CD dove sei?

Ciao a tutti, come state? Qui a Torino continua a piovere ma, per ora, non sembra aver fatto danni evidenti come in altre parti d’Italia.

In questi giorni ho avuto una rivelazione! Probabilmente, per molti di voi è come aver scoperto l’acqua calda, ma personalmente non mi ero minimamente accorta della cosa finché non ci sono andata a sbattere il naso… ma i cari, buon, vecchi Compact Disk, che fine hanno fatto???

Mi rendo conto di fare una domanda da tardona, ma il fatto è che per anni, ho ascoltato solo sigle di anime o musica giapponese, per cui sono stata lontana dai reparti cd dei vari negozi/centri commerciali, perché tanto non avevano i pezzi che ascoltavo; stesso discorso con la radio. Purtroppo non sono un’amante della musica italiana, anzi, molti degli artisti attuali manco so chi siano e questo ha giocato un ruolo negativo sull’opzione radio e poi stavo bene chiusa nel mio mondo personale. Ero circondata delle cose che mi piacevano e forte della memoria della mia adolescenza nel quale ho conosciuto diversi artisti stranieri che ho apprezzato, amato e conservato gelosamente nel cuore. Artisti come Queen, Guns n’ roses, Cure e la lista è ancora lunga, artisti che ho conosciuto perché a quel tempo, in Italia, avevamo un canale dedicato solo alla musica, quella bella e vera, quella che per me meritava: Video Music e MTV.

La mia testa e le mie conoscenze musicali, salvo qualche rara eccezione, sono rimaste ferme a quegli anni. Ho provato a restare al passo coi tempi, ma non ho mai più trovato artisti in grado di emozionarmi come mi succedeva un tempo ascoltando un pezzo dei Dire Straits o degli Scorpions. Tutto questo per spiegarvi il perché non mi sono resa conto dell’evoluzione, a mio avviso negativa, che ha preso il mondo della musica. Non negativo perché sono contro l’uso degli mp3 o robe simili, ma solo perché io sono all’antica. Io amo perdere tempo a cercare negli scaffali la copertina del cd che mi interessa, amo sfogliare il libretto con foto e testi e questa cosa sta sparendo insieme a tante altre. Il problema ovviamente non sussiste perché, grazie a intenet, quelle cose ormai le trovi a tempo zero compreso il numero di scarpe del cantante, la marca di sigarette del chitarrista e l’ultima volta che ha fatto sesso il batterista. L’era digitale, internet è una gran bella cosa, ma non trovate che ci stia privando lentamente dell’originalità e dell’unicità del singolo individuo/oggetto?

Alcune settimane fa, cercavo su youtube una canzone da usare per il nuovo amv che ho creato per la serie tv Bull che, come sapete, adoro (e da sabato riprende su rai2…yessa!!). Avevo ascoltato, grazie a una pubblicità, una canzone che mi era subito entrata in testa perché adoravo la cadenza vocale del cantante e così, basandomi sui frammenti di testo, sono riuscita a trovarla dopo giorni e giorni di ricerche ed è stato amore!

Entusiasta, ho cercato su youtube altre canzoni e, infine, mi sono imbattuta in un live dove la band dava il massimo con carica ed entusiasmo e il mio cuore ha ripreso a battere. Era una vita che non mi “innamoravo” di una band, che non provassi il desiderio di possedere un loro cd e così, per prima cosa, mi sono armata di pazienza e ho incominciato a cercare nei negozi che ricordavo trattassero compact disk, ma negli anni avevano chiuso…

Non mi sono persa d’animo e sono andata in un paio di centri commerciali scoprendo che i reparti deducati alla musica, erano stati ridotti a un misero scaffale con solo le ultime uscite italiane e un paio di cd dei grandi gruppi del passato come i Pink Floyd o Queen. Perplessa, corro da Mediaworld: niente. Feltrinelli: Idem.

Ora, il piccolo/medio esercente chiede di comprare da loro piuttosto che in posti come Amazon, perché acquistare da loro, aiuti l’economia e il piccolo lavoratore ma, se non fosse stato per Amazon, io ora non stringerei in mani questi cd:

La verità è che per colpa dei furbi, ci hanno rimesso tante, troppe persone! Il mercato nero ha distrutto davvero l’economia. Se tutti comprassimo originale anziché scaricarci anche le mutande con la stampante 3d, forse molti negozi non avrebbero chiuso. Posti come Ricordi, Poma dischi, Fnac sarebbero ancora lì. E il mercato nero non è apparso coi cd, ma già al tempo delle musicassette, trovavi l’omino che ti vendeva la copia contraffatta, per cui non bisogna neanche dare la colpa solo a internet. Il problema è radicato nel dna del genere umano… e, lasciatemelo dire, è davvero uno schifo!

Shio.

Un pensiero su “CD dove sei?

  1. Condivido tutto quello che hai scritto! Personalmente non è che vado sempre a comprare i cd, però posso dirti che alla Feltrinelli che frequento di più a Roma ce ne stanno un po’; non vado più, invece, nei classici negozietti di dischi; quello che prima avevo vicino casa, forse ha anche chiuso, ma non lo so con certezza, visto che sono anni che non lo frequento. Un abbraccio ❤

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