Breaking news!

Ciao, condivido anche qui il primo annuncio con 3 piccole anticipazioni per quanto riguarda il seguito (non sequel) di Complicated Love.

So che sono mesi che ne parlo e forse ne avrete già le scatole piene, ma abbiate ancora un po’ di pazienza, con un pizzico di fortuna, tra un mese/un mese e mezzo circa potrebbe vedere la luce e poi, finalmente, ve ne parlerò ancora di più! Hahahaha ci avevate sperato, eh? 🤣🤣🤣

Comunque, minacce e scherzi a parte, eccovi le 3 piccole anticipazioni che ho dato anche su Facebook e Instagram:

Pronti a saperne di più?

🍂Inizio col darvi 3 piccole anticipazioni:

-Sarà una storia a tema.🍁

🍂-Non ci saranno le atmosfere drammatiche che hanno contraddistinto il primo romanzo: l’ho volutamente reso più frivolo e leggero, anche perché direi che di disgrazie a questi poveri ragazzi ne sono successe anche troppe! 😅

-E’ più breve del precedente.🍁

Solo poche nozioni per giocare insieme in attesa che possa divulgare la sinossi e la cover e poi lisci, sparati fino alla pubblicazione… o almeno si spera!

La paura di rinviare come successe l’anno scorso con Ritorno a Breuddwyd è tanta, ma voglio essere positiva! 🥰 Ho lavorato sodo, privandomi di tutti gli extra e districandomi tra la mia salute e quella di mio padre, per cui, a prescindere da come verrà accolto e sicuramente criticato, non ho rimpianti perché so di averci messo il cuore… come sempre, d’altronde!

Buona giornata amici e alla prossima. ♥

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Un giorno di straordinaria normalità.

Dopo più di dieci giorni trascorsi chiusa in casa a causa di un malore che non sembrava volesse abbandonarmi, oggi, primo giorno dopo la mutua, ho finalmente potuto mettere il naso fuori casa e come prima cosa, che faccio?

Un bel prelievo di sangue, di quelli disagiati perché non mi trovavano la vena e quando ci sono riusciti, ero così disidratata (fa di nuovo un caldo abnorme) che il sangue non usciva. 😅

Così quello che sarebbe potuto risolversi in 5 minuti: elastico, ago, fiala e taaaaac, fine. Si è protratto per circa quindici, ma una delle cose che amo quando vado a fare il prelievo è la colazione al bar! So che per molti potrebbe essere la routine, ma non per me e quando ne ho la possibilità vorrei sempre trovare il giusto locale con le robine più stuzzicanti e golose. 🥰

Capita anche a voi?

Ebbene, finita la colazione ho dovuto prendere 3 mezzi pubblici per raggiungere il mio amato fumettaio che non vedevo da mesi e il totale sullo scontrino ha confermato la cosa 😅 (non vi dico la cifra, ma potrete immaginarla dopo mesi che non passavo…).

Non c’è cosa più bella per me che abbracciare quell’uomo e parlare di quello che ci piace. È un momento social che adoro e poi al ritorno a casa ero decisamente soddisfatta del bottino. 😁

Quanti di voi leggono o hanno letto fumetti in generale? Manga, italiani, francesi, le strisce, gli americani… Insomma c’è qualcuno che condivide la mia stessa passione? ❤️

Sarei davvero felice di saperlo, per cui avanti con i commenti e non siate timidi. 🥰

Ah, di seguito i miei acquisti di oggi, ho un po’ esagerato, lo so. 🙄❤️

Buona serata. ❤️

Curiosità nipponica

Ciao, come state?

Io sinceramente un po’ in crisi mistica… direi che il mio umore non sta migliorando granché e anzi, la tentazione di allontanarmi dal web per qualche giorno/secolo è tanta, ma non so se ne avrò il coraggio…
Ok, meglio non pensarci e concentrarci sull’usanza super carina che so per certo essere nata in Giappone, ma personalmente ignoro esista anche in altre parti del globo, il “white day!”

Lo sapevate che ieri era il white day?

Qualcuno ne ha mai sentito parlare?

No?

Niente panico, ci pensa la vostra Shio!

Allora, immagino che tutti conosciate le usanze legate al giorno di San Valentino, cioè il 14 febbraio, giusto?

In cosa consiste questa usanza nel paese del Sol Levante?

Il 14 febbraio in Giappone è usanza che le ragazze, regalino cioccolatini industriali o fatti a mano alla persona di cui sono innamorate come una sorta di dichiarazione non verbale, se il giovane accetta, ci sono buone possibilità di essere ricambiati ma questa non è una legge universale ovviamente, tuttavia, se nel giorno del white day, si riceve in cambio per quel cioccolato un dono… beh, allora ci sono buone possibilità.

Esistono 3 tipi di doni per quel giorno:
Honmei-choko (cioccolato del favorito) che si regala alla persona amata.
Tomo-choko (cioccolato dell’amico) che si regala agli amici.
Giri choco (cioccolato d’obbligo), che si consegna ai colleghi e compagni per cui non si ha un interesse personale.

Ovviamente questa tipologia, si applica anche per il 14 marzo dove il dono in questione dev’essere rigorosamente di color bianco o crema e, spesso, di un valore economico maggiore.

Quindi il white day (14 marzo) è semplicemente l’altra facciata della medaglia del 14 febbraio, un modo carino per ricambiare la gentilezza altrui e l’amore che una persona dichiara attraverso un cioccolato a forma di cuore.

Carino, vero?

Buona giornata.

Shio.

Due parole su… Ritorno a Breuddwyd

Ciao a tutti, questi sono giorno un po’ frenetici e sto facendo letteralmente i salti mortali con doppio avvitamento per star dietro a tutto, compresa l’ansia da prestazione (o più corretto dire da pubblicazione), l’ansia per come andrà a finire questa situazione a livello mondiale ecc ecc…

Ma non voglio parlare di cose brutte, non oggi, non in questi cinque minuti contati che ho a mia disposizione tra una corsa e l’altra…

Innanzitutto, ringrazio tutti coloro che stanno leggendo e acquistando Ritorno a Breuddwyd, grazie grazie grazie ♥ E poi vorrei fare due doverose precisazioni che riguardano questa mia nuova opera. So che qualcosa ho già detto in passato, ma mi sembra carino ribadirlo ebbene partiamo dal nome: dovete sapere che Breuddwyd in gallese significa sogno e dato che questo romanzo è ambientato in questa cittadina da me creata situata nel sud del Galles, volevo un nome che avesse un senso.

In realtà Breuddwyd non esiste se non nel mio cuore e, spero, nel cuore di tutti i lettori che vorranno leggere questa storia dalle forti tinte noir. Sì, perché in Ritorno a Breuyddwyd si parla sicuramente d’amore, ma non solo e in più occasioni, per la protagonista, sembrerà di vivere in un incubo più che in un sogno.

Ritorno a Breuddwyd, esattamente come tutti miei precedenti romanzi, non è il solito romance, ci tengo a precisarlo perché non voglio deludere nessuno e se vi aspettate di leggere la classica storiella del figo un po’ ombroso e stronzo che incontra la ragazzina magari anche vergine e decide di cambiare vita per lei… beh, non leggetelo!

Ritorno a Breuddwyd è tanto, molto di più. E non lo dico perché l’ho scritto, ma perché qui si parla di temi molto importanti come l’omertà, la malattia, la discriminazione e la violenza (solo per citarne alcuni).

Ovviamente non mancheranno anche delle scene di humor per alleggerire il tutto e l’amore, tanto, tanto amore…

Penso di aver detto tutto, se vi va, cliccando qui di seguito, troverete il link diretto per l’acquisto: ACQUISTA e semmai lo leggerete, vi prego di farmi sapere.

Un abbraccio.

Anna Esse.

Sto per tornare!

Detta così, il titolo suona come una minaccia, lo so 😂 tuttavia, chissà, magari per qualcuno è davvero così. 😏

Come state amici miei?

Quanti, come me, si stanno godendo gli ultimi giorni di vacanza?

Sarà dura rientrare, ma ho così tanto lavoro che mi aspetta che sto letteralmente scalpitando!

La sinossi del nuovo romanzo è finalmente pronta e, a breve, vi renderò partecipe del piccolo pezzo di mondo in cui è ambientata la storia, vi parlerò dei personaggi e di tutte le volte che ho preso a testate il muro perché non riuscivo a dare la giusta atmosfera alla storia. 😂

Scherzi a parte, sono davvero contenta di questi nove mesi di duro lavoro e spero vivamente che vogliate rendermi ancora più felice accogliendo i miei personaggi e la loro turbolenta storia nella vostra vita.

Inizio col darvi due info chicchettose (si può dire chicchettose? 😂):

1. Il romanzo è scritto in terza persona: eh sì, con questo libro sono ritornata alle origini e ai tempi de “L’Altra Me” e non vi nego sia uno dei motivi che più mi crea ansia. Chi ha già letto i miei precedenti lavori, sa che da me non può aspettarsi un romance tutto cuori, fiocchetti e amori. Che i miei romance, non sono veri romance ma che, spesso, strizzano l’occhio al noir con avvenimenti traumatici, misteri e drammi. Tuttavia, la scelta della prima persona in “Complicated Love“, credo abbia aiutato molto il lettore a immedesimarsi in Edward (il suo protagonista), cosa che magari non è successa con Melanie (la protagonista de L’Altra Me) poi, ovviamente, questo può dirlo solo chi i romanzi li ha letti ma, ripeto, la scelta della terza mi ha un po’ messa in ansia.

Direte: allora perché non scrivere anche questo in prima persona? Mica te l’ha prescritto il dottore!

Ovviamente no ed è vero quello che dite, ma ritengo che ci sono storie che possono essere scritte in prima e altre no. Questo mio terzo romanzo è così ricco di personaggi a cui è stato assegnato un ruolo importante ai fini della trama che avrei dovuto fare un’infinità di scambi di punti di vista da ubriacare il lettore. Non è quel romanzo in stile “due cuori e una capanna” dove una volta fatto vedere cosa pensa lui e poi cosa pensa lei, hai risolto, no, c’è di più. Ognuno ha un ruolo e, piccolo o grande che sia, ha diritto di essere narrato.

2. Non è ambientato a New York 😂: dopo due storie ambientate nella grande mela e una terza in lavorazione (il seguito di Complicated Love), avevo bisogno di cambiare location per non annoiare il lettore ma, non rilassatevi troppo, potrei sempre ritornare in quella grandiosa città! 😉

Curiosi di sapere la nuova location? Se vi va, provate pure a indovinare. Vi assicuro che, se mi seguite nei vari social, non è così difficile da capire. 😁

Bene, ora vi saluto che mi sono dilungata anche troppo, spero di aver stuzzicato un po’ la vostra curiosità. Vorrei potervi dare una data di uscita ma è ancora troppo presto, sicuramente non prima di novembre/dicembre temo. Si sa, quando si fa tutto da soli, si ha un lavoro fuori casa e una famiglia, il tempo da dedicare alla scrittura si riduce irrimediabilmente, ma appena mi sentirò sicura o, più semplicemente, vedrò la proverbiale luce in fondo al tunnel dell’editing, vi farò sapere. 🥰

Per ora vi saluto e torno a godermi questi ultimi giorni di riposo (solo fisico, perché con la testa sono sempre sul pezzo).

A presto.

Kisses.

Anna Esse ~ Shio ❤️

Ritornare un po’ bambini…

Ciao amici!
Come state?
Io continuo il mio periodo di caos universale, ma oggi ho trovato un minuto per scrivervi e spero che stiate passando tutti una bella giornata.
Dalla foto, avrete già intuito l’argomento di oggi e sono certa che, con questo, perderò almeno un centinaio di follower, (hahaha) ma lo sapete no? Io sono genuina e non ho segreti con voi! 😉

Credo che tutti, nella loro vita, hanno visto almeno una puntata della serie de “La casa nella prateria“.
Di recente sul canale Paramount la stanno replicando in loop e mio padre, quando non ha nulla da guardare, si spara quelle 4/5 puntate e io, le seguo in modo disinteressato e passivo. Vi dirò, è strano come per anni abbia guardato qualcosa senza mai far caso a un piccolo particolare: lo sapevate che il telefilm è tratto da una collana di libri scritti dalla vera Laura Ingalls? Io ho sempre letto: tratto da…, ma, per pigrizia, non sono mai andata oltre quella frase per decenni, ora l’ho fatto ed è subito nata in me la curiosità di sapere quanto la versione in pellicola differenzi da quella cartacea. Ed è così che mi sono ritrovata tra le mani questa piccola chicca dal passato…
Se siete interessati, la collana prevede 8 libri: quattro sono usciti da poco e sono disponibili in tutte le librerie sotto il marchio della casa editrice Gallucci, i prossimi quattro, secondo Feltrinelli, usciranno il 31 luglio, giorno del mio compleanno, per cui, se volete farmi un regalo… <.< eheheh ❤

Scherzo per il regalo, tuttavia, ho iniziato a leggere il primo. E’ una narrazione per bambini, ovviamente, ma non mi dispiace. Lo sto alternando al romanzo di Garrison “JFK sulle tracce degli assassini” e mi sta donando degli ottimi minuti di confortante leggerezza che mi rilassa dopo una giornata di lavoro o stress e non ho le forze per immergermi nel mondo dello spionaggio americano.

La mia segnalazione l’ho fatta, a voi la scelta, ovviamente.

Big Kiss.

Shio ❤

I dare you Booktag

Ciao a tutti, su gentilissimo invito di Cate del blog Daydream On a Bookshelf che vi invito di andare a visitare, ho accettato di partecipare a questo ennesimo tag che, a primo impatto, mi è sembrato davvero molto carino.

Non ho intenzione di taggare nessuno per cui, ritengo non sia necesserio riportare le regole, ma… perché? C’erano? Sicuramente, essendo un tag nato su YouTube, qualcosa c’era, ma la brava Cate non ha riportato nulla e io mi attengo al suo articolo.
Allora, partiamo con le domande!!

1. Quale libro, non ancora letto, sta nella tua libreria da più tempo?
Allora, così, a memoria direi “A un cerbiatto somiglia il mio amore” di David Grossman. Mi fu regalato per Natale dalla madre del mio ex ragazzo e vi basta pensare che il mio “ex” è diventato EX da dieci anni ormai, per cui, direi che ha un bel po’ di polvere sulla copertina.
Non che abbia qualcosa contro questo romanzo o il suo autore, non ho neanche bene idea di cosa parli la storia, semplicemente non era un libro che io avrei mai acquistato a prima vista e, per tanto, è rimasto lì. (sigh)


2. Cosa stai leggendo? La tua ultima lettura? E quale sarà la tua prossima lettura?
Ok, dunque, la mia ultima lettura è stata New York di Edward Rutherfurd,
la mia lettura attuale (ferma da un po’ perché la sera la passo a correggere il mio Complicated Love) è “L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio” di Haruki Murakami, mentre la mia lettura futura al 99% (sono indecisa tra due titoli) sarà “Pomi d’ottone e manici di scopa” di Mary Norton.

3. Libro che tutti amano, che tu hai odiato?
Non saprei, non mi curo molto delle letture altrui o, più semplicemente, non guardo cos’è osannato e famoso, ma quello che piace a me. Questo non mi permette di fare un paragone.

4. Qual è il libro che continui a dirti che leggerai, ma che probabilmente non leggerai mai?
“A un cerbiatto somiglia il mio amore”? x°D

5. Quale libro stai conservando per la pensione?
Partendo dal presupposto che dubito andrò mai in pensione… magari…
No, non ne sto conservando. Voglio dire, ho una montagna tra libri e manga ancora da leggere che, solo con quella, arriverei alla mia pensione e a quella dei miei nipoti, per cui la mia risposta è “Tutti”.

6. Ultima pagina: la leggi subito o alla fine?
Assolutamente e tassativamente alla fine.
Non esiste la parola spoiler nel mio vocabolario o almeno ci provo.

L’Altra Me: luoghi.

Uno dei tanti luoghi che fanno da contorno agli avvenimenti importanti narrati nella storia di Melanie, Kimberly e Michael è Central Park.
Come ben sapete, L’Altra Me, è ambientato tra i vari quartieri di New York, passando da Tribeca a Manhattan fino a spostarsi fuori città, ma Central Park diventa testimone di molti fatti importanti nella storia come il primo incontro tra Melly e Michael oppure il ristorante dove i due si danno infine appuntamento, il Loeb beathouse.
Lo sapete che quel locale esiste sul serio e veramente è stato il set di molto film cinematografici?
Io l’ho scoperto durante le mie ricerche per la stesura del romanzo.
Ecco alcune immagini di questi luoghi così belli e suggestivi affinché possiate immaginarli più nitidamente quando leggerete il romanzo.
Spero vi piacciano:

Central Park (immagine fornita da Google)
Interno del Loeb Beathouse (immagine fornita da Google)
Loeb Beathouse in notturna (immagine fornita da Google)

Per tutti coloro che fossero interessati, il mio romanzo, “L’Altra Me“, è disponibile in esclusiva Amazon, ma reperibile anche in altri store, al costo dell’ebook di € 0.99.
E’ disponibile sia in formato ebook sia in cartaceo ed è GRATIS per gli iscritti a Kindle Unlimeted.
Per acquistare o leggere l’estratto, potete cliccare direttamente su questo link: https://amzn.to/34olMTt

Buona lettura e non dimenticatevi di farmi sapere le vostre opinioni, potete trovare tutti i miei contatti sia in fondo all’ebook, sia sul blog sotto la voce menù: Contatti.

Buona giornata.

Shio ❤

Cult films in tags

unnamedBuongiorno amici, come state?
Oggi ho pensato di rispolverare un genere che alcuni anni fa era molto diffuso tra i blogger: il TAG!
In cosa consiste?
E’ una specie di gioco passaparola che si fa tra blog attraverso le nomination.
Il gioco è scelto da chi incomincia il tag (io in questo caso) e il tema è colui che da il titolo al tutto, quindi, “Cult films in tags”.
Proviamo a divertirci insieme in questo momento duro, di farci conoscere un po’ e di allietare le nostre iridi stanche con immagini belle e legate alla nostra sfera emotiva.

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-NOMINARE L’IDEATORE DEL TAG E RINGRAZIARLO-
-SCRIVERE LE VOSTRE SCELTE/RISPOSTE CERCANDO DI ESSERE IL PIU’ SINCERI POSSIBILE-
-TAGGARE ALMENO ALTRE 5 O PIU’ BLOGGER-
-DIVERTIRSI-

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