Il Natale del passato…

Tra una chiacchiera, una risata, una pettola del dopo cena, una tombola e una partita a 7 e mezzo, si arrivava a mezzanotte, ci si faceva gli auguri tagliando il panettone e, i più grandi (mio padre solitamente), brindavano, mentre gli altri, si ubriacavano di acqua perché, a casa mia, non si usavano le bevande extra come Coca cola o aranciata, sempre per lo stesso motivo dei regali, per cui… acqua e felicità per tutti! Mia madre compresa, dato che non poteva bere alcool.

Dopo i festeggiamenti, c’era chi continuava a giocare, soprattutto tra noi fratelli e chi andava a dormire o, semplicemente, era stato spogliato di tutti i suoi soldi e non poteva continuare il gioco.

Ricordo che l’indomani mattina, facevamo la conta per vedere chi aveva vinto di più: era divertente…

Se qualcuno dovesse chiedermi: cosa ti manca del Natale del passato, non direi i regali o i parenti, ma l’armonia della famiglia… non c’erano estranei tra noi, eravamo le stesse persone che condividevano quella casa per gli altri restanti 364 giorni all’anno eppure, era tutto così diverso e bello.

Quei giorni, ormai non esistono più.
Mia madre non c’è più e con lei, se ne sono andate le tradizioni culinarie.
Non ci sono più le risate dei bambini, ormai siamo diventati tutti (chi più e chi meno) degli adulti tristi e malinconici.
Non ci sono più decorazioni… perché il mio cuore ancora ferito non me lo permette e, forse, non me lo permetterà più…

Ma, il Natale c’è, esiste e io spero che un giorno, riuscirò di nuovo a farlo entrare nel mio cuore per permettergli di riscaldarmelo come faceva un tempo.

Nella mia infanzia, il Natale non era solo cibo, tradizioni e giochi, era anche film tv e cartoni animati!
C’era il classico che ancora ora detiene il monopolio della televisione mondiale durante le festività natalizie: “Una poltrona per due”, non mancava mai! xD

E poi “Il flauto a sei puffi“, “Buon Natale Charlie Brown“, “Asterix e Cleopatra“, “Le dodici fatiche di Asterix“, “Asterix il gallico“. O, ancora, i classici Disney che al tempo concedevano alla rai di mandare in onda “Dumbo“, “Pomi d’ottone e manici di scopa” (uno dei miei film cult in assoluto), o “Alice nel paese delle meraviglie“.

E poi c’era un film giapponese che amavo alla follia e di cui si sono letteralmente perse le tracce: “Il lago dei cigni” della famosa Toei Animation che ripercorreva, sulle note del famoso e omonimo balletto di Pëtr Il’ič Čajkovskij, la storia della sfortunata principessa tramutata in cigno da uno stregone malvagio e del bel principe che tenterà in tutti i modi di salvarla…

Si attendeva il Natale anche per questo.

Per guardare qualcosa in famiglia, farsi due risate…

Perché, a Natale, mio padre ci concedeva di guardare i cartoni animati insieme (era lui a monopolizzare la tv, esattamente come ora)… come una famiglia. Ecco, se ci penso bene, forse questo era una sorta di regalo: concedere a noi piccoli di casa, di scegliere cosa vedere in tv quel giorno in particolare… una cosa sciocca per molti ma che, ai nostri occhi, ai miei occhi di bambina, acquisiva un valore inestimabile.

E voi?

Che ricordi avete del vostro “Natale del passato”?

Raccontatemi il vostro, se vi va.

Un abbraccio sincero.

Shio.

20 pensieri su “Il Natale del passato…

  1. Asterix per natale era una cosa meravigliosa. Ok, davano già allora “Una poltrona per due”, appuntamento fisso, però era ancora un film nuovo o quasi.
    Ricordo anche la saga di Fantaghirò (a pensarci potrei aver iniziato lì ad amare il fantasy? Può essere).
    Per il resto, da noi Natale non è mai stato regali (c’era S. Lucia, per quello), ma il pranzo dai nonni e se quello dalla materna era intimo (di solito alla vigilia – come tuttora avverrebbe se si potesse) con 6-7 persone, quello dai nonni paterni era un po’ più caotico, essendo in 6 fratelli, sposati/fidanzati/cugini… un casino. E ci andavo volentieri solo per vedere mia cugina (attualmente la mia commercialista, mannaggia a lei) per raccontarci chissà che cosa e, magari, giocare a monopoli con la zia più giovane.

    No, non tornerei indietro per certi aspetti, ma in altri era davvero un altro mondo… e bello! 🙂

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    • Fantaghirò l’ho sempre odiato. xD
      Io non ho mai conosciuto i miei nonni, sono tutti morti prima della mia nascita eccesso mia nonna paterna che, però, era in puglia, per cui, la si vedeva un paio di ore all’anno. Probabilmente, se avessi avuto in nonni qui a Torino, anche noi avremo fatto qualche rimpatriata con nonni e cugini.
      In molti abbinano Santa Lucia e San Nicolò ai regali, oppure Santa Chiara (se non erro..o forse era Santa Caterina? Oddio xD), ma a casa mia, non c’era Santo che teneva, i regali non si vedevano e basta! x°°D

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  2. Ciao carissima! 😘 Che emozione fortissima mi hai fatto viaggiare con la mente nella mia infanzia, quando la sera della vigilia veniva mia cugina a cena e guardavamo insieme i programmi natalizi, i cartoni, poi si rideva insieme a mio padre che è un gran burlone 😊 io non vedevo l’ora di aprire i regali e ogni tanto andavo a sbirciare sotto l’albero. ❤️❤️❤️ A pranzo il giorno di Natale veniva mio zio e mamma preparava le lasagne! ❤️

    A volte non mi sembra vero che è trascorso così tanto tempo e mi commuovo ❤️😊

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    • Credo che i ricordi siano una parte importante e preziosa di noi che, a volte, ci possono dare la forza di andare avanti. Questi ricordi, mi stanno evitando di chiudermi a riccio e di essere comunque positiva.
      Sono felice che il mio racconto dal passato, ti abbia emozionata… stringere queste emozioni al petto e sentirle ancora vive nelle mani, è meraviglioso. Almeno, per me è così. ❤
      Buona serata. ❤

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  3. fino all’età di 11 anni io non ho mai festeggiato il Natale, né i compleanni, per una fede che avevano i miei genitori…
    però, dopo mi sono rifatta, e il Natale è diventato sinonimo di festa e parenti e mangiare… a casa dei miei si imbandiva un pranzo che non finiva più…
    Quando mi sono sposata ho ereditato io la tradizione e a Natale eravamo tutti a casa mia (genitori/suoceri/sorella e cognata… a volte qualche zio, dipendeva dai vari inviti)
    Negli ultimi anni per varie esigenze abbiamo dovuto cambiare ancora e quest’anno saremo solo noi 4.
    Per me il Natale è sempre stata l’occasione di ritrovarsi, di fermarsi, di interrompere la routine… una vera benedizione!
    ps: Le pettole, le mangiamo ogni anno in Puglia, durante le sagre le fanno spesso e sono buonissime…

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  4. La felicità non ha prezzo, e se la ricordi con amore questa festa del passato è perchè la felicità di quel momento è stata la migliore vincita.
    Sapessi quante volte mi rifugio nelle feste dell’infanzia, della giovinezza…la mia famiglia era tutto per me.
    Ora sono io che creo la famiglia per mia figlia.

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