Angel Heart, consigli per l’uso…

il mondo di shiorenBuongiorno e buona domenica a tutti, amici, oggi vi parlo di un manga dalla doppia vita che da tempo avevo in mente di parlarvi. In questi 14 anni di pubblicazione del manga (per noi italiani 14, per i giapponesi un pochino meno), mi sono sempre interrogata se fosse sensato scrivere due parole per questa storia che era partita con tanto entusiasmo e che poi, alle prime discrezioni sulla trama, fu quasi messa al rogo dai fan storici… ma andiamo con ordine.

In passato vi ho parlato dell’autore di questa serie: Tsukasa Hojo che, per tutti è diventato famoso principalmente per due serie manga: Cat’s Eye e City Hunter, da cui sono state tratte anche delle serie televisive negli anni 80/90.

Chi non ricorda le affascinanti ladre di Occhi di gatto e l’allupato sweeper dal cuore d’oro e dal braccio d’acciaio? Ebbene, queste due serie, le abbiamo potute amare e ammirare proprio grazie al lavoro del sensei Hojo. Lui, come molti suoi colleghi, ha creato un mondo tutto suo dove i protagonisti delle sue opere più famose, si sono spesso incrociati e scontrati. Ora, mentre Occhi di Gatto ha giovato di un grande pubblico grazie alla messa in onda nelle reti mediaset (all’epoca ancora Fininvest) e alla commercialissima sigla televisiva cantata dalla nostra Cristina D’Avena, per City Hunter, essendo un anime più “adulto”, la distribuzione fu affidata prettamente a emittenti locali.

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~ ATTENZIONE DA QUI IN POI  E’ SPOILER!! ~

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Tsukasa Hojo

Ciao a tutti, come state? Io abbastanza bene 😀
Oggi vi parlo di un mangaka le cui storia ci hanno fatto compagil mondo di shiorennia nell’infanzia di molti di noi attraverso a storia dai tratti più adulti ma dalla trama affascinante. Se vi dico Occhi di gatto o City Hunter? Amici miei, mettetevi comodi, oggi si parla di lui:
Tsukasa Hojo!

Tsukasa Hojo è nato a Kitakyūshū nella prefettura di Fukuoka (Kyushu) il 5 marzo 1959. E’ un mangaka dalle grandi doti artistiche e dal tratto molto realistico. A differenza di altri suoi colleghi che si sono fatti influenzare dalle nuove tendenze generazionali, il sensei Hojo ha continuato a seguire la sua strada artistica narrando le storie a cui i suoi fan sono abituati. Storie che sono di solito riservate ad un pubblico adulto, soprattutto per le scene surreali legate all’ambito sessuale, ma che non sfociano mai nel volgare.

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