Buon 8 marzo: un’altra storia.

Buongiorno e buon 8 marzo a tutte!
Questa data è legata a tanti avvenimenti storici importante e “frivoli”, uno su tutti, il festeggiamento eccessivo e lo spogliarello 😅.

Quello che in molti non sanno o che semplicemente ignorano è che la data 8 marzo è anche legata al “suffragio universale” a favore delle donne, cioè il diritto di voto e di candidarsi in politica che fino a quel momento era prerogativa degli uomini, ma c’è di più… Sempre a quella data, fu abbinata una tragedia avvenuta nel 1911 a New York, difatti il 25 marzo dell ’11, la Shirtwaist Company, una fabbrica che produceva abbigliamento, camice nello specifico e dove lavoravano soprattutto emigranti italiani e ebrei, prese fuoco. Essa era situata negli ultimi tre piani di una palazzina da dieci e, diverse persone morirono saltando dalle finestre nella speranza di mettersi in salvo. In quell’occasione ci furono 146 vittime tra uomini e donne.


Per restare invece in tema con la linea del blog e c’entra poco con i “festeggiamenti” dell’8 marzo, sempre in questo giorno in cui si ricorda a tutte le donne di essere donne (strano, perché dovrebbe essere così 365 giorni all’anno), morì uno dei simboli più importanti e “fedeli” del Giappone: Hachikō.

Qualcuno conosce la sua storia? Mi sembrerebbe impossibile il contrario ma, se proprio non sapete di cosa stia parlando, vi consiglio di guardare il film omonimo con Richard Gere che, per quanto non è propriamente fedele alla storia originale, rende comunque l’idea. Ebbene, l’8 marzo 1935 all’età di 12 anni, il dolce cane di razza akita Hachikō, morì di filariasi mentre attendeva inutilmente il ritorno del suo padrone alla stazione di Shibuya (luogo dov’è stata eretta una statua che la rappresenta in suo onore), un’attesa che durava da 10 anni.

Lo dico tutti gli anni e so che molti mi odieranno per questo ma ricordatevi:
1) Una donna è donna sempre, non solo una volta a l’anno perché così è stato stabilito (un po’ come il discorso della festa dei nonni e similari).
2) Una donna non ha bisogno di una data per ricevere un riconoscimento fisico, rispetto o affetto.
3) La ricorrenza della festa della donna, non è una cosa stupida come una pizza tra amiche e un paio di addominali che ballano a cui strusciarsi per una notte… questo genere di festeggiamenti, fanno solo apparire misero e inutile tutto quello scritto sopra.
Non dico che non si debba festeggiare… poi quest’anno in teoria neanche si può, dico solo di non sminuite con le vostre azioni “frivole” quello che è essere davvero una donna e il valore e il significato che c’è dietro questa festa: lotta ai diritti, tragedia e “fedeltà”.
Ok, fine della predica anche quest’anno. 😉
Buon 8 marzo donne! ❤

Shio.