Moglie di una spia

Ciao a tutti, come state? Spero tutto ok.

Oggi parliamo di un manga un po’ più tosto, di quel genere nato per un pubblico maggiorenne e non dedicato al solito target adolescenziale. Dovete sapere che questa categoria di manga è conosciuta anche col nome di Seinen (fumetti indirizzati a un pubblico maschile, maggiorenne) e Moglie di una spia è tra questi.
La prima particolarità di questo manga sono gli autori, avete letto bene, autori al plurale, perché questa è una storia scritta a tre mani: Kiyoshi Kurosawa, Ryusuke Hamaguchi e Tadashi Nohara, mentre, i disegni, sono di Masasumi Kakizaki già noto agli appassionati per il manga/anime Bestiarius, Rainbow, Hideout e Green Blood, tutti editi anche in Italia da Planet manga.

La storia si svolge nei primi anni della seconda guerra mondiale, eccovi la trama presa dal web:
Yusaku Fukuhara gestisce un’azienda commerciale a Kobe, e percependo una sorta di fermento nell’aria, lascia a casa la moglie Satoko per trasferirsi in Manciuria col nipote, ed è propri lì che vede accadere qualcosa di sconvolgente. Yusaku decide di rivelare l’incidente al mondo intero ed agisce in tal senso. L’uomo viene accusato di essere un traditore, ma Satoko crede in lui e giura di rimanergli accanto, non importa quali saranno le conseguenze.

Cosa ne penso?

Sicuramente è un ottimo prodotto. Scritto bene e disegnato in modo impeccabile, la storia prende man mano forma mantenendo un ritmo scorrevole che non annoia. Qualche piccola riserva l’ho avuta sulla dimensione degli occhi, sì avete capito bene, il tratto del sensei Kakizaki è molto mangoso e, personalmente, per questo genere di storia, ci avrei visto meglio i disegni di Tsukasa Hojo o di Ryoichi Ikegami, due mangaka dalle grandi qualità grafiche e uno stile più realistico. Non nascondo che spesso gli occhioni mi hanno fatto storcere il naso, ma non escludo che la scelta di uno stile così ricercato sia stata una cosa voluta proprio per dissociarsi un minimo dalla cruda realtà rappresentata da alcune tavole. Altro particolare di rilievo sono le foto vere usate al posto dei disegni e poi adattate nelle tavole. Anche questa scelta ha i suoi pro e contro. Personalmente ammiro chi riesce nel bene o nel male a ricostruire scenari e volti da zero, anziché scannerizzare una foto e via, ma è un mio gusto personale che non toglie nulla all’opera in se.

Ottimo prodotto sia per contenuto che per qualità dei materiali, la storia è suddivisa in due volumetti venduti singolarmente al costo di € 7 cad. o racchiusi in un delizioso cofanetto al prezzo di € 13.

Edito da Planet manga, da questa serie è stato tratto anche un film per la tv dal titolo Spy no tsuma, trasmesso in anteprima alla 77ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Per chi ama i manga storici e le storie di spionaggio con una punta di drammaticità. 🙂

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Adabana di NON & Dai Tezuka

Ciao a tutti amici, come va?
Spero tutto bene.
Oggi voglio consigliarvi un manga un po’ diverso dal solito, un manga forte, diretto, crudele che ti lascia una sensazione di profonda impotenza sulla pelle e un filo di tristezza nel cuore.
Eccovi la trama presa da Amazon:

Una banale cittadina di provincia viene sconvolta dall’efferato omicidio di cui è vittima Mako Igarashi, studentessa delle superiori. L’amica Mizuki Aikawa si consegna alla polizia, dichiarando la propria colpevolezza. Qualcosa però non quadra… La realtà spesso e ben diversa da come appare e ci sono dei segreti da nascondere… chi ha ucciso Mako? Il debutto italiano di una mangaka talentuosa dal tratto elegantissimo.

Adabana – Fiori Effimeri è una mini serie da 3 volumi, venduti anche in un bel cofanetto a un prezzo poco commerciale, ma tenete presente che è un “pezzo d’autore” e che la Dynit non è famosa per vendere manga a buon mercato. Già agli esordi in fumetteria, quando un albo medio costava intorno alle € 3.20/4, i loro costavano € 6.90, ma a volte il prezzo elevato ne vale davvero la pena! Adabana non è solo un manga, è una storia adulta, disegnata egregiamente e scritta anche meglio! Al costo di €12.90 cad o € 38,70 se acquistate il cofanetto, potrete immergervi in una storia fatta di sogni, violenza, futuro rubato, disperazione…

sicuramente non è un fumetto per tutti. Niente pizzi o merletti, niente storie campate in aria, niente adolescenti sospiranti o maschi Alpha alla ricerca della loro “gattina” da rendere felice, questo manga narra un pezzo di cruda e violenta realtà. Di perversione, di tradimento e non inteso come d’amore, di tutto quello che ci può essere di oscuro nell’animo umano, e a farne le spese sono due ragazzine, due piccoli fiori che avevano appena iniziato a sbocciare, ma che gli adulti hanno macchiato con il loro veleno e la loro perversione.

I disegni sono a mio avviso magistrali. Penso che acquisterò altri prodotti di questo autore in futuro perché davvero molto belli ed espressivi e rendono bene atmosfere per il genere di storia trattato. Scritto benissimo, illustrato anche meglio. Nulla in questo manga viene lasciato al caso. Nel primo volume vedi la storia attraverso gli occhi di Mikuzi, nel secondo volume, ripercorri la storia dal punto di vista di Mako e nel terzo scopri la cruda realtà, quello che è davvero successo, il processo e le conseguenze che un gesto d’amore estremo e crudele può portare.

Ps: Ci sono scene di violenza, sangue e sesso, per cui, se siete sensibili a questi argomenti, evitate l’acquisto.

Consigliato a chi ama il genere crime/noir, a chi vuole qualcosa di più di una banale storia d’amore, a chi ama le emozioni forti.

Buona lettura. ♥

Soft Metal Vampire di Hiroki Endo

E si ritorna a parlare di manga e nello specifico di questa serie frizzante e graficamente d’impatto, disegnata dal bravissimo sensei Hiroki Endo e pubblicata da Planet Manga.

La trama…
più o meno (<.<): In un mondo ormai invaso da potenti creature affamate di sangue. Mika, una ragazza di sedici anni viene trascinata nella lunga lotta tra dhampir, purosangue e lupi mannari per un fantasy Horror dalle sfumature fantascientifiche che uniscono la dinamicità e la fluidità dei disegni a una storia originale e per alcuni versi divertente anche grazie alla presenza di Alan un dhampir che salverà Mika dall’attacco che distruggerà parzialmente la sua scuola e che darà ufficialmente il via a questa avventura.

Cosa ne penso?

Beh, non è la prima opera che leggo del sensei Endo, ormai da anni faccio il filo a Eden che in molti classificano come il suo capolavoro, ma ho una certa riluttanza con la fantascienza e questo non mi ha mai dato l’input definitivo per lanciarmi. Ma non è di Eden che si parla, ma di Soft Metal Vampire!

Allora, ci troviamo davanti la storia classica storia trita e ritrita del prescelto e fin qui, ci siamo. Cliché simili sono presenti ovunque: film, libri, serie tv, manga, anime… insomma, ovunque ti giri e a prescindere da cosa tu prediligi, sicuramente almeno una volta nella vita ti sarai imbattuto in qualche “prescelto” in grado di cambiare il mondo, salvarlo, distruggerlo ecc ecc… Tuttavia, nonostante questo incipit molto comune, le parti esilaranti con Alan, mi hanno subito fatta sorridere facendomi entrare in sintonia con i personaggi.

Una particolarità di questa storia che è poi quella che più mi ha messa in difficoltà, sono gli elementi. E non parlo dei classici fuoco, terra, aria, vento, no… magari!!
Si parla di chimica, di formule legate alla formazione dell’argento, del piombo, degli idrocarburi e via dicendo. E questo a mio avviso, se da un lato dona un senso di originalità alla storia, dall’altra lo appesantisce. Sinceramente quando iniziavano gli spiegoni del come erano riusciti a deformare l’asfalto o far trasformare l’acqua di proiettili (esempi a caso), saltavo il balloon, perché tanto il mio cervello si rifiutava di capire.

Sicuramente è solo un mio problema e a molti questa cosa apparirà come la trovata dell’anno e sono felice se fosse così, ma a me questi elementi mi mandano un po’ in confusione. Quando decido di leggere qualcosa in generale e un manga nello specifico, voglio qualcosa di leggero, che mi liberi la mente e mi faccia sognare e questi momenti “chimici” mi fanno precipitare al suolo con ancora il paracadute chiuso.

Non mi resta che sperare sia solo perché era il primo volume e una infarinatura era d’obbligo se il lettore doveva capire e che nei prossimo, queste situazioni, vengano alleggerite, ma ho i miei seri dubbi in merito. Tuttavia ribadisco che questo è un mio problema personale, che la storia è carina, i disegni accattivanti e che sicuramente merita di essere letto.

La serie è composta solo da 6 volumetti di poco meno di 200 pagine al costo di € 7 (prezzo di copertina).

Sangue, adrenalina, chimica e azione sono alcuni degli elementi che contraddistinguono questa storia che non faticherà anche a farvi scappare una risata. Consigliato agli amanti del genere, un po’ meno, ai facilmente impressionabili. 😉

Buona Lettura! ♥

Sorairo Flutter di Okura/Coma Hashii

Ciao, come state?
Siete ancora in ferie o siete già ritornati alla routine di tutti i giorni? Io provo a riprendere il mio giusto ritmo parlando di manga. ♥
Tempo fa vi avevo anche accennato di alcune letture che non ero stata in grado di condividere con voi, ricordate?
Ebbene Sorairo Flutter è una di queste.

Sorairo Flutter di Okura/Hashii appartiene alla categoria yaoi/Boys Love anche se di esplicito c’è ben poco.
A differenza di altri titoli del genere con ambientazione scolastica dove i protagonisti smaniano l’oggetto dei propri desideri arrivando anche a farci sesso, Sorairo Futter parla soprattutto di sentimenti, di amici e incomprensioni.

Affronta con delicata attenzione l’evolversi di un affetto che lentamente sfocia nell’amore e lo fa attraverso alcune fasi molto importanti nella vita di un adolescente.
Se state cercando uno yaoi dolce, delicato, che profuma di primavera, intesa come l’inizio di qualcosa di pulito, bello, fresco e speciale, allora Sorairo Flutter potrebbe far per voi. Non ci sono scene di sesso di alcun genere, non ci sono personaggi in stile belli e dannati, non c’è violenza che, spesso, rappresenta un cliché in questo genere di letture. C’è solo tanta umana, fragile, semplicità. Delicata come il primo amore, forte delle paure e delle consapevolezze del cambiamento, intenso come i sentimenti che muovono i personaggi all’interno di questa storia.

Il manga è edito da Planet. Un volume unico di oltre 700 pagine al costo di € 15,90… un prezzo irrisorio se si pensa alla mole di pagine, e chi acquista manga da anni, sa quanto costino i volumi standard che si trovano mensilmente in edicola e fumetteria.

Questa è la trama tratta direttamente dal sito della Planet Manga e cui allego di seguito il link nel caso vogliate acquistarlo direttamente lì e approfittare del piccolo sconto:

LA STORIA BASATA SUL DELICATO WEB MANGA DI OKURA IN UN UNICO VOLUME AUTOCONCLUSIVO Noshiro desidera fare amicizia con i nuovi compagni di classe… Assieme a Sanada, Yamamoto, Morinaga e tanti altri, imparerà quanto può essere complicato vivere i propri sentimenti liberamente, vederli ricambiati e accettare se stessi.

Se volete acquistarlo sul sito Panini Manga Planet, cliccate qui:
Link d’acquisto.

Un’altra piccola, doverosa postilla va fatta per i disegni, molto delicati e adatti a raccontare il genere di storia. Non sono perfetti, anzi, possono sembrare addirittura bruttini o “sciapi” ai più, ma io li trovo di una delicatezza unica.

Spero di avervi incuriosito un pochino. ^_^

Alla prossima e buona lettura a tutti. ♥

A sign of affection di Suu Morishita

Ciao amici,
Oggi vi parlo di nuovo di numeri uno e lo faccio con uno shojo davvero adorabile: A sign of affection di Suu Morishita.

Cos’è uno shojo?

Al contrario degli Shonen, genere destinato a un pubblico adolescenziale maschile, lo Shojo è destinato principalmente a un pubblico adolescenziale femminile, ma ovviamente poi ognuno legge quello che gli piace a prescindere dal target. 😉

Ma torniamo al manga!

Definire A sigh of affection bello è poco. E’ dolce, con dei bei disegni, una storia carina e socialmente utile se vogliamo perché la protagonista, Yuki, è sorda dalla nascita.

Non è la prima volta, soprattutto negli ultimi anni, che anche i manga svolgono un ruolo di sensibilizzazione nei confronti di alcune persone che vivono delle condizioni particolari, basti pensare ad “A silent voice” di Yoshitoki Ōima (dove anche qui la protagonista era sordo muta e di cui vi ho parlato QUI) o “Josee – La Tigre e i pesci” di Seiko Tanabe e Nao Emoto (dove la protagonista è sulla carrozzina e di cui vi ho parlato QUI). Ma la lista è lunga: Perfect world di Rie Aruga, Real di Takeshi Inoue, La ragazza d’inverno di Hiroaki Samura, ecc ecc.
Trovo questa cosa molto carina e delicata al tempo stesso. Si da per scontato i manga siano un prodotto indirizzato principalmente ai più giovani e penso che di questo genere di argomenti non se ne parli mai abbastanza. (per i più giovani… in Italia per lo meno, perché in Asia i manga sono un prodotto per tutte le età). Ma come sempre mi sto dilungando!

A sign of affection è una storia adulta, i protagonisti sono degli universitari che si stanno affacciando alla vita in punta di piedi, con i loro sogni e le loro paure, ma eccovi la trama presa dal sito ufficiale della Star comics:

Un giorno, in un momento di difficoltà, una studentessa universitaria di nome Yuki viene aiutata da Itsuomi, un senpai che frequenta il suo stesso istituto. Il giovane la tratta con grande naturalezza e non si scompone minimamente quando capisce che la ragazza è sorda. Ben presto, Yuki scoprirà di provare qualcosa per quel ragazzo, grazie al quale ha cominciato a percepire la realtà in maniera del tutto nuova…

La storia è delicata, dolce, Yuki è adorabile e Itsuomi è un bel tipo! I disegni, come potete vedere, sono molto carini, adatti al genere di storia che si prestano a narrare e qualcosa mi dice che sarà una bella storia con tanti piccoli cliché, ma piena di dolcezza e amore.

In patria la serie è arrivata a 6 tankobon ed è ancora in prosecuzione, mentre qui in Italia è appena uscito il primo volume edito da Star comics, anche in versione con gadget.

Se vi piace il genere, se adorate le storie romance, se volete una storia che non sia il classico manga liceale, provate a darci un’occhiata e poi mi direte.

A sign of affection è disponibile ovunque: fumetterie, librerie e store online, non avete che l’imbarazzo della scelta! ♥

Alla prossima.

Shio.

Boy meets Maria di Peyo

La prima cosa che ho pensato quando ho sfogliato questo manga per la prima volta è stata: peccato che l’autore sia morto troppo presto, poteva diventare uno dei miei preferiti. Sì perché Peyo, al secolo Kosei Eguchi si è spento il 19 agosto 2020 a soli 23 anni.
Peyo aveva talento da vendere e Boy meets Maria è un piccolo gioiellino per gli amanti del genere yaoi: delicato, dolce, ma non per questo di meno impatto.

Eccovi la trama presa dal sito Star comics:

Taiga adora i supereroi sin da bambino. Al liceo incontra la persona che gli cambierà la vita: è la “madonna” del club di teatro, soprannominata “Maria”. Alla vista di quella ragazza, che sul palco si distingue da tutti gli altri, s’innamora di lei a prima vista e il giorno stesso le rivela i propri sentimenti, chiedendole di diventare la sua eroina. La sua passione, però, dovrà scontrarsi con l’inaspettata realtà: quella fanciulla, celebre per la sua bellezza, è infatti un ragazzo…

Cosa ne penso?

Dico da subito che non è tra i miei preferiti del genere. Mi è piaciuto e mi ha regalato sicuramente grandi emozioni, ma penso che se fosse stato suddiviso in almeno due volumi, arricchendo di qualche particolare in più la trama, sicuramente la storia ne avrebbe giovato.
I temi trattati sono importanti e forti: diversità, violenza domestica e non, introspezione.
Taiga è un ragazzo molto frivolo, segnato da un passato che l’ha reso quel che è.
Maria, Arima, è un giovane chiuso, con un passato traumatico alle spalle e un segreto che non riesce a rivelare a nessuno.

Avete presente la particolarità di Oscar di Versailles no bara? (Lady Oscar in Italia).

In quel manga/anime a sfondo storico disegnato magistralmente dalla sensei Ikeda, il personaggio di Oscar è cresciuta dal padre come un uomo perché lui desiderava tanto un maschio, ma la moglie continuava a dare alla luce solo femmine, così il padre segna per sempre la vita della piccola Oscar costringendola a vivere come un uomo. Ecco in Boy meets Maria accade l’opposto. Arima nasce come maschio, ma la madre lo fa crescere come una ragazza, creando nel giovane confusione sulla sua identità sessuale fin dalle scuole elementari, ma non è tutto, a causa di questa sua particolarità, Arima è vittima di uno spiacevole evento che creerà in lui una sorta di repulsione. Ovvio che non posso dirvi tutto anche perché è un solo volume da 242 pagine ed è autoconclusivo e se vi dico troppo, poi vi tolgo il gusto di leggerlo.

I disegni sono bellissimi, molto espressivi e dolci al tempo stesso. Non per nulla ho dichiarato all’inizio di questa recensione che se non fosse per la sua dipartita, sicuramente Peyo sarebbe diventato uno dei miei mangaka preferiti. Adoro il suo tratto particolareggiato e morbido e adoro il modo e la delicatezza con cui affronta una tematica molto importante come l’omosessualità negli adolescenti e la consapevolezza di sé stessi in quell’ambito.

Non posso gridare al capolavoro e non lo farò, ma sono certa che se vi piacciono i manga di questo genere, Boy meets Maria, lascerà sicuramente un segno positivo nel vostro cuore e Arima e Taiga diventeranno due personaggi a voi cari.

Sarebbe stato bello vedere quante altre storia avrebbe potuto ancora regalarci il sensei, ma purtroppo non lo sapremo mai. Tuttavia ci ha lasciato una storia dolce e delicata, piena di sentimenti, humor ed emozioni che meritano di essere vissute.

Consigliato. ♥

Shio.

Alice in Borderland

Ciao a tutti, oggi vi parlo di manga!
Sì, vi ricordate che sono anche un’appassionata del genere, vero? 😂
Beh, sabato scorso sono stata in fumetteria per il mio solito giro mensile e mi sono imbattuta in questa cover che potete vedere qui accanto e…boh, mi sono innamorata dei disegni!

Non conoscevo la storia di Alice in Borderland di Haro Aso e ignoravo che ne esistesse un live movie su Netflix, ma io sono più per il manga in questi casi: rapido e diretto e poi le tavole sono davvero ben disegnate, un piacere per gli occhi.

Questa che vedete è una riedizione, la prima risale al 2013/2017 ed era edita da Flashbook edizioni.

La saga riparte da capo con volumi da oltre 380 pagine editi da J-Pop. Alice in Borderland ti porta in un survival game che tanto vanno di moda ultimamente, basta vedere Squid Game, ma che nel mondo dei manga non è poi una rarità, basti pensare a titoli come Battle Royal, Mirai Nikki o Il gioco del Re (solo per citarne alcuni). Azione, paura, ingegno, suspense, sono solo alcuni degli ingredienti di questa storia piena di colpi di scene dove bisogna lottare se si vuole sopravvivere!

Trama presa da Amazon: Ryohei Arisu è all’ultimo anno di liceo e si considera già un fallito, senza prospettive ne idee per il futuro. Una notte è in giro a fare baldoria con i suoi amici, Chota e Karube, quando dopo degli impressionanti fuochi d’artificio si sveglia in uno strano luogo: “Borderland”, un mondo al confine con l’ignoto in cui per sopravvivere bisogna superare crudeli sfide!

La serie è composta da 9 volumoni al costo di € 12 cad. Un prezzo consistente, ma se si pensa al numero di pagine, neanche poi più di tanto: la carta costa, si sa…
Il genere è l’horror/soprannaturale per cui, se decidete di guardare la serie TV o sfogliare il manga o cercare altro sul web, potreste imbattervi a scene di violenza esplicita, per cui siete avvisati. 😉

Bene, spero di avervi incuriositi.

Alla prossima.

Shio ♥

PS: di Alice in Borderland esistono, oltre al manga, una seria da tre OAV e una live movie.

Josée, la tigre e i pesci – il manga

Immagine reperita da Google

Ciao a tutti,
Vi ricordo che, se volete partecipare al The Xmas Carols di cui potrete saperne di più cliccando -> QUI-, avete tempo solo più fino alla mezzanotte di oggi per darmi la vostra adesione.

Cosa aspettate?

Ma ora parliamo protagonista del post: “Josée, la tigre e i pesci“: storia di Seiko Tanabe, illustrazioni di Nao Emoto.

immagine reperita da Google

Trama (fonte wikipedia):
Osaka, anni 2010. Josée, una giovane disabile di 24 anni, non sa nulla del mondo esterno che sarebbe troppo pericoloso per lei secondo sua nonna che la sta crescendo. In un incidente con la carrozzina, durante una passeggiata notturna, si ritrova gettata tra le braccia del giovane Tsuneo. Di conseguenza, il ragazzo si ritrova assunto per assisterla. Josée, sognatrice, vuole scoprire cose che fino ad allora poteva solo sognare, mentre Tsuneo, giovane compiuto che sa cosa vuole fare, lavora per realizzare il suo sogno e andare a studiare in Messico. Josée ha però un talento innato per la pittura. I due si spingeranno in avanti l’un altro, evolvendosi…

immagine reperita da Google

Il manga è una miniserie da due volumetti raccolti in un delizioso cofanetto edito da J-pop al prezzo di € 13,80 e reperibile online, nelle migliori fumetterie e in libreria.

Impressioni personali:

Personalmente non amo molto i personaggi tsundere perché tendono a sfociare nel crudele opprimendo e umiliando il personaggio buono della storia. Ah, per chi non lo sapesse, un personaggio “tsundere” è un personaggio, solitamente femminile, che agli inizi appare come scontroso e arrogante, ma poi si rivela amorevole e gentile verso chi ama, insomma, una persona troppo timida che si nasconde dietro una facciata aggressiva.
Un esempio su tutti?
Taiga Aisaka della serie anime Toradora.
Tornando al manga, la storia è molto carina e dolce e il finale ti fa anche sciogliere, ma proprio non sopporto il carattere di Josée che continua a trattare Tsuneo con disprezzo chiamandolo il suo badante e, a volte, mi fa anche rabbia lui che è a tutti gli effetti il ragazzo zerbino della storia, anche perché, solitamente, se esiste un personaggio tsundere, di rimando, la controparte maschile è sempre molto docile, remissivo, una sorta di focolaio della casa, insomma.

le immagine sono reperite da Google

Sarei curiosa di vedere il film a questo punto per avere una visiona a 360° della storia in sé. Spesso e volentieri, ho apprezzato o una versione o l’altra e mai tutt’e due insieme e, soprattutto, negli ultimi anni dove ormai è di moda far uscire il manga da cui sono tratti alcuni film di animazione.

Consiglio la lettura agli amanti dei romance, soprattutto e degli shojo in generale, i disegni sono molto curati e belli da vedere.

Aspetto di sapere se qualcuno di voi l’ha già letto o ha visto il film.

Buona giornata.

Shio.

Zebra

Ciao a tutti, ho ripescato questa vecchissima recensione che scrissi tempo fa sul mio vecchio blog e ho pensato di riproporla, sperando di far cosa gradita. il manga di cui vi parlo stasera, s’intitola “Zebra” di Fumio Obata.

Zebra” è un manga non proprio per tutti. Si tratta di uno seinen (=manga per pubblico maschile per adulti)  dalle tematiche forti e dalle scene molto crude che in Italia si è guadagnato il bollino di “vietato ai minori”.

Attualmente ancora in corso, “Zebra”, edito qui da noi da Planet manga, è un groviglio di violenza e perversione, ma passiamo alla trama:

Tatsuo è un teppistello che, con un gruppo di soci, estorce denaro attraverso truffe e minacce. Un giorno però, cercano di estorcere del denaro alla persona sbagliata. Da quel momento la vita di Tatsuo sarà un insieme di violenza, sesso, sangue e torture di ogni specie. Sarà vittima, carnefice e tornerà vittima, in un insieme di situazioni al limite del surreale in una società marcia fino al midollo.

Ho volutamente saltato l’elenco dei personaggi, anche perché non saprei proprio come descriverli se non “pervertiti, svarionati, violenti, ecc…ecc…”. 

Love Stage!!

Finalmente è uscito anche in Italia!!
il mondo di shiorenScusate l’entusiasmo, ma è da cinque anni che sogno di poter leggere il manga (fumetto di origine giapponese per chi ancora non lo sapesse) di questi questa storia, cioè da quando, cinque anni fa, ne ho visto l’anime (cartone animato) sottotitolato.
Parto subito col dire che è una storia “yaoi”, cioè a sfondo omosessuale e, in questo caso, la coppia protagonista è formata da due uomini: Izumi Sena e Ryōma Ichijō.
Mi sono avvicinata all’anime perché attratta dal character design molto simile a quello di un’autrice che ho adorato in passato ma di cui in Italia non è arrivato poi molto. Sono così simili che non mi stupirei se, Taishi Zaou fosse una ex assistente dell’autrice in questione o, addirittura, lei stessa sotto pseudonimo. (succede molto più spesso di quanto immaginate e non solo nel mondo dei manga). Fatto sta che, alla prima puntata, già mi aveva conquistata! ❤
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