Piccola segnalazione “filmosa” #2

Ciao a tutti!

Eccomi con un nuovo consiglio”filmoso” stavolta tutto di parte, dato che ha a che fare col mio idolo: Michael Sheen. 🥰

Volete vedere uno Sheen come non l’avete mai visto?

Domani sera alle 21:10 su Paramount network andrà in onda “Law of attraction – matrimonio in appello” con Julianne Moore, Pierce Brosnan e, ovviamente, Michael Sheen! ❤️

Guardare, per credere! 👇

Bugie, gentilezza e amicizia

Ciao a tutti amici miei, come state?
Io in versione stregone che attende i temporali danzando al chiaro di Luna! x°D
Sì, direi che sono già in modalità: “odio l’estate”, peccato che, in verità lei non è ancora arrivata ufficialmente, ma va bene così, non era di questo che volevo parlarvi ma delle “bugie“.

Esistono diversi tipi di bugie:
-quelle insite a ferire il prossimo, anche se prive di fondamento.
-quelle dette anche bianche, e quindi usate a fin di bene.
-quelle che amo di più: quelle che mangi a Carnevale dette anche chiacchiere, ma non parlo di loro in questo post, purtroppo. xD

Ora…sono abbastanza anziana da comprendere quando a volte si possa dire una bugia in buona fede, ma per quanto una persona possa essere mossa da buone intenzioni, per quanto uno possa dire una bugia per non arrecare dolore al prossimo, è sempre una bugia e, come tale, prima o poi verrà alla luce.

In molti fanno l’errore di confondere la bugia con la gentilezza, esempio: siamo amici, per cui non ti dirò mai che il tuo taglio di capelli è orribile, o la gonna che indossi ti sta male, mento, dico una bugia bianca affinché tu non ti offenda, e dichiaro che stai meravigliosamente bene…SBAGLIATO!

Un’amicizia che si basa su questo concetto: non ti ferisco, perciò ti mento, non è amicizia!

Non si è amici a convenienza o solo perché ti aspetti che l’altra persona dica sempre quello che ti fa piacere o che vuoi sentire.

Amicizia è dirsi le cose in faccia, nel bene o nel male… col giusto tatto, ovviamente. Andare da una persona a cui vuoi bene e dirle: “Anna, cos’hai fatto alla faccia, quel trucco ti sta da schifo!“, non è proprio carinissimo, ma magari fargli notare che con determinati colori in viso, assomigli più a un clown che a un panda, quello sì.

Per tutto ci vuole la giusta sensibilità e tatto, perché dire la verità, non implica offendere il prossimo, si può dire quello che si pensa, senza per forza essere scurrili, offensivi o volgari.

In questo ultimo anno sono stata spesso vittima di queste bugie cosiddette bianche.
Mi sono arrabbiata tantissimo perché io ho un altro concetto di amicizia e chi mi ha frequentata un po’ di più nel privato lo sa. Se una cosa non mi piace, lo dico. Posso indorare la pillola, perché essere onesti non significa necessariamente essere spietati, ma sinceri, aiutare attraverso le proprie parole l’altra persona che non si accorge di un qualcosa (se si tratta di un trucco sbagliato, di un vestito che sta male, ecc…ecc..), fermo e restando che se all’interessato piace esattamente così com’è: un passo indietro e rispetto anche per questa scelta personale.
Ma dire a prescindere: è tutto perfetto, non aiuta il tuo amico se non a infognarsi ancora di più.

Ovviamente poi, dipende sempre da contesto e contesto. A volte non si può fare a meno di “mentire“, soprattutto se si ha dall’altra parte un carattere irascibile o permaloso che ti induce a prendere tutto un po’ con le pinze, ma dire una falsa verità che porta solo all’illusione del prossimo, trovo sia sbagliatissimo e, nel momento in cui il destinatario della menzogna se ne accorge, anche molto deludente. Perché non sempre la persona si rende conto di sbagliare e parte del presupposto che “se sbaglia, il suo amico glielo direbbe“, ma se davanti si trova una persona che gli mente o che occulta permettendogli ancora di sbagliare, diventa un cane che si morde la coda per poi scoprire essere amarissima.

Uso erroneamente il termine sbagliare, ma non sempre chi subisce una menzogna bianca, sta sbagliando, anche perché chi sbaglia davvero è chi la dice.

Io ho sempre cercato di essere onesta.

In passato ho espresso la mia opinione privatamente a chi mi ha chiesto consigli o recensioni ad esempio e tra i mie pochi lettori, c’è chi può confermarlo.

A volte occulto?

Sì.

Se non ho sufficiente confidenza o non mi sento in un terreno comodo, preferisco non dire e lo ammetto, in quel caso sbaglio anch’io, ma non lodo neanche: non dico “stai benissimo così“, piuttosto non mi esprimo e, a una richiesta diretta, risposto “per me non dovresti, ma se piace a te, allora va bene“.

Questo fa di me una cattiva amica?

Forse.

Ma questo non lo faccio con le persone che reputo davvero mie “amiche“, ma con le “conoscenze” e, credetemi, la cosa cambia. In tanti anni di social, mi sono sempre illusa di aver trovato delle vere amicizie, persone con cui mi scrivevo per ore e ore in chat, con cui condividevo sogni, progetti, segreti e speranze e che sono spariti dalla mia vita con la stessa velocità con cui erano apparsi.

Ho imparato a mie spese che chi ti scrive “ti voglio bene” in chat, non sempre lo pensa sul serio e questo mi ha indotto a tracciare una linea immaginaria dove collocare le persone tra: amici, conoscenti e, per ultimo, ancora non lo so. Perché questo genere di cose ti cambia e ti porta a comportamenti necessari a proteggere il tuo cuore dalle continue delusioni.

Mi ha fatto male questo genere di rivelazione?

Sì, da paura!

Ma mi ha insegnato a non considerare “amici” le persone con tanta leggerezza e ora, quando mi rendo conto che qualcuno mi sta mentendo, anche solo con una bugia bianca detta a fin di bene, mi allontano e bollo la persona in questione a vita, perché non potrò mai sapere se sarà mai sincera con me o se lo è stata mai.
Una volta cercavo le persone in chat, ora non lo faccio più: mi vuoi? Hai bisogno di me? Sai dove trovarmi.

Le esperienze ti cambiano la vita…

Ho ancora tante ferite aperte a causa di bugie, di cose dette e non dette e ci sto ancora fisicamente male quando ripenso a persone con cui ho condiviso i miei segreti più importanti, con cui ho trascorso fisicamente delle giornate insieme, con cui ho riso e scherzato, mangiato e dormito e poi?

Buff! Tutto svanito: l’affetto, l’amicizia, tutto… ed è arrivato solo il freddo e il vuoto.

Tutto questo è per dire una cosa fondamentale:
Non confondente le bugie con le amicizie, non confondete la gentilezza con le bugie.
Se una persona ti è davvero amica, capirà che dietro la verità più cruda, c’è il desiderio di proteggerti, certo, magari sul momento ci resterà male e si sentirà offesa, ma se c’è un vero rapporto d’amicizia reciproco, si troverà il modo…un punto d’incontro.

Io ci ho creduto con alcune persone e ne sono rimasta scottata, anzi, sembravo più Giovanna D’Arco e, credetemi, la delusione che nasce dall’apprendere quanto poco amico, l’altra persona ti ritiene, è davvero tanta.
Dico sempre: la sincerità prima di tutto, almeno dov’è possibile e lo dico perché avendo assaggiato e toccato l’amarezza di stare dall’altra parte della barricata. Non voglio dare agli altri il mio stesso dolore, ma poi mi chiedo: e se stessi di nuovo sbagliando? E se dall’altra parte non ci sarebbe affatto dispiacere, perché sostanzialmente non mi reputano una loro amica e di conseguenza, non gliene frega poi granché di quello che dico?

Penserete: oddio, Shio è in piena crisi mistica! xD

No, sono gli strascichi delle varie delusioni che ti portano a mettere in dubbio tutto, te stesso per primo.

Pensateci…

Vi abbraccio.

Shio.

Pensieri da scrittore #7

Leggere è vivere la vita di qualcun’altro. Essere spettatori silenziosi e attenti nell’assistere, passo dopo passo, l’avventura che viene narrata. Come in bilico su un’altalena fatta di emozioni, sospesa su un mondo tutto da scoprire, immergendoci in un’esistenza fatta di amore, odio, passione. Ridiamo e ci arrabbiamo, ma non puoi smettere, perché leggere è vita, scoperta, rinascita.

(Anna Esse)

Piccola segnalazione “filmosa” 🥰

Udite udite, amici miei!

Stasera, su Paramount network danno uno dei miei cult movie “romance no romance” per eccellenza!

Mi spiego meglio: sicuramente è catalogo sotto la voce film romantici, ma non è nulla di troppo mieloso…zuccherino, è un ottimo mix di humor, amore, genialità che alla sottoscritta piace tantissimo. 🥰

Per chi non l’avesse mai visto e vorrebbe vedere qualcosa di diversamente grazioso o per chi lo conosce a memoria come me, ma non si stanca mai di rivederlo, stasera alle 21:10, su Paramount network: Harry ti presento Sally.

Non guardarlo, sarebbe un crimine! 😑❤️

Buona domenica! ☺️

Shio. 😘

Pensieri da scrittore #6

Ogni volta che apriamo un libro, entriamo dentro un mondo nuovo.

💙 Un universo creato per farci sognare, vivere emozioni intense, divertire e, perché no? Commuovere.

🌹 Aprire un libro non significa solo compiere un gesto meccanico, è come entrare nell’armadio magico che porta a Narnia, attraversare il binario 9 e 3/4 per Hogwarts, come finire nella tana del Bianconiglio.

💙 Non sappiamo cosa ci attenderà una volta entrati in quel mondo magico: potremo restarne affascinati o delusi, ma quell’universo e i suoi personaggi, sono lì per accoglierti al massimo delle loro forze, speranzosi di trovare un angolino nel tuo cuore e restarci per sempre.

🌹 Nessuna storia nasce per essere disprezzata.

💙 Nessun personaggio nasce per essere odiato.

🌹 Esattamente come nel mondo reale, ognuno ha il suo carattere, la differenza sta nella nostra empatia, nel nostro modo di vedere le cose, di viverli.

💙 Nessun personaggio creato da me o da chiunque altro scrittore, nasce per ferire il lettore. Essi possono essere sciocchi, divertenti, superficiali, belli, brutti, arroganti, ma desiderano tutti la stessa, unica cosa: essere accettati per quel che sono.

🌹 Io amo i miei personaggi e tu?

💙 Se vorrai conoscerli, saranno felici di accoglierti nel loro mondo imperfetto, fatto di amicizia, drammi e amore. ❤

Shio

Riflessione del giorno:

Positive o negative che siano, le recensioni fanno parte del rischio quando decidi di dare qualcosa che crei in pasto a terze persone.
Gioiamo quando vediamo che quello che abbiamo creato piace e ci restiamo male quando questo non avviene…

Non si può piacere a tutti!

Questa ormai è la mia filosofia a riguardo, certo rimane l’amarezza di quella stella o della consapevolezza che questa persona non ha capito una cippa di quello che hai scritto e ti chiedi: ho forse sbagliato io? Forse non sono stata/o abbastanza brava/o da trasmettere il giusto pensiero a chi legge?

Forse…

Sicuramente…

Poi ricordi quelle 2, 3, 5, 10 persone che hanno sostenuto il contrario. Che magari non hanno dato 5 stelle, che ne hanno date 3, ma si sono trovate in sintonia, hanno compreso e amato i personaggi e questo mi basta!

Non si può piacere a tutti e non saremo mai abbastanza per molte delle persone che sono là fuori oltre lo schermo di un pc, di un tablet o smartphone, tuttavia l’importante è non arrendersi, non lasciare che quella stella ci demoralizzi.

Una stella seppur da sola, brilla fiera nel firmamento e io voglio essere quella stella. ❤

Shio

(dedicato a tutti i colleghi scrittori che ogni tanto devono affrontare il macigno di recensioni scritte non da critici letterali ma da persone comuni che si sentono migliori di altri senza aver compreso una cippa di quello che hanno letto: grazie ragazzi, il vostro contributo, ci rende più forti! 🙂 ❤ )

About me: limiti.

Ciao a tutti amici,

Come sta procedendo la vostra settimana? Spero tutto bene. 🙂

In questi giorni, soprattutto dopo tutto il caos creato agli Eurovision, mi è capitato spesso di riflettere su uno dei miei limiti personali. Nulla di troppo serio, cioè, magari per qualcuno può anche esserlo, ma a me piace pensare a questo limite come una questione di gusti: c’è a chi piace il made in Italy e a chi no.
Io?
Sto nel mezzo!
Nel senso che ovviamente non è che non amo tutto quello che è italiano nel settore spettacolo e intrattenimento che è quello a cui mi sto riferendo, ma mi sono proprio resa conto, leggendo alcuni racconti di autori self che mi chiudevo leggendo la loro storia, perché ho un problema con i nomi italiani e, spesso, con le ambientazioni.

C’è qualcuno che ha il mio stesso problema?
Ah, prima ho parlato di autori emergenti, ma io non acquisto mai libri di autori italiani anche famosi, per cui non è una questione di: autore emergente = no buono.
E’ proprio una questione di italiani e ambienti.
Leggere una cosa tipo: “Paola guardava Marco che l’accusava di avere una relazione con Giuseppe, mentre in verità era lui che ne aveva una con Mariangela”… mi chiude.
Non riesco a leggere di nomi italiani, non so perché. Non ho nulla contro i nomi italiani, anzi, alcuni sono anche graziosi, ma…
Ecco un mio piccolo, imbarazzante, limite che purtroppo mi penalizza perché sicuramente là fuori, ci sono tanti bei romanzi ambientati in Italia e con nomi italiani che varrebbe la pena di leggere, tuttavia, non posso farci molto, ci ho provato, ma mollo sistematicamente la lettura.

E voi?

Avete qualche stupido limite come il mio? ^_^

Shio

Ciao sensei

Stamattina è stato un triste risveglio: è morto Kentaro Miura, autore di uno dei dark fantasy più famosi del mondo: Berserk.

La morta sarebbe avvenuta il 9 maggio, ma la notizia è arrivata solo oggi. Inutile dire che mi dispiace tantissimo anche perché amavo molto il suo tratto, la sua follia e la sua vena artistica smisurata.
Ogni sua tavola era un capolavoro; espressività, dettagli maniacali…non vi nascondo che per quanto spesso disegnava cose raccapriccianti, erano così ben fatte, che passava in secondo piano se stavi guardando un demone o un massacro, quello che vedevi era solo arte, pura, affascinante, cruda arte.

Si è spento a soli 54 anni per una “dissezione aortica” che, come spesso accade, non lascia scampo.

Ci restano i suoi disegni, le sue storie e il rammarico che non leggeremo mai la parola fine sulle pagine del manga che tanto l’ha reso famoso in tutto il mondo: Berserk.

Buon viaggio sensei.

Shio

Se volete più informazioni su di lui, vi rimando alla sua scheda che pubblicai tempo fa, potete leggerla cliccando QUI.

The last one

Ieri è stata trasmessa ufficialmente l’ultima puntata di Prodigal son in America e, se non avviene un miracolo, dovremmo accettare quelle ultime scene come la conclusione di una serie nata appena 2 anni fa, dal grande potenziale, ma anche dalla sfiga facile.

In questi giorni di inattività dovuti ai postumi del vaccino che mi sto ancora portando dietro, ho avvertito in me il desiderio di omaggiare il personaggio che più amo in quella serie e sfido chiunque a dire che Martin non è il pg più fantastico tra tutti…

Comunque ero lì, nel letto e con l’amarezza nel cuore e le mie mani si sono mosse da sole realizzando il disegno che potete ammirare alla fine del post. Purtroppo, si nota l’insicurezza del tratto e la poca somiglianza, ma non sono una ritrattista e mai lo sarò. 😞

Nella speranza che questo malessere generale passi, vi lascio col mio Martin… Mi mancherà questo “cattivo” ragazzo. 😞❤️

Baci baci.

Shio

Prodigal Son cancellato!

La notizia è di ieri e dopo un momento di shock, mi è sembrato doveroso scrivere due righe a riguardo visto che vi ho parlato ampliamente di questa serie… ebbene sì, la Fox che è brava a lanciare le serie tv e cancellarle a tempo zero, ha colpito ancora e questa volta, la falce della morte mediatica, ha colpito una delle mie attuali serie preferite: Prodigal son.


Sono sincera, se da un lato mi dispiace, dall’altro ne sono sollevata.
La piega presa dagli eventi dalla metà della seconda stagione non mi piaceva molto, ma questo non toglie che era un prodotto diverso, con del dark humor di qualità, con attori di qualità (non tutti, ma molti sì) e con una storia che, soprattutto nella prima stagione, reggeva molto.
Io davvero non comprendo cosa sia successo nella mente degli autori nella seconda stagione, ma si sono persi alla grande!
Nel settore, quando gli autori rischiano un’azzardo narrativo facendo compiere ai personaggi della serie gesti non consoni o modificando gli eventi in modo palesemente anormale, si dice: “fare il salto dello squalo”… Ebbene, permettetemi di dire che, a mio parere personale, in questo caso lo squalo non solo l’hanno fatto saltare, ma è atterrato direttamente su un piatto da portata sotto forma di sushi!!
Ci sono scelte che possono rovinare tutto e loro, gli autori, le hanno fatte.
Non ci resta che sperare che Netflix, esattamente come fece al tempo per Lucifer, decida di salvare la serie.
Su Twitter e nel web in generale, ci sono varie petizioni per convincere il colosso dello streaming di salvare Prodigal Son, a noi comuni telespettatori mortali, non resta che firmare la petizione online e sperare in un miracolo. ❤

Buona giornata.

Shio.

Ps: per chi volesse, eccovi il link per la petizione —> SalvaProdigalSon