Ultime ore

Buongiorno, come annunciato una settimana fa, sto recuperando le energie al riparo di una piccola caverna, apro WordPress solo per rispondere ai commenti, ma non sto leggendo più nulla (anche se stamani un paio di post li ho letti), per cui non sentitevi trascurati… 😉

In verità, più che riposare, sto lottando contro gli effetti collaterali della terza dose del vaccino che, esattamente come le prime due, sta avendo degli effetti devastanti su di me, appena sarò nuovamente in grado di trascorrere del tempo al pc mettendo insieme parole che hanno senso, tornerò. 🙂

Non farò bilanci quest’anno, né buoni propositi per l’anno nuovo, ormai… vada, come vada… direi che alle favole non ci crediamo più da anni ormai, no? E questi ultimi ci hanno sbattuto in faccia questa cosa con la grazia di un elefante, per cui vi auguro solo salute e tanto amore che penso siano le cose che più contano.

Appena sarò abbastanza forte, tornerò.

Buon 2022.

Shio

Buon Natale!

Ciao a tutti! Dopo le emozioni derivate dalla gestione del Xmas carols sento il bisogno di staccarmi un po’ da tutto…
Come vi avevo già detto, stavo e sto ancora attraversando un periodo molto difficile a cui si è aggiunto il bagaglio emotivo (non sempre positivo) dell’evento e ora penso di aver davvero fatto il pieno e ho bisogno di prendere fiato…
Ieri mattina ho realizzato questo disegno per voi. Era da tanto che non prendevo in mano la matita, ma spero vi piaccia, perché ci ho messo il cuore.
Felice Natale a tutti e, spero di essere di ritorno almeno per gli auguri di Capodanno, ma la vedo dura…

Buon Feste!
Shio.

Last Train to Christmas di Julian Kemp

Buonasera e buona vigilia a tutti, a poche ore dal Natale, torno a parlarvi di uno dei miei attori preferiti: Michael Sheen e del suo ultimo film “Last train to Christmas“, un movie original di Sky Cinema UK.

Non è facile dare la giusta locazione a questo film, non è solo una commedia, ma neanche il classico film di natale, tuttavia ha un pizzico di così tante categorie, da renderlo affascinante e interessante al tempo stesso.

La trama:
Natale 1985. Tony Towers, un manager di successo, sale sul treno diretto a Nottingham per una riunione di famiglia in vista del Natale insieme alla fidanzata Sue e al cugino Roger ma, qualcosa di inaspettato in quel viaggio, cambierà per sempre la vita di Roger e Tony, difatti, quest’ultimo, scoprirà di poter viaggiare nel tempo semplicemente attraversando gli scoparti tra una carrozza e l’altra ed è così che, magicamente, Tony si ritroverà a passare dagli anni 80 ai 70, ai 90 e persino a quelli della sua infanzia, gli anni 40 dove impedirà che un evento traumatico, porti a quel presente doloroso per i suoi cari.


Non posso svelarvi di più, questo film va decisamente gustato ma, purtroppo, non esiste in italiano e non è facile neanche reperirlo sul web… ma se vi dovesse capitare di vederlo, non fatevelo sfuggire, perché merita davvero tanto!
Vi ricordate quando vi ho detto che Michael Sheen è un attore camaleontico?
Ebbene, in questo film da decisamente il meglio di sé, grazie ovviamente a un ottimo team di make up, Michael riesce a interpretare così tante versioni diverse di se stesso, da renderle una più affascinante delle altre.
Il talento di quest’uomo non ha fine e io non smetterò mai di elogiarlo, per cui, fatevene una ragione! 😂

La storia ingrana lenta, quasi come se voglia prima preparare lo spettatore, assicurandosi la sua massima attenzione poi, man mano che le carrozze spazio temporali vengono attraversare, il ritmo diventa sempre più incalzante in un turbinio di emozioni agrodolci, colpi di scena e sensi di colpa.
Particolare apprezzamento va fatto anche alle scenografie e ai costumi: sia gli interni delle carrozze ferroviarie, sia l’abbigliamento, il look e gli accessori degli occupanti cambia in base agli anni arricchendo il tutto di deliziosi dettagli che rendono la visione ancora più appagante.
Accanto a Sheen, tra i tanti, troviamo Carl Elwes (La storia fantastica e Robin Hood un uomo in calzamaglia), nei panni del cugino Roger, Natalie Emmanuel (Fast & Furious 6 e 9 e Il trono di spade) nei panni di Sue, Phyllis Logan (Downton Abbey) e Hayley Mills (famosissima per i ruoli di Pollyanna nei film Disney degli anni sessanta).
E ora, solo per darvi un idea, ecco i mille volti di Tony Towers:

Se vi capita di vederlo in giro sul web, fateci un pensierino, perché merita!
Di seguito, vi lascio anche il trailer del film. ♥


Serena vigilia a tutti.
Shio ♥

The Xmas Carols – Il mondo di shioren

Tra alti e bassi, siamo giunti alla fine di questo particolare calendario dell’avvento creato grazie alla collaborazione e al talento di tanti blogger.
Non è stato facile arrivare fino a qui e, sinceramente, non so cosa succederà domani… forse qualcuno di voi sparirà per sempre dalla mia vita o, magari, lo ha già fatto dopo il carols di ieri, dopotutto, è una cosa che avevo messo in preventivo dopo quanto accaduto ma, a prescindere che tu sia rimasto per rispetto e senso del dovere o che tu l’abbia fatto perché hai visto del buono in me e credi nella persona che rappresento in questo blog, io dico solo una cosa: GRAZIE.
Grazie per aver accettato il mio invito e tenuto fede alla parola data.
Grazie per l’impegno che hai messo nel creare dal nulla qualcosa per questa iniziativa.
Grazie per essere arrivato fino alla fine.
Grazie, grazie e ancora grazie.
Adesso è giunto il mio turno e, col mio “carol“, si conclude quest’avventura natalizia che spero vi sia piaciuta. Se ce l’abbiamo fatta, se siamo arrivati fino alla fine è merito di tutti voi che state leggendo e che avete partecipato in prima persona.
Pronti ad aprire l’ultima casellina?
Via…

La cosa più importante di Anna Esse

Copyright © 2021 AnnaEsse – Tutti i diritti sono riservati

La neve cadeva leggera dal cielo direttamente sul mio viso.

«Joseph!», mi sentii chiamare e, subito, nel mio campo visivo apparve il volto di una bambina più o meno della mia età, con due lunghe e morbide codine dorate e un sorriso vispo.

La guardai: «e tu chi sei?», le chiesi, confuso.

«Hai preso proprio una bella botta, eh?», rise di me, innervosendomi e, in tutta risposta, scattai seduto trovandomi infossato con le mani e il corpo nella neve gelida: «sai che ci faccio per terra?», le domandai.

«Davvero non ricordi?», disse ridacchiando e, quando notò il mio sguardo contrariato, proseguì: «stavamo inseguendo Babbo Natale e, proprio sul più bello, sei scivolato», concluse mimando la scena con eccessivo impeto.

«Davvero?», ribattei stranito mentre, i passanti intorno a noi, continuavano per la loro strada indifferenti.

«Su, dai, alzati!», riprese la bambina, tirandomi con forza per il braccio.

«Ahi, così mi fai male!», protestai con una smorfia.

«Oh, suvvia, non fare la femminuccia proprio adesso, forza!» mi rimproverò bonariamente, «eccolo è lì!», annunciò indicando un uomo vestito di rosso dall’altra parte della strada, «muoviti o ci sfuggirà!», proseguì prendendomi per mano e trascinandomi con sé in quel bizzarro inseguimento tra una folla di persone immersa in un mare di luci dalle svariate tonalità.

«Lascia perdere! Sarà uno di quei finti Babbi Natale che si vedono nei negozi in questo periodo», le dissi, affannato.

«No! È quello vero, ne sono sicura!», rispose lapidaria.

Mi corrucciai ridendo tra me e me: “non so chi sia, ma le spara davvero grosse”, pensai divertito.

«Ascolta…ahm…», ripresi.

Lei non si voltò neanche: «Samy, è così che mi hanno chiamata».

«Samy?», ripetei pensando che quel nome mi era famigliare, ma non riuscivo proprio a ricordarmi di lei.

«Sì, ma risparmia fiato, te l’ho detto, dobbiamo prendere Babbo Natale!», ribatté aumentando il ritmo della corsa. Sembrava inarrestabile e poco le importava se, durante la foga urtava dei passanti, anzi, non sprecava nemmeno tempo prezioso a scusarsi, mentre il presunto Babbo Natale, continuava la sua passeggiata, incurante del nostro inseguimento.

Il semaforo lampeggiò: «Samy, fermati, sta diventando rosso!», urlai ormai senza fiato, ma lei non rallentò minimamente, continuando a trascinarmi dietro di sé e, per poco, una macchina non ci investì, evitandoci all’ultimo secondo.

«Ma sei scema per caso?», le urlai, piantando i piedi, spaventato.

«Perché ti fermi?», mi chiese, innocente.

«E me lo chiedi?», sbottai mentre la neve ci aveva ormai infradiciati. «Quella macchina ci ha sfiorati!», spiegai, «potevamo farci male, lo capisci? E tutto per che cosa? Perché tu eri distratta, completamente presa da questa follia, cresci, cretina! Quello è solo un addetto del centro commerciale che si è messo un costume, non è chi pensi tu!», dissi, irritato per aver messo in pericolo entrambi.

Samy ansimò senza rispondere, le sue morbide codine, ora, cadevano pesanti ai lati della testa: «quale macchina?», mi chiese infine e una graziosa nuvoletta bianca le uscì dalla bocca.
«Come quale?», mormorai, interdetto. «Abbiamo attraversato col rosso e…», mi bloccai notando come, l’incrocio che avevamo appena superato, fosse magicamente sparito da dietro le nostre spalle e, ora, c’era solo un’immensa parete di persone che continuavano a camminare come automi. «Com’è possibile?», mi chiesi, confuso.

«Oh, eccolo lì, dai Joseph, non perdiamo tempo!», esclamò lei.

Mi voltai e, quella sagoma grassoccia e vestita di rosso, apparve davanti ai nostri occhi.

«Presto!», scattò Samy, afferrandomi la mano e ripartendo all’inseguimento.

C’era qualcosa di strano in quella situazione: le persone che sembravano non vederci, gli incroci che sparivano nel nulla e quell’uomo vestito di rosso che, per quanto correvamo, non riuscivamo minimamente a raggiungere.

Sfinito, mi fermai a prendere fiato: «aspetta per favore, mi fa male il fianco…», dissi ansante. «Come fai a non essere stanca?», le domandai.

Lei inclinò il capo di lato: «è semplice, a me piace correre e, ancora di più, amo correre con te, Joseph», mi sorrise, poi il suo sguardo divenne improvvisamente triste, «anche se ormai non lo facciamo più…».

La fissai corrucciato: correre? Io e Samy correvamo insieme? Forse durante l’ora di educazione fisica a scuola?

Un fischio lungo e distinto attirò la nostra attenzione e Babbo Natale si palesò davanti a noi col suo bel costume rosso, la lunga barba bianca e il sorriso buono. Felice, mi voltai verso Samy: «guarda, Samy, eccolo!», sorrisi, ma lei era svanita.

«Samy?», la chiamai, «Samy!», urlai guardandomi intorno, turbato.

«Ciao Joseph», mi avvicinò l’uomo in rosso. «Che ti è successo?».

«La mia amica è sparita», risposi appena, continuando a guardarmi intorno. Mi sentivo disperato, avevo le lacrime agli occhi e l’idea che avevamo inseguito quell’uomo per tutto quel tempo inutilmente, mi devastava: che senso aveva avuto se Samy non era con me per gioirne?

Deglutii sforzandomi di non piangere, a tredici anni non puoi più permetterti di piangere come un moccioso qualsiasi, così tirai su col naso e dissi: «per favore, aspettami qui un secondo, c’era una mia amica che ci teneva tanto a parlare con te, ma ora si è allontanata e…», feci una pausa avvertendo l’ansia divorarmi il petto non appena avevo ripensato al viso sorridente di Samy. «Ci metto un secondo, ok?», dissi pronto a correre nella direzione da cui eravamo arrivati.

«Non è necessario, Joseph», mi rispose l’anziano, «lei è proprio lì, accanto a te», proseguì guardando vicino ai miei piedi. Abbassai lo sguardo notando un cane di taglia media sdraiato su un fianco.

«Oh, no, signore, non è Samy», mormorai, ma lui non rispose.

Mi inginocchiai, per accarezzare il manto ormai gelido: «Samy?», la chiamai titubante e, quando la sfiorai, fui travolto da un fiume di ricordi dove, quella cagnolina, ne era il fulcro: il nostro primo incontro, le corse, i giochi poi, man mano che crescevo, lei si faceva sempre più vecchia e lenta finché persi completamente interesse, non le facevo mancare una carezza ma, non riuscendo più a stare al mio passo, era diventato un ingombro ai miei occhi.

Singhiozzai: «Samy…», mormorai sopraffatto da tutte quelle emozioni. «Ora mi ricordo, litigavo spesso con la mamma per lei e anche stamattina io…», dissi rivolto a Babbo Natale che annuì: «lo so e, anche se era solo un cane, lo sapeva anche lei. Samy sapeva perfettamente che era diventata un peso per te che ormai preferivi i videogiochi a lei ma, nonostante tutto, cercava sempre di trasmetterti tutti suo amore, perché era l’unica cosa che aveva da offrirti…».

Abbassai nuovamente lo sguardo sulla mia cagnolina, mentre la neve continuava a depositarsi sul suo corpo immobile. Chiusi gli occhi, affranto: avevo perso il conto di quante volte avevo litigo con la mamma per lei e, anche quella mattina, il giorno della vigilia, la mamma era entrata in camera di soppiatto mentre stavo facendo una sessione di gioco online con altri miei amici, pretendendo che portassi io fuori Samy, perché lei avrebbe dovuto cucinare gli ospiti della sera.

Ricordo che sbuffai furente, presi il cellulare e, scostandola dalla porta, ero sceso da basso dove vidi Samy venirmi incontro scodinzolante: «muoviti, prima ti sbrighi e prima riprendo», le avevo detto, ma lei aveva continuato a guardarmi con quegli occhioni neri, pieni di affetto che mi fecero solo salire ancora più il nervoso, così la strattonai con forza dal guinzaglio, facendole perdere l’equilibrio e lei, col capo chino, si era avviata, zoppicando al mio fianco. Ero furente: “perché sempre io?”. Mi lamentai nella chat di WhatsApp dove i miei compagni si scatenarono coi messaggi più esilaranti. Risi non prestando attenzione, completamente immerso nella discussione di gruppo, scesi il marciapiede con gli occhi incollati sul display e Samy, che non aveva mai dimostrato una chissà quale forza, anzi, spesso dovevo trascinarla per farla camminare, improvvisamente fece uno scatto improvviso, tirandomi con violenza e facendomi finire dritto per terra, poi… una frenata brusca, il suono di un clacson, urla e la neve che, lenta, mi stava bagnando il viso cadendo dall’alto.

«Ora ricordo…», bisbigliai. «È stata colpa mia… non ho prestato attenzione e lei…».

Guardai l’uomo vestito di rosso che sospirò: «ti ha salvato la vita a scapito della sua e questo è stato il suo regalo di Natale per te, Joseph. Quella creatura aveva un gran cuore, per questo, ho voluto realizzare anche il suo ultimo desiderio: poter giocare ancora una volta insieme al suo padroncino», mi spiegò.

Scossi il capo agitato: «no, non lo voglio! Non voglio questo regalo, hai capito? Rivoglio Samy, ridammi Samy!», urlai disperato.

«Perché dovrei ridartela? Per farla di nuovo maltrattare? Per essere messa in disparte a favore di quelle diavolerie tecnologiche? Un cane non è un giocattolo, è un impegno serio, Joseph», mi riprese bonariamente Babbo Natale.

Rimasi in silenzio continuando a guardare quel corpo immobile, poi risposi: «ok, forse non sono stato il migliore dei padroni, ma le volevo bene, davvero! Ti prego, ridammi la mia Samy!», affermai incominciando a piangere a dirotto.

«Lo desideri più di qualsiasi altra cosa al mondo?».

Lo interruppi: «più di tutto!»

Babbo Natale sorrise poi si voltò, allontanandosi.

«No, aspetta!», urlai risvegliandomi nel mio letto.

«Joseph è Natale, per quanto pensi ancora di dormire, non vuoi scartare i tuoi regali?», stava urlando mia mamma dal piano terra.

Con un balzo, scesi le scale a due a due e, non appena raggiunsi la cucina, cercai la cuccia di Samy con lo sguardo, scoprendola ancora al suo posto con lei che, lentamente, si stava avviando per farmi le feste, ma non gliene diedi il tempo e corsi ad abbracciarla, lasciandola libera di leccarmi il viso come quand’ero piccolo.

«Ma quale rarità!», ridacchiò mia madre, ma io non le prestai ascolto, perché troppo felice del fatto che si fosse trattato solo di un brutto sogno e che Samy era ancora al mio fianco.

Guardai verso l’albero illuminato alla cui base spiccavano scatole di ogni dimensione e, tra queste, una busta attirò la mia attenzione, l’aprii e, al suo interno c’era un bigliettino rosso con su scritte tre semplici parole: «ricorda, hai promesso».

Sorrisi fissando Samy: «andiamo a fare un giro, bella?».

«Ma non vuoi fare prima colazione?», m’inseguì la mamma.

«La farò dopo», risposi frettolosamente, infilando il giubbotto.

«Joseph, il cellulare!», obiettò la mamma sempre più sconcertata.

Mi voltai a guardarla, poi guardai Samy che ricambiò il mio sguardo con uno pieno di adorazione: «non mi serve, ho già tutto quello di cui ho bisogno», le sorrisi, inforcando la porta e, felice, mi avviai per la strada principale con la cagnolina al seguito e una certezza salda nel cuore: quello, sarebbe stato il Natale più bello di sempre!

E ora… Due parole su di me:

Per i blogger e i lettori di passaggio, è giusto fare le dovute presentazioni:
sul web mi chiamo Shioren Angel o Shio, mentre, per il mondo editoriale sono Anna Esse, scrittrice di due romanzi e, spero presto, un terzo. I miei lavori sono su Amazon, vi basta cliccare sull’immagine in alto a destra della schermata menù del blog, sotto la scritta: “leggi i miei romanzi” o direttamente a questo link -> https://amzn.to/3pvtGGh

Mi piace scrivere, disegnare (anche sé per problemi di salute, lo faccio sempre più raramente), Michael Sheen (lui c’entra sempre 😂) e far conoscere alle persone quello che è o era il mio mondo attraverso canzoni, ricordi e quant’altro. Nel mio blog, il mondo di shioren si parla soprattutto di questo: ricordi, manga e anime, film, robe frivole, perché la realtà è già così amara a volte che abbiamo bisogno di crearci una piccola isola felice dove poter prendere fiato e, per me, il mondo di shioren è questo… un pezzo di cuore composto da tutto quello che mi appassiona e che desidero condividere con voi.

Se volete far parte del mio mondo, siete i benvenuti!

Vi ricordo che sono presente, oltre che su wordpress e Amazon, anche su Instagram, Twitter e Tumblr, non avete che l’imbarazzo della scelta! 😉

Bene e stavolta è davvero tutto, grazie per essere arrivati fin qui con la lettura e per aver seguito il
The Xmas Carols fin qui.

🌲🌲 BUONA VIGILIA & BUON NATALE A TUTTI! ♥ 🌲🌲

Anna -Shio- Esse

The Xmas Carol #15 – Dove una poesia può arrivare

Buongiorno con la quindicesima casellina dell’avvento! Stamani si ritorna a sognare attraverso il racconto delicato e dal finale aperto della nostra Laura.

Appuntamento a domani con la penultima casellina occupata dal blog di Nea.

Disclaimer: in quanto opera originaria, ogni idea, atto menzionato o intento dichiarato nel racconto è da considerarsi proprietà dell’autore che ne detiene i diritti e non implica, per tanto, rispecchi le idee dei blog ospitanti.
Buona lettura ❤
Shio

Ciao a tutti, oggi tocca a me regalarvi un racconto per Natale. Devo dire che sono super emozionata. Quando ho letto della proposta di Shio del The Xmas Carols mi sono subito preoccupata di scriverle, sperando fossi ancora in tempo. Ringrazio Shio per l’opportunità. Ho optato per un racconto e mi sono divertita tantissimo nello […]

The Xmas Carol #15, Schiaccianoci a New York, Dove una poesia può arrivare

The Xmas Carols #14 – La nuova corte

Buongiorno!
Pronti per la quattordicesima casellina?
Quest’oggi, dopo tante storie emozionanti e poesia, si parla di disegno in un modo molto dolce e delicato….
Correte a vedere il contributo che La nuova corte a creato appositamente per l’evento e a domani col blog Dove una poesia può arrivare.
Buona giornata.
Shio

Oggi è il mio turno 🐱 Apriamo la casellina del 21 dicembre del calendario di Shioren e sotto… ci sono io, più o meno. Bene, chi sono? Un po’ difficile rispondere a questa domanda. Non lo so nemmeno io, quindi vi parlo del blog, in maniera un po’ metatestuale, dato che il blog parla di […]

The Xmas Carols XIV

The Xmas Carol #13 – Lividi e Musica

Buongiorno e benvenuti alla tredicesima casellina del nostro particolare calendario dell’avvento oggi occupata da un racconto che, per certi versi, dovrebbe far riflettere sul consumismo in generale e su quanto incidano gli eccessi, nella vita di tutti.

Per qualche strano, arcaico motivo, di nuovo, WordPress non mi permette il reblog, pertanto, mi scuso con l’autore del pezzo e lascio il link diretto al suo contributo, correte a leggere, mi raccomando! 😉

-> Clicca qui e Leggi <-

Appuntamento a domani con il blog La nuova Corte.

Disclaimer: in quanto opera originaria, ogni idea, atto menzionato o intento dichiarato nel racconto è da considerarsi proprietà dell’autore che ne detiene i diritti e non implica, per tanto, rispecchi le idee dei blog ospitanti.

Buona lettura ❤ Shio

The Xmas Carols #12 – Centoquarantadue (lui)

Buona domenica a tutti e scusate il ritardo! Manca una manciata di giorni al Natale e il nostro calendario si sta lentamente avvicinando alla fine… Ma oggi è il dodicesimo giorno dell’avvento e, dietro la casellina, troviamo di nuovo il blog Centoquarantadue ma col suo lato maschile, perché Centoquarantadue sono un lui e una lei.

Appuntamento a domani col blog Lividi e Musica: la buona musica fa male.

Disclaimer: in quanto opera originaria, ogni idea, atto menzionato o intento dichiarato nel racconto è da considerarsi proprietà dell’autore che ne detiene i diritti e non implica, per tanto, rispecchi le idee dei blog ospitanti.
Buona lettura ❤
Shio

Oggi apriamo la dodicesima finestrella del Calendario dell’Avvento ideato dal blog il mondo di shioren che ringraziamo ancora per la splendida idea che ha avuto.  Ãˆ già stato detto, l’altra volta, che Centoquarantadue è un unico blog con due anime, un Lui e una Lei. Io sono il Lui, che adora Lei. Scrivere insieme ci […]

The Xmas Carols: Sorpresa di Natale

Buon Natale a me â™¥

Qualche settimana fa, ho visto questa raccolta di foto molto particolare e me ne sono letteralmente innamorata! 😍
Così ho fatto l’ordine e dopo settimane di lunga attesa, eccolo infine tra la mie mani: per un’appassionata del Giappone e dei manga/anime, è davvero un piccolo gioiello. ♥
Avrei potuto incartarlo e metterlo sotto l’albero, ma… non ce l’ho l’albero! 🤷‍♀️ 😅
Eccovi alcune immagini: