3 anni. 🌹

🌹 Oggi sono tre anni che mia madre se n’è andata, portandosi dietro un gran pezzo del mio cuore e lasciandomi un dolore e un vuoto incolmabile.

🌹 Oggi vorrei poter dire qualcosa, ma ormai anche le parole mi sembrano superflue.
🌹 Lei conosce i mie sentimenti e sa quanto mi manca…
🌹 Sa che le mie lacrime portano impresso su il suo nome e che, ancora adesso, non riesco a guardare i suoi effetti personali senza sentire una voragine aprirsi nel petto…

🌹 Lei sa tante cose, lo so…

🌹 Mi sembra incredibile che siano già trascorsi 3 anni, ma poi guardo come il mio dolore è mutato, come ora riesco a fare cose che tre anni fa mi erano completamente impossibili e mi convinco che non può essere diversamente…
🌹 Tre anni fa, il mio cuore sei è spezzato e ho creduto sarei morta anch’io.
🌹 Ora sopravvivo, serro i denti e continuo a vivere stringendo a me il suo ricordo, cercando di fare l’impossibile affinché lei possa essere sempre orgogliosa di me e della donna che sono…

🌹 E in questo giorno doloroso per me, voglio condividere con voi una cosa avvenuta quasi un mese fa, il 31 di dicembre del 2021, su Twitter. E’ una cosa che per molti può sembrare sciocca ma, a me, quello che sto per mostrarvi, ha dato forza, quelle parole scritte per un cuore appena spezzato, hanno avuto il potere di arginare un po’ anche il mio che ancora sanguina a distanza di anni…

🌹 Poco meno di un mese fa, su Twitter, un fan che aveva perso un parente da soli tre mesi, ha chiesto a Michael Sheen come si possa fare a sopravvivere a quel dolore e, questa, è stata la sua risposta:

Per chi ne avesse bisogno, ecco la traduzione letterale:
“Come disse una volta una persona saggia – il dolore è il prezzo che paghiamo per l’amore. Mi dispiace molto. Tutto quello che posso dire è di fare dell’amore un atto di resistenza. Appoggiatevi e amate di più. Amate in nome di coloro che avete amato e perso. Lasciate che il vostro amore per gli altri sia il modo in cui li ricordate e li tenete con voi“.

🌹 Trovo queste parole molto dolci, non perché scritte da un uomo che stimo profondamente, ma perché è una cosa che al tempo, avrei voluto sentirmi dire e che, per certi versi, ha consolato anche me a distanza di tre anni, perché il dolore non cade in prescrizione, è sempre lì, che pulsa a ogni attimo di sconforto, tormentandoti fino allo sfinimento, ma col quale bisogna imparare a convivere e ad andare oltre.

🌹 Le parole di quell’uomo, sono state di consolazione per quel giovane fan e anche per me.

🌹Fare del bene e amare qualcuno in nome di chi abbiamo amato in passato, è un bel modo per tener vivo il loro ricordo, senza lasciarsi andare allo sconforto ed è quello che già da tempo, sto cercando di fare…

🌹 Mi manchi mamma…

Shio.

Vaccino atto 1

Ciao a tutti amici e scusate l’assenza, ma sono settimane davvero toste queste che sto affrontando e ieri, giusto per aggiungere un po’ di dolori al mio già attuale stato di dolore, è arrivata la chiamata al vaccino che devo fare in quanto soggetto potenzialmente fragile e a rischio. Così, ieri pomeriggio ho affrontato l’inferno delle code, della gente stanca, stressata, dell’anziano sempre di fretta, dei carabinieri e volontari a cui a volte penso andrebbe dedicata una statua per la pazienza che devono avere su alcuni soggetti e che ormai non mi sento di dare più per scontata e tanto altro…

Che dire?

Il primo vaccino è andato!
Il dottore che mi ha fatto l’accoglienza, non mi ha fatto una gran bella impressione, anzi… tuttavia, l’infermiera che mi ha vaccinata è stata molto gentile e delicatissima: non ho sentito neanche l’ago, fantastica!

Appena finito, come ormai saprete dai racconti che vi sono stati fatti da amici e conoscenti, mi hanno spostata in un’altra stanza per restare in osservazione una decina di minuti e lì, ho iniziato a sentirmi un po’ confusa e con un leggero intorpidimento muscolare che è passato completamente nell’arco della serata…
Stamani…
Sono uno micro zombie! xD
Non muovo il braccio, ho la testa che mi scoppia, spossatezza e brividi, ma sono tutti sintomi che potrebbero colpirti dopo la vaccinazione, per cui, resto qui buona buona ad aspettare che passi anche questa e che arrivi il giorno del richiamo.

Anche se sono sparita, vi porto tutti nel cuore.
Mi auguro davvero di avere più tempo e forze quanto prima e di tornare a conversare e scribacchiare con tutti voi.

Vi abbraccio tutti.

Big kiss.

Shio ❤

Quando il cuore trema…

Stamattina mi sono svegliata con una notizia che mi ha fatto tremare…
Ora, non voglio vantarmi di cose strane o poteri che non ho, ma spesso sono così empatica che riesco a percepire lo stato d’animo di una persona anche attraverso la scrittura. Non è una scienza esatta e posso anche sbagliarmi ma, chi mi conosce bene, si è trovata spesso a essere sgamata da me che nonostante il suo “tutto ok”, riuscivo a percepire un disagio e, questa cosa, questo strano dono mi ha tenuta in ansia per giorni ultimamente.
In passato vi ho già parlato di Michael Sheen vi ho, bene o male, detto alcune cose su di lui: le sue doti, i suoi casini e il suo gran cuore ma, per chi non conoscesse il “Michael social Sheen”, vi do alcune nozioni di base.
Dovete sapere che Michael Sheen non è come gli altri personaggi famosi, no. Lui interagisce coi suoi fan fino ad abbassarsi ai loro livelli, gioca e scherza con loro, ha sempre una parola di conforto a chi gliela chiede, un like a un disegno a lui dedicato (che sia un’opera d’arte o l’omino dell’impiccato), insomma, lui è presente nel limite consentito dalle sue possibilità. Ovvio che non può rispondere a tutti quelli che lo taggano anche perché dovrebbe vivere col cellulare in mano e in teoria ha una figlia piccola (Lyra 17 mesi) e una partner oltre che un lavoro a cui star dietro, ma nel suo piccolo vi garantisco che è molto più attivo di tanti altri.
Comunque, lui è sempre stato presente, sempre.
Quando proprio spariva, non era mai per più di 3 giorni… Tuttavia stavolta era sparito nel nulla da settimane e non solo lui, anche la compagna che comunque non era mai stata tanto presente sui social, era sparita e a me, è scattato il campanellino d’allarme, ma poi mi sono detta:
“Anna sei troppo apprensiva, smettila!”.
“Anna, tu pensi troppo, sei sempre la solita pessimista… che cosa vuoi che sia successo? Starà lavorando!”. Ma i giorni passavano, i disegni meravigliosi aumentavano sulla timeline e lui non metteva più neanche un like, rarissimamente, era apparso solo per condividere qualche appello per un ente di beneficienza o una raccolta fondi, senza però rispondere una sola volta ai fan… e stamattina, la notizia:

Ha contratto il covid e a me si è spezzato il cuore!

Era da un po’ che pensavo che si fosse ammalato proprio perché non era da lui tutto quel silenzio, ma considerato che dalla morte improvvisa di Manuel Frattini, vado subito in ansia per ogni anomalia, mi era costretta a non pensarci e scacciare quell’ipotesi.
Ieri nel pomeriggio, hanno annunciato che Staged, la commedia BBC che ha girato in lockdown con Tennant aveva vinto un altro premio e neanche in quell’occasione si era fatto vivo, difatti il video di ringraziamento era stato girato da Tennant e dalla moglie Georgia che reggeva in mano una sagoma cartonata con il viso di Michael e lì ho mangiato la foglia: Michael doveva star male! Poteva essere occupato, ma due secondi per un video e ringraziare personalmente chi l’aveva votato, l’aveva sempre trovati, per cui era anomalo, troppo anomalo…
Ieri, mentre guardavo e riguardavo quel video dei coniugi Tennant pensavo che Michael doveva avere qualcosa di serio per non essere intervenuto e quando stamane ho visto prima il post di Anna su IG e poi quello di Michael su Twitter, ho fatto tilt.

Come già detto in varie occasioni, non conoscere personalmente una persona non implica per forza non provare sentimenti. Attraverso il suo lavoro, lui mi ha trasmesso emozioni che si sono evolute in amore puro e incondizionato. Amo quell’uomo per quello che fa e per la bellissima persona che ha dimostrato di essere mettendo tutto sé stesso per aiutare il prossimo e sapere che ha sofferto tanto, che avrebbe potuto andarsene, mi ha turbata tremendamente.
Dalla morte di mia madre ho sviluppato una forte sensibilità all’argomento poi, neanche un anno dopo, ho perso una delle figure che più amavo dello spettacolo italiano: Manuel Frattini, con cui ho parlato tante volte fuori da teatro e ora il pensiero che Michael poteva essere il prossimo, mi ha scossa nel profondo…lui e tutta la sua famiglia visto che alla fine sono stati male anche la piccola Lyra e la compagna Anna.

Non mi  aspetto di venire compresa in questo mio lungo discorso, anzi, molti sicuramente penseranno che sono stupida o pazza a provare sentimenti così intensi per una persona che neanche sa che esisto (anche ho interagito con lui in più occasioni, quindi per mezzo secondo, sono esistita), ma non mi importa… datemi pure della pazza, dell’esagerata…ditemi pure che sono stupida, non me ne frega nulla…tanto io non posso cambiare per nulla la mondo me stessa né la stima e l’amore che provo per quest’uomo e prego solo che possa riprendersi completamente nel minor tempo possibile, lui e tutta la sua famiglia.

Love & Peace.

Shio.

Gna’ fo’

Buongiorno a tutti, amici, come state? Io sfinita, sono 3 giorni di forze zero e, oggi più di altri, sento l’anima uscire dalla gola… Saranno le fisioterapie dolorose o il dentista che ieri mi ha massacrata, non saprei, ma ho la percezione di essere arrivata al limite di sopportazione fisica.

Se non avete mie notizie, è per questo.

Inutile dire che anche la lavorazione del nuovo romanzo è momentaneamente in stallo, ma spero di riprendere quanto prima e di potervi regalare qualche piccola anticipazione… Non vedo l’ora di parlarvene, ma temo anche il giorno in cui lo pubblicherò…

Aaaaah che brutta l’insicurezza!

Ma ora è meglio non pensarci! Mi prendo questo weekend per ricaricare le batterie e speriamo di tornare presto al top o, quanto meno, a scrivere!

Vi abbraccio tutti.

Big kiss.

Shio 💕

Fiori d’acciaio

Ieri mi sono imbattuta casualmente in questo vecchio film e, anche se ero pienamente consapevole del fatto che mi avrebbe ridotta una maschera di lacrime perché è una pellicola che ho visto e rivisto tantissime volte negli anni, non sono riuscita a non soffermarmi e a rivederlo per l’ennesima volta.

Fiori d’acciaio (1989) di Herbert Ross è un film duro e delicato al tempo stesso. Fa piangere e fa ridere, ti culla e ti prende a schiaffi con la stessa intensità. Tratto da un opera teatrale scritta da  Robert Harling che curò anche la sceneggiatura, narra la storia di sei donne, sei fiori delicati ma forti come l’acciaio che non si faranno piegare dalle avversità della vita.
Siamo in una piccola cittadina della Louisiana dove tutti si conoscono soprattutto quando si frequenta lo stesso salone di bellezza, quello di Truvy  Jones (Dolly Parton).
In questo salone, si intrecciano la vita di queste donne, qui hanno il loro spazio per il pettegolezzo, per parlare dei loro sogni e anche dei loro problemi ed è lì che la vedova Louisa “Ouiser” Boudreaux (Shirley MacLaine), la sua migliore amica/nemica Clairee Belcher (Olympia Dukakis), la dolce, impacciata e religiosissima aiutante di Truvy, Annelle (Daryl Hannah), la signora Mary Lynn Eatenton (Sally Field) e la sua giovane figlia Shelby (Julia Roberts) si incontrano per passare del tempo insieme tra una messa in piega e un pettegolezzo. 

Tutto scorre sereno, Mary Lynn e Shelby si stanno preparando per il matrimonio imminente di quest’ultima e tutte le amiche sono eccitate al pensiero che la loro “piccola Shelby” faccia il grande passo, ma c’è un ombra sul volto di Mary Lynn, una preoccupazione che solo un cuore di mamma può comprendere: il timore che Shelby possa avere figli. La giovane è affetta da una grave forma di diabete che non le consentirebbe una gravidanza ma, nonostante il parere contrario dei medici e della stessa madre, la ragazza deciderà di avere un figlio portando l’intera famiglia davanti a delle conseguenze drammatiche.

E’ senz’ombra di dubbio un film intenso. Non è una commedia anche se in più di un’occasione ridi a crepapelle e soprattutto i siparietti con la divina Shirley McLaine sono fantastici. Questo è e rimane a tutti gli effetti una pellicola drammatica di alto contenuto emotivo. Passi l’intero film con l’ombra, lo spettro di questa malattia che aleggia sulla felicità di questa famiglia. Vedi, palpabile, la preoccupazione di una madre per la propria figlia e il desiderio di quest’ultima di essere approvata da lei anche nella scelta più pericolosa della sua vita.

Il cast è fenomenale: tante piccole stelle che, unite, hanno dato vita a una galassia di emozioni…amo i film così. Quei film dove il cast è composto da grandi ma nessuno di essi prevarica l’altro…film così, negli anni 80/90 ce n’erano ed erano dei veri capolavori.

Se vi capita di vederlo, fatelo con la dovuta consapevolezza.
Si ride.
Si piange.
E si torna a ridere.
Un film che fa bene al cuore, insomma.
Consigliato ma con una bella scorta di fazzolettini di carta a portata di mano. 🙂

Shio ❤

Ciao Gigi.

Questa settimana è iniziata con un’altra brutta notizia… Io davvero, non so voi, ma credo di aver raggiunto il fondo emotivo. In questi ultimi anni abbiamo detto addio a così tante figure più o meno iconiche, che non ho forze…. È vero, molti penserebbero: “cosa te ne frega? Neanche lo conosci. Neanche sapeva della tua esistenza ecc ecc”.

Sí, è vero.

Gigi come tanti altri, neanche sapevano che esisto ma, col loro lavoro, hanno reso migliore la mia vita aiutandomi, attraverso la loro arte, ha superare momenti duri.

Quante volte la risata di un film ti ha aiutato a ritrovare il buonumore?

Quante volte, una canzone o una particolare melodia, ti ha rasserenato l’anima permettendoti di chiudere l’ansia in un cantuccio nel tuo cuore?

Quante volte?

È per tutte queste volte che ora, il mio viso è rigato di lacrime. Sí, è vero, io e lui non ci siamo mai sfiorati fisicamente neanche mezza volta ma, i nostri cuore, le nostre anime, sono entrate spesso in risonanza. Perché quando si trae giovamento attraverso l’operato di una persona, essa diventa cara al mio cuore. Lo è stato per Manuel Frattini, George Michael, Alan Rickman, Sean Connery, Ennio Morricone e tanti altri che, in questi anni, ci hanno lasciato portandosi via un frammento del nostro cuore e, ora, Gigi.

Ciao grande maestro, ora, in paradiso, si faranno un sacco di risate.

Ci mancherai… ❤️

Shio.

Complicated Love – Cover Librosa

Buongiorno e buona domenica a tutti.
Oggi vi mostro la cover per intero del nuovo romanzo che, con tanta fortuna, vedrà la luce entro la fine di novembre: incrociate le dita per me, vi prego!! >____<
Eccovi qui l’omino che ha avuto la sfiga di diventare il mio testimonial x°D
(la sfortuna di posare per immagini free è che non si sa mai dove si capita hihihi)

E, ovviamente, ripetiamo un po’ di dati tecnici, giusto per…

Titolo: Complicated Love
Autore: Anna Esse
Genere: M/M, romance, drammatico

Trama:
Nato in una famiglia troppo impegnata a gestire il lutto che li ha colpiti, Edward è costretto a crescere da solo nell’indifferenza più totale. Questo fa scattare in lui un forte desiderio di lasciare quanto prima il tetto famigliare per trasferirsi a New York, dove vive il suo migliore amico Mark, per cui prova da sempre una grande attrazione. Lui è l’unico in grado di domarlo. Sa come prenderlo e, soprattutto, riesce a soddisfare la sua sete di affetto e attenzioni.

La sera del suo diciottesimo compleanno, sotto insistenza di Mark, Edward entra per la prima volta in un locale gay dove s’innamorerà a prima vista di Adam, un giovane barman che lavora lì. Ma l’amore è complicato, si sa, e quello tra due uomini, può esserlo ancora di più quando il destino, i rimorsi e i drammi legati a un lontano passato, ci mettono lo zampino.

Edward dovrà fare i conti con la sua curiosità, che pagherà a caro prezzo. Il suo immenso desiderio di rendersi utile, gli si ritorcerà contro ritrovandosi, suo malgrado, coinvolto in avvenimenti di un passato lontano ma che condizioneranno il suo presente, sconvolgendolo.

Buona giornata.

Big kiss.

Shio ❤

Un bravo fan…secondo me.

Ciao e buon lunedì.
Alla luce dei fatti raccontati ieri e che ancora adesso stanno riportando conseguenze nel fandom (i fan più attivi e frivoli, sono praticamente tutti scomparsi: paura), mi è sembrato carino scrivere cosa intendo io per fan e come penso ci si dovrebbe comportare. Ovvio che ognuno vive il suo fanatismo come meglio crede, questa è più una cosa mia che desidero condividere con voi e sapere cosa ne pensate.

Un bravo fan:

Il fan non offende, non giudica, non critica, non polemizza.
Il fan non guarda i difetti, li ama.
Il fan non pretende, chiede con umiltà e rispetto e, quando qualcosa gli viene concesso, ringrazia con riconoscenza, perché nulla ci è dovuto e nessuno è obbligato a fare niente che non vuole.
Il fan non maltratta il proprio idolo, solo perché questo non lo considera.
Il fan non minaccia, insulta il suo idolo o i suoi famigliari.
Il fan non maltratta gli altri fan.
Il fan ama il suo idolo in tutte le sue forme, lo rispetta e rispetta la sua famiglia.
Il fan, quello vero, ama e si preoccupa per il suo idolo, ne abbraccia i difetti, sostiene le sue cause e il suo lavoro, entra in sintonia con lui attraverso l’empatia.
Non umilia il suo idolo.
Non lo insulta.
Non insulta i suoi famigliari.
Non insulta il suo lavoro.
Non cerca motivo per metterlo in difficoltà o ridicolizzarlo.
Il fan, quello vero, ha a cuore il bene del suo idolo, sempre, e gli dimostra rispetto, perché un idolo non è altro che un altro essere umano, con i suoi pregi, i suoi difetti, le sue paure, i suoi fantasmi nel cuore…
Un idolo non è un supereroe:
Se l’offendi, soffre.
Se tocchi la sua famiglia, s’incazza.
Se offendi la sua persona, reagisce.
Un idolo non è un santo e neanche un martire devoto a qualche strana causa, è un altro essere umano come noi, solo che ha un posto speciale nel cuore di alcuni.
Un idolo merita il rispetto come chiunque altro essere umano.
Se non si comprende una cosa così semplice e si compie almeno uno o più atti contrari a quelli elencati, fatevi una domanda che la risposta,
è evidente.

Shio. ❤


Piccola anteprima librosa

Buon martedì amici,
che sto investendo tutto me stessa nella scrittura, non è una novità per chi mi segue sul blog, ebbene, oggi mi sento abbastanza sicura per darvi una piccolissima anteprima: una che è già apparsa nella mia pagina autore su Facebook e IG e, un’altra, in esclusiva solo per voi.
Siete pronti a un micro assaggino della cover del mio romanzo di prossima uscita, “Complicated Love“?

Prima di passare all’immagine, un paio di parole su questa mia nuova fatica:
Prima di tutto ci tengo a precisare, a scanso di equivoci, che “Complicated Love” è un romanzo gay dove sono descritti anche rapporti sessuali tra due uomini, per cui, che non si gridi allo scandalo dopo che vi ho avvisati. xD
Ma, la cosa che più ci tengo a precisare, è che l’intero romanzo è scritto solo da un punto di vista, quello del protagonista e cioè Edward.
Non ne avrete altri e, tutto quello che accadrà verrà filtrato attraverso il suo personale metro di giudizio, che non è detto siamo quello dello scrittore o, comunque sempre nel giusto.
Non so se sono stata chiara, ma spero di sì.
Eccovi la “chicca” cover e, solo in anteprima per voi del blog, la trama! ❤

La trama/Sinossi:

Nato in una famiglia troppo impegnata a gestire il lutto che li ha colpiti, Edward è costretto a crescere da solo nell’indifferenza più totale. Questo fa scattare in lui un forte desiderio di lasciare quanto prima il tetto famigliare per trasferirsi a New York, dove vive il suo migliore amico Mark, per cui prova da sempre una grande attrazione. Lui è l’unico in grado di domarlo. Sa come prenderlo e, soprattutto, riesce a soddisfare la sua sete di affetto e attenzioni.

La sera del suo diciottesimo compleanno, sotto insistenza di Mark, Edward entra per la prima volta in un locale gay dove s’innamorerà a prima vista di Adam, un giovane barman che lavora lì. Ma l’amore è complicato, si sa, e quello tra due uomini, può esserlo ancora di più quando il destino, i rimorsi e i drammi legati a un lontano passato, ci mettono lo zampino.

Edward dovrà fare i conti con la sua curiosità, che pagherà a caro prezzo. Il suo immenso desiderio di rendersi utile, gli si ritorcerà contro ritrovandosi, suo malgrado, coinvolto in avvenimenti di un passato lontano ma che condizioneranno il suo presente, sconvolgendolo.

Ditemi cosa ne pensate in tutta tranquillità, non mi offendo, al massimo mi taglio le vene e via! xD (scherzo, tranquilli, non vi libererete di me tanto facilmente 😉 )

Però sono sincera nel chiedervi un opinione a riguardo, vi intriga? A prescindere dai vostri gusti letterari e se siete lettori o meno di storia gay, cosa ne pensate?
Come ormai dovreste sapere, il romance puro, zuccherino tutto arf arf o hard hard, non fa per me, per cui, non troverete nulla nel genere nel mio romanzo, ma solo amore, passione e dolore, cose vere che, nel bene o nel male, fanno parte della vita, purtroppo.

Attendo i vostri commenti. ❤

Big Kiss.

Shio ❤

Braordchurch – serie tv


Ciao a tutti, amici, oggi si parla di serie tv e lo faccio con un titolo legato al mondo Netflix: Broadchurch.
Quanti di voi lo conoscono?
Io sono stata invitata a guardarlo su suggerimento di un lettore del blog e, dato che da poco ho sviluppato un amore platonico per David Tennant (che conoscevo per il ruolo di Barty Crouch Jr. in Harry Potter e, successivamente, per quello del demone Crowley in Good Omens), ho deciso di provare a vederlo, ma devo ammettere che non è stato facile.

La storia:

La serie conta tre stagioni che ruotano tutte intorno alla cittadina costiera di Broadchurch, e alla sua piccola comunità.
Alec Hardy interpretato da un ottimo David Tennant è appena stato trasferito a Broadchurch e promosso a grado d’ispettore quando il suo primo caso risulta da subito essere dolorosamente complesso: Danny, un bambino di 11 anni, viene ritrovato sulla spiaggia cadavere e questo catapulterà Alec indietro nel tempo, a un altro caso irrisolto che continua a dargli tormento.
Al suo fianco, c’è l’agente  Ellie Miller impersonata dalla bravissima Olivia Colman. Miller è del posto. La cittadina è piccola e tutti conoscono tutti e questo, impedirà alla donna di essere obiettiva nelle indagini, portandola spesso a scontrarsi con Alec.

Impressioni personali:

Ogni stagione rappresenta un filone narrativo: la prima si occupa esclusivamente delle indagini sul caso, la seconda si occupa del processo e la terza… ecco, lei sinceramente l’avrei evitata. La terza si scosta della storia di punta e ci inoltra in un nuovo caso che aveva disseminato qua e là nuovi spunti per allacciarsi a una presunta quarta serie, mai sviluppata.
Sono sincera, non è una brutta seria, ma i ritmi narrativi inglesi a volte sono così lenti da risultare pesanti, senza contare che (e questo presumo sia più un problema mio), c’è così tanto spazio al dolore della perdita che in più occasioni, ho pianto entrando completamente in empatia con la famiglia Latimer e ripensando a mia madre… Se c’è una cosa che Broadchurch riesce a raccontare bene, è il dolore di chi resta…
I protagonisti: Alec e Ellie, sono fantastici, perfettamente affiatati e i due interpreti molto bravi e credibili nei loro ruoli.
C’è la giusta dose di umorismo, drammaticità e dolore; un ottimo mix che si aggiunge al mistero di questa indagine lunga otto episodi e che, fino all’ultimo, non ti fa capire chi è il colpevole. Sicuramente l’autore è stato molto bravo nel disseminare prove, indizi e congetture e, sono sincera, io che di solito capisco chi è l’assassino dopo dieci minuti, stavolta non ci avevo preso minimamente: davvero fantastico, ma avrei evitato la terza stagione, quella proprio l’ho trovata una forzatura. Il cerchio generale della storia di tutti i protagonisti, si concludeva ampiamente nella seconda, farne una terza ha dato più l’idea di una minestra riscaldata che, se non fosse stato per la presenza di Tennant e della Colman, probabilmente, sarebbe risultata inguardabile.