Fright night – il vampiro della porta accanto

ATTENZIONE!!
QUESTA RECENSIONE E’ DA CONSIDERARSI POCO OBIETTIVA A CAUSA DELL’ALTO TASSO DI FIGAGGINE PRESENTE NEL FILM!

Bene, dopo questa doverosa premessa, mi sento libera di esprimere in modo libero il mio pensiero a proposito di questa pellicola di alcuni anni fa e che, in Italia è già merce rara e fuori catalogo: “Fright night – il vampiro della porta accanto”.

Partiamo dalla trama…
 Charlie Brewster ha cambiato il suo stile di vita in favore di uno più “cool”. Si è tolto la maschera del nerd e ha incominciato a farsi una posizione nel liceo che frequenta e ha addirittura conquistato il cuore della ragazza più ambita della scuola. Tutto sembra filare liscio e spensierato nella piccola cittadina dove vive, finché il suo ex migliore amico nerd, Ed, non gli fa notare che i loro compagni di scuola stanno sparendo uno dopo l’altro e, tra loro c’è anche un amico in comune con cui facevano gruppo quando Charlie era ancora considerato uno sfigato. Ma non solo, Ed è convinto che, dietro le sparizioni improvvise si celi, in realtà, un vampiro e inizia a dargli la caccia.
Ovviamente Charlie non crede a una sola parola ma, quando anche Ed sparisce, inizia a indagare e i suoi sospetti si posano sul nuovo vicino di casa: Jerry Dandrige.
Preoccupato per l’incolumità dei suoi cari e speranzoso di poter ancora trovare in vita il suo amico Ed, Charlie si reca a Las Vegas in cerca del famoso cacciatore di vampiri, Peter Vincent, ma l’uomo non gli crede e lo rispedisce a casa dove, nel mentre Jerry ha incominciato a sospettare qualcosa ed è molto arrabbiato…

Questa è gran parte della trama e, anche, la parte seria della recensione, adesso… non sarà più così, perché non so quanto potrò mantenere questa facciata di professionalità nel parlare di un fighissimo Colin Farrell nei panni di Jerry e David Tennant (come non l’avete mai visto o quasi), in quelli di Peter Vincent.

Non sono una fan di Farrell e non ho mai visto, in lui, il fascino decantato da molti, ma… vi assicuro che in questo film ha qualcosa di davvero speciale. Ve l’ho detto, non sono obiettiva e me ne vergogno profondamente, ma come si fa a restare indifferenti davanti a un vampiro super sexy?! >__<

Avevo cercato questo film perché sapevo che Tennant aveva un look particolare che potete vedere nelle immagini e nel trailer:

Ma poi mi sono imbattuta in un cast conosciuto: Toni Collette, Colin Farrell e il compianto Anton Yelchin, morto prematuramente nel 2016 per un incidente.

E non solo…

Tutto sommato, anche la storia è avvincente. I personaggi ben caratterizzati e, se a un primo sguardo si pensa a quel genere di film spazzatura tutto sangue finto e morsi a caso, già dopo i primi minuti di narrazione, ci si rende contro che si è davanti a un film fatto con intelligenza. Un film sui vampiri che, però non fa paura. Sì, lo so che è strano ma, credetemi, io sono una fifona nata per queste cose e, sarà che i miei sensi erano atrofizzati dalla figagghine degli attore presenti nel cast, ma non mi ha affatto impressionato neanche una volta, quindi, super consigliato a chiunque voglia qualche bella emozione, un film senza troppi impegni, una trama godibile e un bellissimo e talentuoso cast.

Parola di Shio ❤

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Braordchurch – serie tv


Ciao a tutti, amici, oggi si parla di serie tv e lo faccio con un titolo legato al mondo Netflix: Broadchurch.
Quanti di voi lo conoscono?
Io sono stata invitata a guardarlo su suggerimento di un lettore del blog e, dato che da poco ho sviluppato un amore platonico per David Tennant (che conoscevo per il ruolo di Barty Crouch Jr. in Harry Potter e, successivamente, per quello del demone Crowley in Good Omens), ho deciso di provare a vederlo, ma devo ammettere che non è stato facile.

La storia:

La serie conta tre stagioni che ruotano tutte intorno alla cittadina costiera di Broadchurch, e alla sua piccola comunità.
Alec Hardy interpretato da un ottimo David Tennant è appena stato trasferito a Broadchurch e promosso a grado d’ispettore quando il suo primo caso risulta da subito essere dolorosamente complesso: Danny, un bambino di 11 anni, viene ritrovato sulla spiaggia cadavere e questo catapulterà Alec indietro nel tempo, a un altro caso irrisolto che continua a dargli tormento.
Al suo fianco, c’è l’agente  Ellie Miller impersonata dalla bravissima Olivia Colman. Miller è del posto. La cittadina è piccola e tutti conoscono tutti e questo, impedirà alla donna di essere obiettiva nelle indagini, portandola spesso a scontrarsi con Alec.

Impressioni personali:

Ogni stagione rappresenta un filone narrativo: la prima si occupa esclusivamente delle indagini sul caso, la seconda si occupa del processo e la terza… ecco, lei sinceramente l’avrei evitata. La terza si scosta della storia di punta e ci inoltra in un nuovo caso che aveva disseminato qua e là nuovi spunti per allacciarsi a una presunta quarta serie, mai sviluppata.
Sono sincera, non è una brutta seria, ma i ritmi narrativi inglesi a volte sono così lenti da risultare pesanti, senza contare che (e questo presumo sia più un problema mio), c’è così tanto spazio al dolore della perdita che in più occasioni, ho pianto entrando completamente in empatia con la famiglia Latimer e ripensando a mia madre… Se c’è una cosa che Broadchurch riesce a raccontare bene, è il dolore di chi resta…
I protagonisti: Alec e Ellie, sono fantastici, perfettamente affiatati e i due interpreti molto bravi e credibili nei loro ruoli.
C’è la giusta dose di umorismo, drammaticità e dolore; un ottimo mix che si aggiunge al mistero di questa indagine lunga otto episodi e che, fino all’ultimo, non ti fa capire chi è il colpevole. Sicuramente l’autore è stato molto bravo nel disseminare prove, indizi e congetture e, sono sincera, io che di solito capisco chi è l’assassino dopo dieci minuti, stavolta non ci avevo preso minimamente: davvero fantastico, ma avrei evitato la terza stagione, quella proprio l’ho trovata una forzatura. Il cerchio generale della storia di tutti i protagonisti, si concludeva ampiamente nella seconda, farne una terza ha dato più l’idea di una minestra riscaldata che, se non fosse stato per la presenza di Tennant e della Colman, probabilmente, sarebbe risultata inguardabile.

Good Omens – Fan art

Buongiorno, anzi buon pranzo ormai, amici!!
Come state?
Io bene, a parte il “fungo atomico” sulla mia testa.
Si, perché sto lavorando a pieno ritmo per cercare di finire il nuovo romanzo affinché possa presto metterlo in vendita, ma la vedo ancora lunga visto che, man mano che lo rileggo, ci trovo cose che non vanno e devo apportare delle migliorie… (che poi magari tanto migliori non sono).
Ma bando alle ciance e, ieri, in un momento di sclero dove gli occhi mi stavano schizzando fuori dalle orbite per le ore passate al pc, ho deciso di regalarmi una pausa e ne ho approfittato per creare una piccola fan art sul mondo di Good Omens.
Se guardate, il web ne è pieno e sono più o meno sensate… Spesso molto meno che più, visto che Aziraphale e Crowley non si sono mai baciati e via discorrendo e che l’amore dell’angelo Aziraphale è un “amore universale” dettato dalla sua natura angelica e non carnale, ma i fan, come sempre ci vedono quello che vogliono vedere, per cui… anch’io ci ho messo qualcosa di mio.
Ho voluto farli in versione chibi/deformed perché riprodurre in realistico le fattezze di David Tennant (Crowley) e Michael Sheen (Aziraphale), per me sarebbe impossibile e spero vi piacciano.

Buona giornata a tutti.
Big Kiss.
Shio.

ps: il particolare della mela e del libro, lo capiranno solo chi ha visto la serie o letto il libro. ❤