbe essere un mezzo per far comprendere meglio al lettore il mondo creato esclusivamente per lui e di cui ti auguri ne resti affascinato.

La storia, la gastronomia, la quotidianità, tutto può diventare un microscopico, importante tassello per una storia che ha un unico scopo nella sua esistenza: piacere a chi avrà la gentilezza e la voglia di leggerla, amarla e farla sua.

Buon viaggio.

Anna Esse

“Objects In The Rear View Mirror May Appear Closer Than They Are” – Meat Loaf

Buongiorno amici miei e buon mercoledì!
La vostra Shio continua a scavare nel pozzo dei ricordi legati soprattutto alla sua adolescenza e, oggi, ripensando a quel periodo, mi è tornata in mente questa canzone dal titolo super lungo che mi ha accompagnata per interi pomeriggi.

Il cantante è Meat Loaf, qualcuno lo conosce o ne ha mai sentito parlare?
E’ un cantante/attore che bene o male, è in attività dai primi anni 70.
Quello che mi aveva colpito tantissimo al tempo in cui ascoltai per la prima volta questa canzone erano due cose fondamentali: la presenza di Robert Patrick (al tempo volto famoso per la sua interpretazione di Terminator 2) e la bellezza pura e cristallina della voce dell’interprete.
La storia narrata nel video, poi, sembra davvero la trama di un film e, sinceramente, non ho mai capito se lo fosse o meno, ma rammento quanto mi incantavo a guardarlo ogni volta che veniva trasmesso da MTV (quando era un’emittente seria).

Beh, non mi resta che lasciare la parola a Meat Loaf e alla sua (per me bellissima) “Objects In The Rear View Mirror May Appear Closer Than They Are”.

Buon ascolto.

Kiss.

Shio ❤

“7 seconds” ~ Youssou N’Dour & Neneh Cherry

Buona domenica amici!
Leggendo tra i blog altrui, mi sono imbattuta nel post di Alessandro del blog “Lo scribacchino del web“, che vi consiglio di visitare perché ricchissimo di articoli interessanti e, in questo caso, uno di questi ha stimolato anche la vostra vecchia Shio. Sì perché attraverso una canzone di qualche anno fa pubblicata da Ale, mi è tornata in mente un’altra canzone che fu protagonista negli anni passati: 7 seconds, di Youssou N’Dour e Neneh Cherry, chi se la ricorda?

Nessuno?

Male, adesso la vostra Shio, vi fa subito fare un ripasso! 😉

Spero vi piacerà. ❤