Adabana di NON & Dai Tezuka

Ciao a tutti amici, come va?
Spero tutto bene.
Oggi voglio consigliarvi un manga un po’ diverso dal solito, un manga forte, diretto, crudele che ti lascia una sensazione di profonda impotenza sulla pelle e un filo di tristezza nel cuore.
Eccovi la trama presa da Amazon:

Una banale cittadina di provincia viene sconvolta dall’efferato omicidio di cui è vittima Mako Igarashi, studentessa delle superiori. L’amica Mizuki Aikawa si consegna alla polizia, dichiarando la propria colpevolezza. Qualcosa però non quadra… La realtà spesso e ben diversa da come appare e ci sono dei segreti da nascondere… chi ha ucciso Mako? Il debutto italiano di una mangaka talentuosa dal tratto elegantissimo.

Adabana – Fiori Effimeri è una mini serie da 3 volumi, venduti anche in un bel cofanetto a un prezzo poco commerciale, ma tenete presente che è un “pezzo d’autore” e che la Dynit non è famosa per vendere manga a buon mercato. Già agli esordi in fumetteria, quando un albo medio costava intorno alle € 3.20/4, i loro costavano € 6.90, ma a volte il prezzo elevato ne vale davvero la pena! Adabana non è solo un manga, è una storia adulta, disegnata egregiamente e scritta anche meglio! Al costo di €12.90 cad o € 38,70 se acquistate il cofanetto, potrete immergervi in una storia fatta di sogni, violenza, futuro rubato, disperazione…

sicuramente non è un fumetto per tutti. Niente pizzi o merletti, niente storie campate in aria, niente adolescenti sospiranti o maschi Alpha alla ricerca della loro “gattina” da rendere felice, questo manga narra un pezzo di cruda e violenta realtà. Di perversione, di tradimento e non inteso come d’amore, di tutto quello che ci può essere di oscuro nell’animo umano, e a farne le spese sono due ragazzine, due piccoli fiori che avevano appena iniziato a sbocciare, ma che gli adulti hanno macchiato con il loro veleno e la loro perversione.

I disegni sono a mio avviso magistrali. Penso che acquisterò altri prodotti di questo autore in futuro perché davvero molto belli ed espressivi e rendono bene atmosfere per il genere di storia trattato. Scritto benissimo, illustrato anche meglio. Nulla in questo manga viene lasciato al caso. Nel primo volume vedi la storia attraverso gli occhi di Mikuzi, nel secondo volume, ripercorri la storia dal punto di vista di Mako e nel terzo scopri la cruda realtà, quello che è davvero successo, il processo e le conseguenze che un gesto d’amore estremo e crudele può portare.

Ps: Ci sono scene di violenza, sangue e sesso, per cui, se siete sensibili a questi argomenti, evitate l’acquisto.

Consigliato a chi ama il genere crime/noir, a chi vuole qualcosa di più di una banale storia d’amore, a chi ama le emozioni forti.

Buona lettura. ♥

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Consiglio libroso: Ritorno a Breuddwyd.

“Tutti abbiamo un’etichetta cucita addosso, non siamo noi a sceglierla, è la società che ce la impone.”

Questa frase è tratta dal mio ultimo romance noir, “Ritorno a Breuddwyd“.
Un romanzo sofferto, pieno di avvenimenti molto attuali, intensi, devastanti.
Breuddwyd è una piccola cittadina nel sud del Galles dove gli abitanti sono chiusi nelle loro usanze e leggi e dove il diverso viene spesso visto come una minaccia all’equilibrio sociale, verso quella finta facciata di perbenismo dietro cui i cittadini si nascondono per giustificare le loro azioni.

Ritorno a Breuddwyd non è un romanzo per tutti, va letto con attenzione, amato e soprattutto compreso. I suoi ritmi sono lenti ma via via che la storia va avanti, diventano sempre più incalzanti fino a fagocitare il lettore in un turbine di situazioni al limite della realtà, un incubo ad occhi aperti che vedrà i due protagonisti al centro di una storia piena di colpi di scena, humor, violenza, drammi e, ovviamente, amore.

Quanti di voi saranno così forti da osare?
Quanti saranno disposti ad immergersi in una storia dalle forti tinte noir?

Ritorno a Breuddwyd vi aspetta su Amazon in formato ebook e cartaceo.
E’ un romanzo autoconclusivo di oltre 700 pagine intrise di amore, lotta con i propri fantasmi interiori, speranza, sopportazione, vita.

*SINOSSI:

«Tutti abbiamo un’etichetta cucita addosso, non siamo noi a sceglierla, è la società che ce la impone».

Ann Hughes è una donna forte, intraprendente, incasinata, istintiva e avventata.

Dopo aver trascorso gli ultimi cinque anni a Londra, ritorna nella sua città natale, Breudwydd, una piccola località marittima sulla costa sud del Galles dove ritrova i suoi affetti e un mistero da risolvere: perché tutta la comunità chiama “mostro” il solitario Christopher Davies? Cos’ha mai fatto per meritare tanto odio?

Il senso di giustizia di Ann pizzica, mentre la giornalista che è in lei scalpita all’idea di conoscere la verità: ma sarà in grado di trovarla? E l’intera comunità come prenderà questo suo ficcanasare?

Odio, risentimenti e vecchie ferite che riprenderanno a sanguinare, saranno alcuni degli elementi principali di questa storia dalle tinte noir dove, a volte, l’amore può ferire più di uno schiaffo.

PS: Ho spesso consigliato i libri degli altri e sempre troppo poco i miei, oggi volevo fare un piccolo strappo alla regola e rincominciare proprio con i miei romanzi, spero gradirete la cosa.

Lot love. ♥

Quando ce vo’, ce vo’!

Non so in quanti saranno d’accordo con me, ma sinceramente questa è la mia opinione e per quanto sono aperta al dialogo, difficilmente cambierò idea.

Prima di tutto va fatta una premessa: sono contro la violenza in qualsiasi forma e contro la stupidità umana ormai sempre più dilagante.

Detto questo, passo ai fatti.

Sicuramente molti di voi oggi si sono svegliati col meme più diffuso delle ultime 24h: Will Smith che molla un gancio/schiaffo (non è molto chiaro) da Oscar al comico Chris Rock durante la serata degli Oscar 2022, ma perché questa reazione da parte di Smith?

Semplice, perché ancora una volta a un comico sembra essere concesso di tutto con la scusa: ehi, ma io scherzo…

Beh, perdonatemi la finezza: scherzo un paio di c… ciuffoli!!

Ripeto, sicuramente Will ha sbagliato ad aver reagito in diretta nazionale con violenza e per questo in molti l’hanno già messo alla gogna, ma provate a vederla anche dall’altra parte, dalla parte della persona lesa e presa di mira dallo “scherzo” del comico di turno e cioè la moglie di Smith.

Ora, tralasciando i discorsi idioti e sessisti, perché vi prego, direi che non è questo il caso e il contesto: ho letto cose tipo “uomo alfa difende la sua donna, le donne sanno difendersi da sole“… peccato che non è una questione di uomini e donne, è una questione di decenza e di quanto in nome dello spettacolo una persona possa spingersi.

Parlo da vittima di bulli, sono stata bullizzata per anni e ancora lo sono seppur in modo diverso e posso assicurarvi che spesso si resta pietrificati davanti a questo genere di cose, perché si è impegnati a trattenere le lacrime, a contenere il dolore mentre qualcuno fa notare un tuo difetto fisico davanti a una platea (in questo caso) di persone che ridono a crepapelle di te e del tuo problema, perché Jada Pinkett Smith ha un problema serio, un problema di salute che si chiama “alopecia” e deridere una persona per una cosa del genere, non è bello, soprattutto se fatto in diretta nazionale.

Will ha sbagliato a reagire con la violenza ma sinceramente io gli darei un secondo Oscar per questo!

Si parla tanto di lotta contro la violenza, di lotta contro il bullismo….
In questo caso tutti, o quasi, hanno puntando il dito contro l’attore pluripremiato perché non ha dato il buon esempio, perché non doveva reagire con violenza… ma scusate? Bullizzare una donna in diretta nazionale per un problema di salute vi sembra una cosa meno grave?

Si parla di lotta contro la violenza, ma questa cos’è se non violenza psicologica magistralmente occultata dalla scusa: “ehi sono un comico, stavo scherzando!“?

Ribadisco per l’ennesima volta che Smith non doveva reagire con violenza a questo genere di provocazione, ma Chris Rock non vive con Jada Smith, lui non conosce il suo dolore, la frustrazione che possono celarsi dietro un sorriso tirato durante una serata che sarebbe dovuta essere un momento di gioia in un’esistenza difficile perché segnata da una malattia e invece si è trasformata in un’arena dove la vittima è stata trasformata in carnefice e viceversa e dove un uomo che ha solo cercato di difendere la donna che ama, la sua dignità e il suo dolore, si è visto puntare il dito e bollare come mostro e violento.

Esistono tanti tipi di violenza, uno schiaffo fa male sul momento, ma poi passa…
Quella verbale ti penetra dentro e ti tormenta finché hai vita…

Will ha sbagliato, non ci piove, ma non posso biasimarlo per questo, anzi….

Peace.

Shio.

La forma della voce

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Ciao, eccomi di nuovo qui per parlarvi di un film d’animazione molto interessante dal mio punto di vista, “La forma della voce” di Nakao Yamada.

Molto tempo fa, se vi ricordate, ma vi rinfresco io la memoria riproponendovi l’articolo che potete rileggere cliccando QUI, vi parlai di una miniserie manga dal titolo “A silent voice“. Ebbene, “La forma della voce” è il suo adattamento cinematografico.
Non credo sia stato facile racchiudere in poco meno di 2 ore, 7 volumetti di manga, ma devo ammettere che il risultato ottenuto e molto coinvolgente e particolare.

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My Capricorn Friend!

Quando vidi per la prima volta la copertina di questo manga auto conclusivo, l’associazione d’immagine mi aveva subito portato a pensare a una storia che strizzava l’occhio ai “boys love” e invece devo dire che non c’entrano proprio nulla! xD

testo

“My Capricorn Friend!” è la storia di come l’esasperazione possa portarti a commettere gesti di cui poi ci si potrebbe pentire, di come nasce un’amicizia e di come il dolore può trasformarsi in qualcosa di molto pericoloso, il tutto condito con una punta di “fantastico/paranormale” che, sinceramente, non guasta affatto.
Cosa fareste se sul vostro balcone, a causa di un misterioso incrocio di correnti vi arrivasse di tutto? Un vento così forte se sembra provenire da un altro mondo, fa atterrare davanti alla vostra finestra oggetti smarriti o stravaganti, animali e giornali provenienti dal futuro?

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