Terra

il mondo di shioren Sembra che ora, parlare del Pianeta vada di moda:  ne parlano a scuola, per le piazze, al telegiornale, sui social e in politica. Avete notato? Prima parlavano di emergenza emigrati, ora di emergenza ecologica planetaria… non vi sembra tutto così ipocritamente calcolato? Certo, con questo non voglio dire che quello che sta succedendo non esista o non meriti la giusta importanza, voglio far solo  notare come alcune persone sono brave a girare quello che ci sta più a cuore per acquisire consensi. Questo non è un blog a sfondo politico, per cui non ho intenzione di fare il nome del politico che proprio oggi al Tg2 ha menzionato questo “problema” tra le priorità del nuovo governo, ma permettetemi di esprimere il mio disgusto a riguardo.

Io sono per un pianeta più sano e difatti, faccio la mia parte da brava cittadina, facendo la raccolta differenziata, non abusando dell’auto, non sprecando l’acqua e non usando il condizionatore (anche perché non ce l’ho). Per cui mi sento in dovere di esprimere la mia a riguardo e vedere questi enormi movimenti di massa magistralmente supportati dai media, mi lasciano al quanto perplessa, ma mai, quanto le parole udite da un ragazzino straniero che era lì a protestare in piazza. Cito il senso del discorso: “Oggi scendiamo in piazza a difendere il nostro pianeta. Dobbiamo rimediare agli orrori creati dalle generazioni prima di noi”.

Il bambino in questione avrà avuto una decina di anni, dodici al massimo. Era un bambino paffuto e ben vestito, insomma il ritratto classico di una generazione benestante, cioè quella attuale. Ora, quello che mi chiedo è: a quale il mondo di shioren generazione si riferiva di preciso? No perché, prima di questo periodo di pseudo pace mondiale ci sono state guerre che hanno coinvolto l’intero globo e, nei dopo guerra, la gente faticava ad avere un pezzo di pane, per cui, a quale generazione farebbe riferimento il fanciullo in questione che, come minimo è il classico ragazzino che i genitori accompagnano in auto fino alla porta della scuola? Che cosa ne sa davvero questo ragazzino delle generazioni passate? Io ricordo che, quand’ero piccola, c’era il latte in bottiglia di vetro, poi siamo passati alla plastica e al Tetrapack. Decidere di acquistare una al posto di un’altra, non è stata una scelta obbligata, ma imposta da un periodo di crisi globale dove soldi non ce n’erano e ci si doveva arrangiare. Il boom economico è arrivato e si è esaurito dopo. Ma personalmente, io non me la sentirei di puntare il dito contro qualcuno che ha vissuto la guerra e la fame e dirgli: “ah, tu dovevi usare il vetro anziché la plastica, così uccidi il pianeta!”. O ancora, “Troppi gas di scarico, troppo inquinamento, avresti dovuto usare un modo alternativo di muoverti e vivere”.
E no, non funziona così, non secondo me.
E mi chiedo, quanti di questi ragazzini in piazza, quest’estate, hanno acceso il condizionatore a palla perché soffrivano il caldo? Quanti di questi maestri, genitori esaltati, prendono la macchina anche per andare a prendere il pane sotto casa? E’ facile puntare il dito e giudicare… Le generazioni passate non avevano scelta. Noi si, ma quanti davvero lo fanno e quanti aprono bocca solo per darci fiato?
I ghiacciai si assottigliano, ma se la smettessero di andarci a scarpinare su per divertimento con tutte le loro attrezzature super tecnologiche… se la smettessero di punzecchiarlo e sezionarlo ogni 3×2 con la scusa di monitorarlo, forse aiuterebbe, no?
Le foreste bruciano!
Sapete cosa coltivano sugli ettari di foresta bruciata?
Soya. (fonte Geo Magazine rai3).
Quanto è aumentata la domanda della soya nel mercato negli ultimi decenni? Una volta, ai tempi della “generazione precedente” tanto disprezzata dal bambino, non c’era tutta questa grande richiesta, ora tra vegani, intolleranti, allergici, vegetariani e gli idioti che pensano che non mangiando carne, ma solo verdura, si dimagrisce, hanno fatto crescere la richiesta e i produttori hanno dovuto improvvisare nuovi campi per produrre e rispondere, così,  alla richiesta sempre più alta di soya sul commercio e questo è solo uno degli esempi.
Non voglio puntare il dito contro nessuno.il mondo di shioren
Io, della “generazione precedente” a quella di quel bimbetto tedesco o forse austriaco, ora non ricordo, non punto il dito contro nessuno. Perché riconosco i miei errori e le mie limitazioni, ma ora, puntare il dito contro chicchessia eccetto se stessi è, a mio avviso, un errore. Siamo tutti complici di questo “omicidio globale”. Noi per primi, con le nostre scelte, abbiamo staccato la spina al macchinario che teneva in vita la Terra e continueremo a farlo perché a parole sono buoni tutti, ma i fatti sono un’altra cosa… sono tutti così, nessuno escluso.
L’essere umano è la creature più infida e bastarda del pianeta e lei troverà sempre il mondo per aggirare il problema anche davanti a divieti. Prendente ad esempio la lotta decennale di Green Peace contro il bracconaggio delle balene nel mar del Giappone. E’ mai servito a qualcosa? Sono forse mai riusciti a fermare questa mattanza nonostante anni e anni di interventi e denunce? No, in Giappone le balene continuano a morire.
E così anche la Terra.
Se la sopravvivenza del pianeta dipende dal cuore degli esseri umani, ha già un piede nella fossa! E non lo dico perché sono pessimista, ma perché l’essere umano è fatto così…ma spero con tutto il cuore di essere smentita.
Però fatemi fare un appello ai media: Smettetela di intervistare ragazzini esaltati che parlano manco fossero i protagonisti di un videogioco, questa è la realtà e prima se ne accorgono e meglio è! A me non piace sentire quelle parole rivolte con tanta, troppa superficialità. Quelle parole vanno rivolte alle giuste persone specificando, non al singolo individuo che ha faticato sempre nella vita per salvaguardare “la vita“. Quelle persone, non si meritano il dito puntato contro. I miei genitori, i miei nonni e i genitori dei miei nonni… non sono queste le generazioni che hanno devastato il mondo, loro hanno solo trovato il modo di sopravvivere a tutto quello che li circondava. I veri devastatori, siamo noi, quelli di queste generazioni. Noi che possiamo fare una scelta che a loro non era concessa, ma che poi devono dimostrarla coi fatti e non solo scendendo in piazza per saltare un giorno di scuola. Nessuno dovrebbe giudicare nessuno senza aver prima giudicato se stessi”.

Ecco una risposta meno soft della mia data direttamente da un giornalista, è bello vedere che non sono la sola a essersi indignata per come sono stati trattati “i nostri padri”.
(il link è preso da facebook – fonte Marco Carinci):

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Peace & Love

Shio

11 pensieri su “Terra

  1. Pingback: Terra — il mondo di shioren – Evaporata

  2. L’articolo complesso articolato molto dettagliato sarebbe quello che avrei voluto scrivere se non fosse che io tendo a scrivere pochi flashes.
    Anche io ricordo sono nate nel 1953 a Torino e ho vissuto sempre nelle grandi città Eppure ricordo che latte si andava a comprare con la bottiglia e che le stesse bottiglie di vino o di birra o di qualsiasi altra cosa avevano un deposito che ti veniva restituito quando restituire la bottiglia.
    A Torino nei grandi palazzi la differenziata c’era già perché nel ballatoio di ogni singolo appartamento c’era uno sportelletto che con vegliava l’umido in un grande cassone che stava nelle cantine e veniva svuotato di tanto in tanto.
    I portieri e negozianti per obbligo dovevano tenere pulita tot metri di strada.
    Insomma per molti versi il cosiddetto Progresso economico ha portato i danni che ci ritroviamo. I grandi potentati economici sono i veri responsabili non i nostri padri e non mi sento di esserlo in buona misura neppure io applico di mia sponte molti accorgimenti.
    Grazie dell’ospitalità.

    Shera

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  3. Bel post, concordo su molte cose che hai detto.
    E’ un argomento difficile nella sua drammaticità, spero però che davvero i giovani (che per me non sono quelli di questa generazione) possano iniziare a credere che qualcosa vada fatto…..mettendo da parte ciò che noi genitori abbiamo spesso predicato e mai fatto.

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  4. Mia cara Amica e Coetanea, non posso far altro che condividere le tue parole.
    Posto che credo che Greta sia un fenomeno costruito a tavolino, fa comunque piacere sapere che una giovane si sia messa in motoo per rimettere sui giusti binari il clima, mobilitando le masse nel mondo. Tanto di cappello.
    Personalmente, a casa, che ogni volta che esco, spengo il computer, la mattina evito di tenere l’acqua aperta troppo quando mi lavo, ed aprirla al momento opportuno quando mi faccio la barba, e faccio la raccolta riciclata; faccio lo stesso quando esco dall’ufficio, spegnendo il PC; differenziando il materiale e, quando il sole inizia a tramontare presto, e in ufficio si accende la luce, quando esco spengo anche quella. A questo proposito, non capisco perché in momenti in cui c’è ancora la luce solare, la gente accenda comunque la luce. Che poi si tratta di neon, e non delle classiche luci a lampadina.
    La lettera indignata che hai citato è molto bella ed interessante. 🙂
    Il fondatore dello scoutismo, Baden-Powell, in uno dei suoi libri scriveva: “Cercate di lasciare il mondo un po’ migliore di come l’avete trovato” Io il mio contributo l’ho dato, e lo continuo a dare.
    Un abbraccio ❤

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    • Grazie per il bel commento. Su Greta la penso come te in tutto e per tutto. È uno strumento nelle mani di qualcuno di molto più grande e importante. Quello che trovo irritante, l’ho spiegato ampiamente nel post, per cui non mi resta che dire: “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”. Io non ho la presunzione di lanciarne alcuna, perché sarei un’ipocrita, ma quante delle persone coinvolte in questo caos di scioperi, pianti e grida, possono dire davvero il contrario? 😉

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