Il lato pericoloso delle serie TV.

⚠️ATTENZIONE, SE SIETE FACILMENTE IMPRESSIONABILI, NON CONTINUATE LA LETTURA, GRAZIE. ⚠️

Ciao a tutti, vi ricordo che l’argomento trattato in questo post è delicato, per cui siete avvisati.
Per chi non mi segue da molto o non mi conosce bene, io sono fifona, motivo per cui evito i film horror o splatter, perché facilmente impressionabile a livello visivo, l’unico horror che riesco a guardare senza sentirmi turbata è Dracula di Coppola. Tuttavia, nonostante questa mia indole, amo i true crime, ossia opere che traggono fatti di cronaca realmente accaduti.

Sabato sera, dopo secoli, mi sono trovata al tavolo di un ristorante per una cena di famiglia + cinema annesso di cui vi parlerò in un altro post, e ho assistito a una discussione al tavolo accanto al mio su uno dei titoli più gettonati di Netflix, Dahmer.

In questa chiacchierata tra amici (i tavoli erano molto vicini, eravamo praticamente messi uno sopra l’altro e avvertivo distintamente parti della conversazione) le persone interessate parlavano di questa serie TV in positivo, dicendo quanto in verità Jeffrey Dahmer fosse coccoloso, dolce e tenero. Alla mia faccia sgomenta, anche mia cognata ha ammesso che persino al lavoro da lei, alcune sue colleghe hanno espresso lo stesso parere sulla figura di uno dei serial killer più crudeli e efferati della storia.

Dahmer coccoloso?

Dahmer tenero?

Qualcuno di voi ha visto la serie o conosce la storia di quest’uomo?

Dopo aver visto alcuni documentari con la voce originale del vero Jeffrey Dahmer e aver saputo per certo di cosa quest’uomo si sia macchiato negli anni, io sono la prima a dire che lui non andava imprigionato, ma curato. Era una persona che aveva bisogno di cure in un ospedale psichiatrico e non di un carcere dove poi è stato ucciso in circostanze “misteriose”.

Come si può pensare che una persona, un essere umano che ha fatto quello che ha fatto lui, possa essere considerato tenero, coccoloso o dolce?

Jeffrey Dahmer, a seconda dei vari casi, uccideva le sue vittime, le lobotomizzava trapanandogli il cranio e iniettando piccole quantità di acido nel cervello, le drogava, faceva sesso con i loro cadaveri (necrofilia, sì, avete capito bene), li mutilava, li smembrava, scioglieva alcune parti nell’acido mentre altre se le mangiava ed altre ancora le conservava per il suo personale altare della memoria. Al momento del suo arresto nel suo congelatore hanno trovato parti umane destinate alla cucina tra cui cuori e genitali… ha decapitato e conservato la testa di alcune sue vittime.. e qui mi fermo, perché non è proprio un argomento felice.

Sicuramente c’era della follia nella testa di quell’uomo, una follia che per quanto abbia cercato con tutte le sue forze di contrastare, è esplosa con una violenza inaudita, lasciando dietro sé una scia di sangue lunga 17 vittime, almeno questo è il numero delle vittime accertate, ma in questi casi si sa, la lista potrebbe essere più lunga.

E’ giusto provare simpatia per l’attore, Evan Peters che è stato magistrale.
E’ giusto provare ad empatizzare…
Ma quando si creano film o serie TV tratte da fatti veri e cruenti come questo, si dovrebbe sempre ricordare che dall’altra parte dello schermo ci potrebbe essere il parente di una di quelle vittime che guarda e che ancora soffre per quanto è successo.

Jeffrey Dahmer era un uomo che aveva bisogno di essere aiutato, studiato e protetto da sé stesso in primis, ma non confondiamo la finzione con la realtà. Quell’uomo, per quanto di bell’aspetto e reso ancora più affascinante dal suo interprete sul piccolo schermo, rimane un assassino che ha fatto cose orribili!

Scusatemi, non volevo fare la morale, ma quei discorsi mi hanno destabilizzata.
Fin dove può arrivare il potere della TV, dell’intrattenimento?
Fin dove la fragile mente umana, resa ancora più confusa dagli stimoli più o meno sbagliati che riceve di continuo nel quotidiano può arrivare?

Jeffrey Dahmer era vittima di sé stesso, della sua condizione.
Non era coccoloso.
Non era dolce.
Non era tenero.
Era solo un uomo solo, che avrebbe potuto essere aiutato a diventare quella persona migliore che tanto aveva desiderato diventare, ma che non gli era stato concesso.

Jeffrey Dahmer è:

Stephen Hicks19 anni
Steven Tuomi24 anni
Jamie Doxtator14 anni
Richard Guerrero21 anni
Anthony Sears24 anni
Eddie Smith28 anni
Ricky Beeks27 anni
Ernest Miller22 anni
David Thomas23 anni
Curtis Straughter19 anni
Errol Lindsey19 anni
Tony Hughes31 anni
Konerak Sinthasomphone14 anni
Matt Turner20 anni
Jeremiah Weinberger23 anni
Oliver Lacy23 anni
Joseph Bradehoft25 anni

Ecco, lui era le sue vittime, coloro che più di qualsiasi altra cosa meritavano di essere ricordate e le cui vite erano state stroncate troppo presto.

Peace e tanto Love. ♥

18 pensieri su “Il lato pericoloso delle serie TV.

    • Libri, canzoni, film… Ci sono davvero tantissime cose ispirate all’operato di quest’uomo e ai “suoi colleghi”. Ma l’ignoranza di questo genere di conversazione, mi lascia senza parole… E ho dovuto sbroccare, almeno qui posso farlo. 😅

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  1. Dahmer era ammalato e probabilmente anche chi lo trova “coccoloso” non sta molto bene.
    Chi mai definirebbe “tenero” Hitler o Mengele? O “dolce” Gilles de Rais?
    “Coccoloso come Dahmer”, “dolce come Putin”, “tenero come un icneumonide”…
    Sentissi cose del genere sbroccherei anch’io 😉

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    • Mi chiedo davvero cosa passi per la testa di queste persone. Come ha detto giustamente Claudio, è come dire che Hitler era dolce, cacchio, ma come si fa?
      Si può provare a capire il disagio dietro la violenza, quello è qualcosa di naturale volendo: cerco di dare un senso a qualcosa d’incomprensibile, ma questo non fa automaticamente dell’interessato un santo, no se ha fatto quello che ha fatto Dahmer. Secondo me Netflix doveva continuare con la linea dei documentari, questo genere di sensibilizzazione potrebbe essere pericolosa e portare anche a nuovi tentativi di emulazione e, sinceramente, non ne abbiamo poi così tanto bisogno. <.<

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  2. Sono perfettamente d’accordo con te, cara Shio. Hai fatto delle considerazioni approfondite, nelle quali traspariva un sincero dolore per il carnefice, vittima di se stesso. Non ho affatto pensato che tu abbia voluto fargli la morale, anzi. Hai perfino scritto giustamente che andava curato, ma sei stata l’unica che ha ricordato le sue vittime, tutte giovanissime, con una vita davanti che è stata brutalmente troncata. Quelle persone ne parlavano a tavola, in maniera disinvolta. L’attore che lo ha impersonato deve essere stato veramente bravo. Davvero non mi spiego come ragionino alcune persone. Stasera ci sarà Esterno notte, scusa se cambio argomento, lo vedrò perché è un pezzo di storia, ero piccola quando hanno rapito Moro, ma capivo. Mi rendevo conto. Il fatto stesso che esistessero le brigate rosse lo ritenevo inaccettabile e ancora le persone, non tutte fortunatamente, che cosa hanno nel cuore?
    Questo tuo bellissimo post mi ha fatto venire in mente queste riflessioni.
    Un abbraccio cara, buona giornata! 🥰

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    • Grazie infinite, sono contenta che questo post ti abbia tanto colpita. Anch’io ero una bimba quando Moro fu sequestrato e infine ucciso, ricordo poco, ma rammento che il famoso scatto del suo ritrovamento è marchiato a fuoco nella mia mente, solo che al tempo ero troppo innocente da comprendere che stavo guardando la fotografia di un morto.
      Un abbraccio anche a te. 🥰

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  3. Non ho visto e non vedrò la serie, la tv fa poco per me, ma conosco bene la storia e il personaggio reale. Tralasciano il personaggio reale e ciò che poteva essere fatto, è stato fato, mi domando come si possa sovrapporre la finzione alla realtà, un attore alla persona reale, addirittura coccoloso…mi avrebbe fatto girare…la testa, va, mettiamola così:

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  4. Non conoscevo questo criminale.
    Non capisco perché si debba parlare di cose sempre più orrende per “fare audience”… la mancanza d’ispirazione degli sceneggiatori è così grave? Il pubblico vuole cose sempre più estreme? (basta guardare certi programmi di Real Time, tipo “Undressed” o “Naked Attracction” per iniziare a farsi qualche domanda) oppure, come ha detto Raffa, c’è la volontà di qualche malato di sdoganare il Male?
    Tutto questo mi rammenta un film belga degli anni ’90 (non credo sia stato tradotto in italiano) con Benoit Poelvoorde: una troupe televisiva seguiva un serial-killer per fare un reality-show (che quasi non esistevano allora) e assistevano a tutti i suoi crimini e c’erano scene particolarmente orribili… gli sceneggiatori avavano anticipato la spazzatura TV odierna.
    Allora mi chiedo: se la gente pensa che questa sia una serie “dolce” con un simpatico burlone cannibale, quale sarà la prossima tappa?

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    • Bella domanda! Sinceramente temo la risposta.
      Ho un ricordo vago del film che hai citato, probabilmente all’epoca doveva cmq aver fatto notizia anche se mai trasmesso in Italia.
      Da quello che ho potuto capire il termine dolce era proprio indirizzato a lui come persona, non al suo particolare hobby culinario. 😅
      Ma rimane tutto tranne che dolce, assolutamente.

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  5. Infatti anch’io resto sempre basita dalla gente che romanticizza questi soggetti. Io seguo canali di true crime che restano distaccati parlando di questi criminali ma con una serie è più complicato perché ti lasci fregare magari dall’estetica dall’attore… Bah

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