Una storia crudele

“La mente umana può subire metamorfosi davvero misteriose e impensate. Quella stanza diventò ben presto il nostro regno, il mondo speciale dove non esisteva nessuno all’infuori di noi”.  [Ubukata Keiko]

“Una storia crudele” di Natsuo Kirino è quel genere di libro che, una volta il mondo di shioren
concluso, continui a pensarci e a rimuginarci su perché percepisci che c’è qualcosa che ti sfugge… che non quadra. Questa è la sensazione che ho provato io quando ho terminato la lettura e devo ammettere che, nonostante siano passati tre giorni, ancora ci sto pensando. Si perché tutto quello che viene narrato alla fine viene messo in discussione e non capisco fin dove arriva la realtà e dove si spinge la menzogna.
E’ un libro che racconta una storia attraverso un manoscritto che il marito della protagonista trova nel pc della moglie quando quest’ultima sparisce senza lasciare traccia. In questo manoscritto, la donna che in realtà è una scrittrice, racconta un esperienza vissuta a 10 anni quando fu vittima di un rapimento che la tenne lontana da casa per un anno intero.

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