Recensione sì, recensione no.

Una delle prime cose che succedono, quando decidi di buttarti di testa nel mare delle autoproduzioni è di ricevere richieste d’amicizia un po’ ovunque sui vari social. Alcune sono persone adorabile, gentili, di cuore e, nel loro piccolo, desiderose di essere d’aiuto, altre… mentono.

Come sempre il mio sarà un discorso generico e non punto il dito contro nessuno ma a volte resto spiazzata da alcuni post che leggo e dall’arroganza che alcuni self hanno nel considerare la loro opera un capolavoro indiscusso.

Sto leggendo un romanzo di un self (non metto neanche il sesso 😁😉) e, sinceramente, fin dalle prime pagine, ho riscontrato delle piccole anomalie che pensavo di comunicare all’interessato per una questione di correttezza e di solidarietà tra autori… Poi un paio di settimane fa, mi imbatto in un post pubblico dove questo “autore” sfoga la sua frustrazione in modo plateale beccandosi i soliti commenti solidali di rito, a proposito di una valutazione negativa… Incuriosita, cerco la misteriosa recensione che ha creato il caos nei vari social e ne trovo una che rispecchiava esattamente i miei disagi durante la lettura dei primi capitoli e mi sono detta: meno male che non ho parlato o finivo nella gogna anche se mossa da buone intenzioni.

Per carità, ognuno è libero di esprimere la sua opinione ma, se a me una cosa non piace, semplicemente evito di scriverne una recensione e, se conosco l’autore abbastanza bene, piuttosto gli dico privatamente cosa non mi ha convinta… Non piazzo recensioni al vetriolo ovunque e, soprattutto, non umilio nessuno anche perché parto sempre dal presupposto che, dietro ogni scritto, ci sia della volontà e l’impegno di creare qualcosa di davvero bello, ma… Essermi trovata davanti a una recensione di un’altra autrice che rispecchiava il mio pensiero, aver letto i classici commenti: “fregatene”, “è tutta invidia”, “tu sai che vali”… è stato imbarazzante, perché continuavo a pensare tra me e me: “no, cavolo! Stavolta ha davvero ragione il lettore!”.

A voi è mai capitato?

E se vi trovate davanti un romanzo che non vi piace, lo dite? Lo scrivete su tutti i muri o lasciate perdere come me, evitando semplicemente di esprimere la propria opinione?

Shio

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37 pensieri su “Recensione sì, recensione no.

  1. Penso, che se ti metti in gioco pubblicando un tuo scritto, a maggior ragione un self, non ti puoi proprio permetterti di essere permaloso: ci sarà sempre qualcuno a cui non piace ciò che scrivi e magari non te lo dice nel modo corretto. L’umiltà è sempre indice di intelligenza.

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  2. Comunque, battute a parte (era davvero una battuta? Chissà…) io lo dico privatamente e mi spiace che tu abbia scelto di non farlo, perché questo si era scagliato contro qualcun altro: intanto potevi fargli prendere coscienza che quel che gli era stato riferito non era così campato per aria e tu avevi riscontrato le stesse anomalie e in più gli avresti permesso, in futuro, di evitare sfuriate senza senso contro persone che magari volevano solo fare una critica costruttiva (non avendo letto la recensione, proponedo per il fatto che fosse quello l’intento).

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    • Aspettavo di finire la lettura e, nel mentre, continuerò a studiare il carattere della persona che ho davanti. Quello che dici è vero ma dopo la gogna mediatica e le calunnie subite a dicembre dove persone che conosco sono state contattate privatamente e messe in guardia da me perché sono un mostro, sinceramente, evito. Se ti voglio bene e ci tengo a te, ti prendo da parte e ti dico il mio punto di vista, diversamente, evito di farmi coinvolgere da persone psicopatiche, mi è bastata la prima volta.
      Sono stronza?
      Forse, ma preferisco pensare che si tratti di sopravvivenza, la mia, sopravvivenza.
      Ah, la famosa recensione aveva dei toni aspri tipo quella che avevano fatto a te tempo fa o così mi è parso.

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  3. Non mi intendo di scrittura, perciò non mi permetterei mai di fare critiche negative, già cerco di evitarle anche sui film. Se si trattasse di un autore che conosco attraverso il blog, e fossi MOLTO in confidenza, magari gli esprimerei i miei dubbi privatamente, ma mai, comunque, in pubblico.

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  4. Domanda interessante e di non facile risposta. Dopo un po’ di recensioni (fatte e ricevute) ho adottato la politica di cercare in ogni scritto aspetti positivi e aspetti negativi e di proporli entrambi. Cerco sempre di essere il più diplomatico possibile, specificando che le mie sono opinioni personali, dato che la scrittura è un’arte e, quindi, puramente soggettiva. Come autore ammetto di aver ricevuto un paio di critiche abbastanza dure che ho faticato a digerire all’inizio, ma che mi hanno poi aiutato molto a migliorare. Se poi dovessi scoprire che l’autore/autrice a cui ho fatto un’osservazione si appallottola a riccio e non vuole sentire ragioni… Non insisto, ma lascio comunque la porta aperta sperando che il tempo e una seconda lettura possano instaurare un dialogo.

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  5. Posso dire la mia ma sul lato musica.
    A mio avviso si basa tutto su due fattori fondamentali: rispetto e onestà intellettuale. Rispetto per l’altrui opera, soprattutto se l’autore/autrice è un/una esordiente: si rischia davvero di far danni e di inibire futuri sforzi di quella persona, che magari ha solo bisogno di tempo e di esperienza per trovare la sua voce. Quindi, se già in principio bisogna andarci con i piedi di piombo, con un/una esordiente ancora di più. Una recensione ben fatta, che metta in luce elementi di forza ed altri più deboli, può davvero aiutare, secondo me. Il problema è quando la critica la si prende sul personale, e la critica ad un lavoro la si vede come critica alla persona. Un artista dovrebbe anche imparare, a mio avviso, a vedersi leggermente “distaccato” dalla sua opera e pensare che lui/lei non si esaurisce completamente in quel disco, libro, illustrazione ecc.
    L’onestà intellettuale bisogna averla nel momento in cui ci si approccia all’oggetto da recensire, ovvero non avere pregiudizi e riserve, osservarlo da più punti di vista e cercare di capire davvero ciò che un autore/autrice ha cercato di dire. Inoltre, chiedersi veramente se tu, recensore, ti senti pronto a recensire quella data opera; ad esempio, se io so che un genere musicale, un compositore o un gruppo non mi piace è totalmente inutile che vado a scrivere qualcosa: se non si ha interesse sin dall’inizio, o si prova addirittura avversione, perdo tempo io che scrivo e rischierò di scrivere minchiate nei confronti dell’artista. Insomma, il recensore dovrebbe prima fare un lavoro su stesso e poi mettersi a scrivere, ma ormai su internet tutti si sentono in dovere di dire la propria opinione spacciandola per verità senza timore di smentita.

    Secondo me questi due elementi sono imprescindibili. Le cosiddette “stroncature” ci possono stare, a mio avviso, ma c’è modo e modo di bocciare un lavoro, così come di promuoverlo (perché anche incensare positivamente e con toni super entusiastici un lavoro che non merita non fa un bel servizio sia a chi legge che all’artista stesso). Le stroncature fini a se stesse non le concepisco, lì il problema è più del recensore che dell’artista. Se invece sono ben motivate, allora un recensore ha tutto il diritto di esprimere il suo libero giudizio, così come l’artista di fregarsene, ma di certo non può pretendere che 1) non si possa esprimere una valutazione negativa del suo lavoro solo perché lui crede di essere un genio; 2) che il recensore si adegui a quello che l’artista pensa della sua opera e faccia quindi derivare il suo giudizio da ciò.
    All’amico che mi chiede una recensione (non un parere, ma proprio una recensione) se il suo lavoro non mi ha convinto, glielo dico prima privatamente, e se poi per lui va bene, ci scrivo comunque una recensione. Se invece mi ha convinto sin da subito, scrivo e pubblico subito. Tutto dipende dal tipo di rapporto di amicizia, è un terreno molto accidentato. Credo che comunque sia molto difficile per chi scrive cercare di essere oggettivi quando scrivi di qualcuno che conosci, infatti generalmente molti giornalisti e recensori si astengono in questi casi. Per come sono fatto io, mi lascio prendere dall’entusiasmo, anche troppo, e la mia recensione diventa quasi un “augurio” che quel lavoro faccia strada (non so se mi spiego)

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    • Ti sei spiegato benissimo e mi trovi pienamente d’accordo. Non conosco questa persona, siamo “amici” su fb, ma mi ha contattato solo un mesetto fa con la sua richiesta di amicizia, per cui non siamo davvero amici e so che non è il suo primo romanzo, anzi, ne ha già scritti diversi. La mia sensibilità e solidarietà tra “colleghi” è stata messa a tacere dalla sua reazione vittimista, per tanto, mi prendo il tempo di concludere la lettura e poi, se riterrò l’autore/autrice in questione abbastanza maturo/a da accettare due dritte, lo farò, diversamente rimango a bordo campo e continuo a osservare… Non voglio un’altra gogna mediatica, ne ho già avute abbastanza. 😅

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  6. Io faccio una distinzione: se ho comprato un libro di un autore (self o non self indifferente) mi sento in diritto di pubblicare una recensione anche negativa. L’ho comprato, non mi è piaciuto, ci ho trovato dei difetti, lo dico e magari metto in guardia qualcun altro dall’incappare nelle stesse delusioni. Considera che io tendenzialmente prima di leggere un libro cerco sempre di sbirciare le recensioni negative per capire se potrei tollerarne i difetti! Se invece il libro mi viene mandato dall’autore perchè io lo legga e lo recensisca per fare pubblicità, allora solitamente se non mi è piaciuto o ci ho trovato tanti difetti scrivo prima all’autore: mando la mia recensione senza censure e chiedo se posso pubblicarla. Però è o così o niente, cioè non è che magari la pubblico edulcorata. Se poi non ti piacciono le critiche, non sono cose che mi riguardano, quindi solitamente mi lascio scivolare addosso i commenti ai miei commenti 🙂

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    • Hai un modo pulito che mi piace.
      Io lo dico sempre: non si può piacere a tutti e, come dici tu, chi acquista ha il diritto di dire la sua.
      Sicuramente il recensore ha avuto dei modi un po’ bruschi e l’ autore/autrice, non è una persona che accetta le critiche a cuor leggero e questo è quanto. Edulcorare una recensione è sbagliato e danneggia tutti, quindi ti ammiro per questo. 😊

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  7. quando pubblichi, non solo self ma anche con una CE, ti metti in gioco. Può incontrare i gusti qualcuno oppure no. Fa parte del gioco. Una recensione negativa ma costruttiva è sempre secondo me un plus che consente all’autore di capire dove ha sbagliato e dove sono state travisate le sue parole.
    Esprimere un giudizio critico senza offendere deve essere sempre il benvenuto.
    Certo che quando il giudizio è offensivo dandoti la patente dell’ignorante, incompetente, ecc. mi fa ribollire il sangue mon perché mi ritengo un super ma perché c’è modo e modo di criticare.

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  8. Allora, è un discorso molto spinoso questo. Le critiche costruttive andrebbero sempre accertate e se ti fanno notare un refuso o qualsiasi altro errore ne puoi prendere atto e correggere soprattutto se non hai un editing professionale alle spalle. Finché non sono offese gravi ci sta. Demolire non è mai bello e in quel caso è normale che si cerchi appoggio ma se è un parere espresso in modo pacato ci si può confrontare con chi ha lasciato la recensione e trovare un punto di incontro anche se ognuno resta della sua idea

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