Il timbro del cuore

Questa storia partecipa al XXI contest non competitivo Raynor’s Hall. Il tema estratto per questo nuovo contest è “Timbro”.

Piccola postfazione: Era da tanto che non partecipavo al contest non competitivo e questo mi fa capire quanto lontana sia stata da alcune cose che ho dato per scontato per diverso tempo. Per questo ventunesimo contest o meglio challenge, ho provato a scrivere qualcosa in prima persona, spero vi piacerà. Ma ora vi lascio al racconto:

“Il timbro del cuore”

I miei occhi non smettevano di guardare i suoi. Le sue iridi verdi come lo smeraldo attendevano impazienti una mia risposta eppure io non ero in grado di propinare parola. La salivazione, nonostante stessi mangiando in quel momento, era improvvisamente scesa a zero, le palpebre continuavano a sbattere senza controllo e io a chiedermi se quello che aveva appena detto fosse vero o colpa dei fumi dell’alcool.

Il labbro di Anthony si alzò solo da un lato disegnando un sorriso a metà tra lo sconforto e il cinico, sembrava che il mio silenzio l’avesse messo in difficoltà, ma come poteva pretendere che prendessi seriamente in considerazione una proposta detta in quel contesto? Quel genere di cose si sussurrano appena, magari durante una bella cena a lume di candela, dopo che le nostre labbra si sono magicamente sfiorate e non in un pub pieno di fumo e puzza di frittura e, soprattutto, dopo che ci eravamo scolati una pinta da due litri di birra e io gli stavo rubando le patatine dal piatto. Quella sua uscita mi aveva completamente spiazzata, ero rimasta a fissarlo come uno stoccafisso, con la patatina tra le mani sospesa a mezz’aria come se il tempo si fosse fermato in quel momento, mentre la mia bocca era così spalancata che ci sarebbe potuto entrare un intero sciame di mosche. Ma come gli era venuto in mente poi? No, non era assolutamente possibile che parlasse sul serio. Nessuno è così pazzo da fare una dichiarazione del genere in una situazione così assurda a una persona sciatta e arrogante come me, eppure il timbro della sua voce era dannatamente serio, così intenso da farmi fremere il cuore e permettere alle farfalle nel mio stomaco di spiccare il volo.

«Come immaginavo», riprese abbassando lo sguardo, «ho scelto il momento sbagliato», sorrise passandosi una mano dietro la nuca, ma i suoi occhi non ridevano affatto, anzi, erano vuoti e mi trasmettevano una disperazione infinita. Lo stavo facendo di nuovo, lo stavo ferendo involontariamente, ma cosa pretendeva da me? Ero appena stata mollata dal figaccione di turno, mollata…magari! Non mi ha minimamente presa in considerazione! E lui? Anziché consolarmi, se ne esce con quella proposta?

«Come non detto», mormorò alzandosi, «finisci con calma, io pago e ti aspetto fuori», concluse.

“E ora che gli prende? Fa pure l’offeso per caso? “, pensai irritata, “ma stavolta non attacca, sono satura dei maschietti che fatto quello che vogliono degli altri soprattutto che hanno un bel visino come lui! So che non è carino che la sfogo su chi non mi ha fatto nulla, ma anche provarci per consolarmi non è il massimo!”.

Mi alzai scontrosa, la mia irritabilità sprizzava da tutti i pori e lo raggiunsi: «Perché ce ne andiamo così?», gli chiesi perdendo tutta la foga. Anthony era il mio migliore amico, un fratello, il mio confidente, la mia spalla su cui piangere e la mano a cui aggrapparmi. Non poteva aver agito con tanta leggerezza solo perché gli ho fatto pena, non era affatto da lui e poi, sembrava davvero dispiaciuto ora e, il sol pensiero di ferirlo, mi faceva morire. Avevamo deciso all’ultimo quella uscita proprio perché avevo ricevuto l’ennesima delusione d’amore, lui aveva insistito tanto e poi ha rovinato tutto con la sua lingua lunga oppure sono stata io con il mio caratteraccio? Forse si aspettava che ci ridessi su magari facendo una battuta di spirito, ma non ero e non sono dell’umore più adatto per queste cose. Io voglio una persona che mi ami, che mi stia vicina, non ho voglia di scherzare sull’amore, non più.

Anthony mi fissò la sua espressione era fin troppo esplicita: si stava chiedendo se fossi scema o cosa e istintivamente mi misi sulla difensiva incrociando le braccia sul petto.

«Ok, forse non sono stata l’anima della serata, ma dopo che mi hai invitata avresti potuto almeno essere un po’ più tollerante, non credi?», lo riprendo imbronciata, «ho appena ricevuto una delusione d’amore e tu? Te ne esci con discorsi equivoci? Dovresti vergognarti!”, sentenzio lasciando il locale. Proprio non mi va giù il suo cambio di programma repentino. Ok, forse ho sbagliato a non dargli corda poco fa con quel suo scherzo, ma io non sono in vena e, ancora meno, se si tratta di sentimenti; con quelli non scherzo mai! Mi fermo col nervoso che continua a logorarmi: “devo staccargliene quattro!”, penso furente mentre mi volto per ritornare sui miei passi e lo trovo lì, immobile, che mi osserva silenzioso. Anthony è sempre stato la mia ombra, lui c’è sempre stato ed è per questo che ora mi urta così terribilmente i nervi doverci litigare.

«Scusami non volevo confonderti prima, ho scelto il modo e il tempo sbagliato…», mi dice colmando la distanza che ci separa. Di nuovo quel timbro insolito nella voce, di nuovo quel senso di disagio e le farfalle riprendono ad agitarsi.

«Esatto!», sentenzio orgogliosa, “non potevi uscirtene con una cosa genere mentre sto piangendo per il mio ennesimo fallimento, capisci? È crudele da parte tua provare a consolarmi in quel modo, mi fa solo sentire più brutta e insicura!», continuo facendo sfoggio di tutta la mia acidità. Eppure, in fondo al cuore, sento che sto commettendo un errore, che quello dinnanzi a me non è il solito Anthony e che dovrei provare a fermarmi e riflettere, ma la bocca è più veloce del pensiero e la mia lingua è affilata come la spada di un samurai. Non riesco a stopparmi neanche quando, all’apice della mia sfuriata, gli rinfaccio quanto odiassi la sua ex e come lui cambiava in sua presenza.

A pensarci bene, sono sempre stata esigente con tutti e, soprattutto, con lui che ho sempre ritenuto una persona importante nella mia vita. Eppure, nonostante le grida, le sfuriate e gli attacchi di gelosia insensati, mi è sempre stato accanto, Anthony non è scappato come tutti gli altri, è rimasto al mio fianco; almeno fino a stasera. «Se pensi di chiedere scusa, questo è il momento giusto per farlo!», gli intimo stizzita. Devo farmi vedere forte, nessuno può e deve scalfire la mia corazza, dopo oggi, nessuno potrà più farmi soffrire lo giuro.

Anthony mi sfiora il viso spostando i capelli, il suo sguardo è diverso dal solito, è magnetico e il cuore prende a battere come un pazzo.

I nostri visi sono vicinissimi, sento il suo respiro sulle labbra, è caldo esattamente come le sue mani, poi mi sporgo verso di lui alzandomi sulla punta dei piedi. Le nostre labbra si sfiorano mentre i nostri sguardi continuano a cercarsi. Sorride imbarazzato e riaccosta le labbra alle mie e, questa volta, il contatto è più intenso del precedente. Mi prende il viso tra le mani, dischiude la bocca e sento la lingua morbida e calda di Anthony bussare sulla mia in attesa che la lasci entrare. La mente si annebbia e, prima che me ne accorga, le mie labbra sono già incollate sulle sue mentre le nostre lingue danzano tra sospiri e intrecci. Quando ci scostiamo ho il viso in fiamme e la testa che gira, mi chiedo se sia lo stesso per lui, ma non oso guardarlo in viso, così decido di nascondermi nel suo petto mentre, con le braccia assicuro la sua vita sottile contro la mia.

«Posso tenerti con me?», mi sussurra all’orecchio e a me viene da piangere, non solo perché ha civettato la battuta di uno dei nostri film preferiti, ma perché questa volta mi sembra tutto più vero ed emozionante.

Il timbro della sua voce è diverso, più partecipe, sento che questa è la volta buona e alzo lo sguardo alla ricerca di quei splendidi smeraldi che sono i suoi occhi, gli sorrido mentre percepisco gli occhi riempirsi di lacrime e rispondo: “Si”.

Scorgo sorpresa e commozione nel suo sguardo, non risponde ma mi stringe forte a sé e questo è la conferma ai miei sentimenti più intensa e spontanea che potessi ricevere. Lui è sempre stato tutto il mio mondo ma, per paura di perderlo, non ho mai fatto nulla per avvicinarmi. “Piuttosto che perderlo per sempre, preferisco restargli amica”, era quello che mi ripetevo da anni, ma poi, quando lo vedevo con una nuova ragazza, friggevo di gelosia.

Respiro il suo petto e l’odore della sua acqua di colonia mi riempie i polmoni: «Ti amo», sussurro felice di poterlo finalmente dire e, insieme, c’incamminiamo nella notte.

 

 

15 pensieri su “Il timbro del cuore

  1. wow mi sto ancora riprendendo… bellissimo, dolce e geniale ^_^
    Adoro come hai interpretato il tema, io non ci avrei mai pensato.
    Adoro come hai fatto cadere lì la cosa e come lui ha esordito (anche se in realtà possiamo solo immagine le sue parole) in un luogo e in una situazione decisamente insolita… solo due grandi amici che si amano e hanno paura di perdersi potevano usare come scenario della loro dichiarazione un pub e un momento tanto particolare ^_^
    Bravissima ❤

    Piace a 1 persona

  2. Pingback: Racconti XXII challenge – Timbro – Raynor's Hall

  3. Non avevo proprio pensato che per “timbro” potesse riferirsi anche alla voce, quindi complimenti davvero per l’inventiva. La storia è molto piacevole e mi piace molto la scena iniziale che hai creato: molto naturale, sentimentale ma anche un po’ divertente. Brava ^^

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