Ethel Frost e il sussurro del bosco.

Ciao a tutti, amici!

Oggi vi parlo di una illustratrice, autrice dal talento smisurato: Victoria Francés.

Qualcuno di voi la conosce?

È un’artista di grande talento e le sue opere sono illustrate in modo impeccabile.

Per anni ha deliziato noi lettori/appassionati con storie in perfetto stile gotico: vampiri, sirene, pittori maledetti, nessuno è stato risparmiato e ogni sua storia è risultata un mix perfetto di dark art e racconti noir.

Negli ultimi anni, però, si era dilettata in tutt’altro genere, il suo tratto era cambiato e, sinceramente, ai miei occhi aveva perso in qualità. Ed è per questo che ora sono così emozionata del suo ritorno nel suo genere preferito e lo fa con una storia oscura che parla di rinascita.

Edito da Rizzoli Lizard, Ethel Frost e il sussurro del bosco parla di caccia alle streghe, di una terra ormai morente che attende di rinascere attraverso la sua musa. 64 pagine di emozione, sussurri, illustrazioni mozzafiato…

La sinossi: Sotto i detriti del tempo giace un dolore che non trova consolazione… I ricordi si nascondono, sepolti in una terra morente eppure ancora attraversata da un alito di vita con cui cercherà di farsi sentire. Ma la salvezza richiede di riesumare le ombre del passato, per elevare lo spirito al di sopra delle sue ferite e rinascere alla luce di una nuova alba. La foresta desidera invocare la musa dei suoi sogni; tesse la sua corona in attesa del suo ritorno.

Per tutti gli appassionati del genere e del bel disegno.

Di seguito, alcune foto personali fatte alla mia copia.

Buona lettura.

Shio. ❤️

Citazione #47

Questa citazione potrei usarla il giorno che concluderò la stesura del nuovo romanzo, ma tranquilli, quel giorno non è oggi…non ancora <.<

Questi passi non sono i miei!

Ognuno di essi appartengono a chi mi sta sostenendo in questa battaglia!

[Mitani – Brave Story]

Piccola segnalazione “filmosa” #3

UDITE UDITE!!

Come sapete, non guardo la tv da un po’, se non in rarissimi momenti e cioè a ora di pranzo e cena, perché è accesa, ma è così che sono venuta a conoscenza che domenica, su Paramount network, va in onda uno dei film più strepitosi che ho visto negli ultimi anni: 21!

Vi ho parlato di lui nel lontano giugno 2018, in quel periodo stavo ripercorrendo la filmografia di Jim Sturgess (attore che amo follemente) e, quando mi sono imbattuta in questa pellicola, ammetto che sul momento ero indecisa se guardarla o meno, poi ho visto gli altri interpreti e mi sono detta: questa dev’essere un piccolo capolavoro e non mi sbagliavo!

Ovviamente i gusti sono personali ma, se non avete nulla da guardare domenica sera, sappiate che alle 21:10 (minuto più minuto meno), su Paramount network (canale 27 se non erro), c’è un film che merita tantissimo. ❤

Per altre info, vi invito a dare un occhiata anche alla mia mini recensione che potete leggere cliccando -> QUI.

Buona visione.

Shio ❤

Piccole gioie

Come sapete, tra le mie tante passioni, c’è anche il disegno che è stato brutalmente messo nell’angolo dalla mia malattia agli occhi, ma questa “balenga” (come diremo qui in Piemonte), non è una presenza costante, a volte è appena un fastidio che quasi non ci badi, altre, è così presente che ti viene da piangere solo a tenere gli occhi aperti e a osservare come il mondo intorno a te è distorto dai suoi sintomi.
Tutto questo, finché non si manifesterà in modo serio e poi… ciaone!
Ma non voglio parlarvi di queste brutte cose tristi, oggi voglio condividere con voi una piccola gioia!
Ieri ho pubblicato su Twitter il mio disegno colorato con gli acquerelli: i miei occhi non erano particolarmente capricciosi e la mia mano era abbastanza ferma così mi sono cimentata dopo anni che non tenevo in mano un pennello e ho postato il tutto. Essendo una fan art di Good Omens, ho taggato il buon Sheen che ha commentato il mio disegno mandandomi in arresto cardiaco per una manciata di secondi! xD

Ecco il disegno incriminante, spero vi piaccia. ❤

Aziraphale – Good Omens

Potete trovare il testo del tweet cliccando su: “tweet al cardiopalma“. x°D

Buon inizio settimana a tutti.

Big kiss.

Shio ❤

Comunque vada…

Con questo titolo, mi verrebbe da scimmiottare il motto di Chiambretti in un vecchissimo festival di Sanremo, ma non credo che il mio romanzo “sarà un successo”, come diceva lui…però, sicuramente, ha avuto due padrini/suggeritori speciali che quando ho avuto bisogno di un consiglio o più semplicemente di una conferma, sono stati così gentili da rispondere a un mio tweet di aiuto e questo vale più di centomila milioni di copie vendute! (anche se, toccare quella cifra, non mi dispiacerebbe heheheh 😉 ).

I due “padrini” sono un attore e uno scrittore di cui ancora non vi dico nulla, perché potrei sempre decidere all’ultimo secondo di cestinare tutto il lavoro di questi mesi e non fare più niente… eh sì, c’è questa possibilità ed è uno dei motivi per cui non parlo mai nel dettaglio con ampio anticipo dei lavori ancora in corso, ma credetemi se vi dico che non vedo l’ora di dirvi di più, di svelarvi la location, il titolo, la trama… io credo in questa storia complicata e spero che, semmai vedrà la luce, ci crederete anche voi. ❤

Per ora non è ancora il momento di parlarvi del mio piccolo, ma spero di farlo entro la fine dell’estate. ❤

Un abbraccio di cuore.

Shio (Anna Esse)

L’Altra Me ~ recensione

A più di un anno dalla mia richiesta, ecco giungere quasi per miracolo questa recensione che mi ha regalato una fresca ventata di ossigeno. In questi giorni mi sto mettendo ancora più in dubbio, mi succede di continuo e, quando sono quasi a conclusione di un nuovo lavoro, la pressione aumenta e, con lei, ma mia autocritica distruttiva.

Leggere di questa recensione, mi ha dato sollievo e sono felice che sia arrivata a distanza di così tanto tempo, perché è stata una vera sorpresa e, questo, la rende ancora più speciale.

Grazie al blog Io amo i libri e le serie tv per aver letto e recensito “L’Altra Me” e ora, vi invito a gustarvi il loro blog e, se volete, leggere cosa hanno pensato del mio romanzo, cliccando sulla parola: “QUI“.

Buona lettura. ❤

Shio.

C’era una volta, la mia prima volta…

C’è sempre una prima volta per tutto, giusto? I primi passi, la prima parola, il primo bacio… e questo elenco potrebbe andare avanti all’infinito ma, tranquilli, non lo farò ne, tantomeno, ho intenzione di raccontarvi della mia “prima volta”, no. Vi voglio parlare della mia “prima volta con i manga”, una passione con la quale, proprio in questo mese di luglio, ricorre il mio venticinquesimo anniversario.

Sembra una vita fa, ma se vedo la mole di materiale accatastato ovunque in casa, effettivamente non faccio fatica a crederlo… 👀❤️

kappa Magazine n.49luglio ’96

È iniziato tutto da lei, la copertina del n. 49 del Kappa Magazine, c’è qualcuno qui che sa di cosa parlo?

Temo di no, ebbene tanti anni fa, la Star comics, una casa editrice bolognese nata delle ceneri della defunta Granata Press, incominciò la sua avventura nell’editoria grazie a 4 giovani appassionati, i Kappa Boys. Quest’ultimi avevano adottato lo stile di pubblicazione nipponica che consisteva in alcune testate che proponevano (e propongono tutt’ora) albi monografici e poi c’erano le riviste dette contenitore dov’era possibile leggere diverse storie al prezzo di una e il Kappa Magazine era a tutti gli effetti, la rivista ammiraglia, il cuore della Star comics che, ahimè, smise ufficialmente di battere nel dicembre del 2006 col numero 173. Avete capito bene, per ben 173 mesi, cioè 14 anni, mese dopo mese questa magnifica rivista ha fatto compagnia a un gruppo di appassionati molto ristretto dell’epoca (a quel tempo in molti ignoravano persino che i “cartoni animati” fossero spesso tratti da fumetti, ossia i manga). Il Kappa e l’editoria cartacea in generale, erano l’unico modo per noi di avere informazioni sul made in Japan in un mondo dove internet non esisteva ancora e vi assicuro che era molto amato.

Ma poi ci fu l’avvento di internet, i manga iniziarono ad andare di moda e sempre più titoli si affacciarono in Italia dal Giappone. La gente non era più disposta a spendere una cifra irrisoria (5000/6000 lire) per una rivista su cui, magari, leggevano con interesse solo due storie su 5 e quindi, sempre più persone hanno iniziato a lamentarsi, le vendite sono calate anche grazie alla concorrenza: più serie da leggere, meno soldi a disposizione e diversi tagli per scegliere cosa seguire e cosa no e alla fine, le riviste contenitore come il Kappa Magazine hanno capitolato.

A mio parere personale, è un peccato. Per me avere in un’unica soluzione: news, contenuti, posta e, soprattutto, più storie, non dispiaceva, anzi… ma il progresso va avanti con le sue regressione e i suoi tagli e così titoli come Express (diventato anche lui monografico), Kappa Magazine, Yatta!, Man-ga e Shogun, si sono trasformate o, semplicemente evolute.

Che fine hanno fatto i vari manga al loro interno?

Beh, molti di loro sono stati ristampati dal capitolo 1 in volumetti monografici mentre, altre serie, sono semplicemente scomparse insieme al nome della rivista o, peggio ancora, della casa editrice che nel tempo ha chiuso.

Titoli ora molto affermati come, a esempio, “One Piece“, “Magic knight Rayearth” (la versione anime s’intitolava “Una porta socchiusa ai confini del cielo“, potete leggere la mia recensione cliccando QUI), “Yu Yu hakusho” (Yu degli spettri in Italia), “Capitan Tsubasa” (Holly e Benji) o “Ghost in the shell“, sono arrivati in Italia grazie a questo genere di riviste, ma anche altre piccole chicche che magari sono meno conosciute, ma che rimangono degne di nota come “Oh, mia Dea!“, “Kenshin – samurai vagabondo“, “Rookies” di Masanori Morita (recensione, QUI), “Shin angyo onshi” (di cui ho già parlato in questo articolo -> CLICCA) e qui mi fermo!

Sicuramente in molti hanno sottovalutato il potenziale delle riviste contenitore, ma è anche vero che serie troppo lunghe come appunto One Piece (un esempio su tutte), se lette al ritmo di un capitolo o due al mese, ci avremo messo anni per leggere un tankobon (volumetto monografico in giapponese)! x°D

Sailor Moon n.11aprile 1996

Tuttavia, rimango legata a questo formato da una profonda nostalgia. I pomeriggio passati a leggere e sognare fantastiche avventure, sono un dolce ricordo per me, un genere di emozione che poi, nel tempo e con una richiesta di mercato sempre più ampia, ha un po’ perso di originalità. Questo non significa che non amo più il mondo dei manga, ma semplicemente che l’editoria ha un po’ cavalcato l’onda e ha iniziato a pubblicare in Italia un po’ di tutto e anche tanto trash su cui prima non puntava nessuno.

Ma le mie nozze d’argento col mondo dei manga non è determinato soltanto dalla rivista Kappa Magazine. Quel mese, acquistai in edicola anche un altro manga, un monografico di cui, ovviamente, ignoravo l’esistenza finché non sono stata letteralmente catturata dalla delicata bellezza della copertina e dai suoi colori, questa, la cover n. 11 della prima versione del manga di Sailor Moon.

Direte, ma è datato aprile e non luglio!
Ebbene, il destino o più semplicemente il mio edicolante poco sveglio, non aveva fatto il reso e aveva lasciato quel volumetto in vista tra i manga usciti e io l’ho visto e acquistato…è stato amore a prima vista! ❤

E voi?

Per ogni passione c’è stata una prima volta, la vostra qual è stata?

Big kiss.

Shio ❤


Riflessioni e paure

Ciao, ti capita mai di sentirti bloccato dalla paura, dai mille scrupoli o dagli infiniti rifiuti?

A me ultimamente sì.

E non mi vergogno ad ammetterlo, perché non c’è nulla di male nel mostrare le proprie debolezze.

Sono ancora un piccolo pesciolino in questo oceano di pubblicazione.
Una creatura che sta cercando in tutti i modi di farsi strada, di conquistarsi un posto nel tuo cuore di lettore, ma non è affatto facile…
Mi manca l’intraprendenza e la sfacciataggine (in senso buono ovviamente, non voglio offendere nessuno) di alcuni autori self.
Non sono mai stata una persona carismatica, non ho mai brillato per una qualità o un dono, ma ho sempre cercato di stare al passo con tutta me stessa.

Come ogni autore che ama ciò che ha scritto, desidero solo far conoscere e amare i miei personaggi, i miei mondi, le mie storie ma, ogni volta che devo contattare un blog per presentare il mio lavoro, mi blocco!

Ormai ho perso il conto delle volte che ho scritto e poi cancellato email o messaggi per una richiesta di collaborazione e sai perché?
Non per mancanza di fiducia nei miei romanzi, possono non essere perfetti e, come qualsiasi cosa a questo mondo, possono piacere oppure no… No, ciò che più mi frena è il rifiuto in quanto autrice di “serie B” o C… facciamo Z, anche se non esiste! 

Perché mi è successo troppe volte da quando ho iniziato quest’avventura e sono ormai satura. Ho passato la mia vita a essere guardata con riluttanza a causa del mio aspetto e vedere che questo sta accadendo anche ai miei lavori… Beh, fa male!

Sbaglio?

Cosa ne pensate?

Con affetto.

Anna Esse