Eden: capitolo 6 (seconda parte)

Indice

Nella piccola stanza della locanda nel villaggio di Picks, i quattro occupanti erano impegnati in una discussione delicata che avrebbe potuto compromettere tutta al missione. Nir, Drena e Lir questo lo sapevano bene, ma non potevano continuare a omettere informazioni importanti o Keith non si sarebbe mai fidato di loro. Dovevano fare quello che doveva essere fatto anche correndo il rischio che l’umano si ribellasse alla loro autorità.

“Tutto quello che ti dirò potrà sembrarti strano, lo so, ma ti prego di ascoltare senza interrompere per ora, ok?” chiese rivolta a Keith che stava per rispondere, ma preferì aspettare che la donna continuasse a parlare e si limitò ad annuire silenziosamente.
“In questo mondo esistono delle regole e delle leggi, queste vengono decise ed applicate da  Kataas-taasan. Esso è l’essere più potente ed importante di Eden” fece una pausa per riflettere meglio come spiegarsi, “ Kataas-taasan è come il vostro Dio sulla Terra solo che a differenza del vostro Dio, il nostro è una persona fisica a tutti gli effetti. Esso è andato in sogno al suo popolo durante una lunga eclissi lunare ed ha parlato ai suoi figli”.
Keith si sforzò di rispettare le pause della donna, ma non riusciva a capire il senso del racconto e, soprattutto, il nesso che avevano quelle informazione con la sua presenza li.
“Qui su Eden non esistono fenomeni naturali come le eclissi di sole e di luna, esse sono il mezzo con cui Kataas-taasan convoca il suo popolo. Ovviamente i comuni esseri umani non possono entrare in risonanza con lui, ma se si possiede un minimo di potere magico che sia naturale o acquisito, allora è possibile ascoltare la sua voce attraverso il sogno” riprese Drena.
Ok e cosa vi ha comunicato?” si lasciò sfuggire Keith in una smorfia poco convinta.
“La sua morte! Kataas-taasan ha convocato il suo popolo attraverso l’eclisse lunare di tre notti fa per chiederci aiuto” rispose la donna passeggiando nervosamente nella stanza. Sembrava non riuscisse a controllare le sue emozioni il che contrastava molto
col suo aspetto sobrio e contratto.
“Continuo a non capire, mi stai dicendo che questo tizio ha il potere di entrare nel sogno di un intero popolo, giusto?
E che ha annunciato a quest’ultimo la sua imminente morte, anzi il suo omicidio, ma io cosa c’entro?” chiese il ragazzo incrociando le braccia sul petto.
Drena sembrava in difficoltà, continuava a spostare lo sguardo in punti imprecisati della stanza e raramente guardava i gemelli elfi che la scrutavano impazienti di poter intervenire.
Perché in quel sogno ci sei anche tu!” rispose infine secca, per quanto si fosse impegnata per rendere il più comprensibile la situazione, non aveva più senso girarci intorno, tanto più che ad ogni parola pronunciata, leggeva la tensione crescere sul volto del ragazzo.
Ehi, ferma! Io non ho intenzione di ammazzare nessuno!” scattò Keith sulla difensiva.
“Ne sei sicuro?” ribatté Nir guadagnandosi un’occhiataccia da parte della sorella.
“Certo, non so come funziona qui, ma nel mio mondo non si va in giro ad ammazzare la gente!” mormorò perplesso, “oddio, ci sono persone un po’ fuori di testa che commettono omicidi o robe simili, ma di solito
sono persone con problemi ed io non sono tra questi”.
Drena sorrise: “Tranquillo, lo sappiamo e poi, anche se fosse, non ti permetterei mai di uccidere il nostro Dio, ti ucciderei prima!” rispose guardandolo dritto negli occhi.
“Ah, grazie!” si lasciò sfuggire l’umano sempre più perplesso, “quindi sono qui perché devo morire prima di commettere qualche sciocchezza? A quel punto non era meglio se mi lasciavate morire nella mia scuola? Vi sareste risparmiati il disturbo di sporcarvi le mani”.
“Non è così!” s’intromise Lir col viso arrossato dalla rabbia, il modo in cui Drena e Nir si divertivano a dare il tormento a Keith la infastidiva, come potevano essere così insensibili?
Certo, in realtàsapeva perché erano costretti ad agire così, ma non poteva non sentirsi in pena per il giovane per il quale provava una fortissima empatia.
Dalla notte dell’eclisse qualcosa è cambiato! Chiunque avesse dei potevi magici ha subito delle mutazioni e alcuni imperfetti si sono trasformati in demoni” prese a raccontare Lir, “
vedi me e Nir, i nostri corpi originari non sono così piccoli. Il vero aspetto di Nir l’hai visto oggi quando siamo stati attaccati, mentre il mio” abbassò lo sguardo, “io non sono minimamente in grado di farlo apparire. A differenza sua, io sembro condannata a restare con queste sembianze” concluse con gli occhi lucidi. Keith stava per rispondere, ma s’intromise Nir: “Per noi Ediani, gli imperfetti sono gli esseri come te che non nascono con poteri magici dalla nascita, ma che possono acquisirla col tempo attraverso dei particolari cristalli o con le magicant”.
“Mostri? Magia? Ragazzi ne sto capendo sempre meno, perché mi state dicendo tutte queste cose si può sapere?” scattò Keith sfinito.
“Nel sogno, quando
Kataas-taasan giace a terra in una pozza di sangue solo io, Nir e Lir abbiamo sentito una voce che diceva – salvate l’imperfetto – ed a qual punto sei apparso tu che guardavi il corpo senza vita del Dio con aria assente” rispose Drena avvicinandosi a lui.
“Solo voi?”.
Si, abbiamo chiesto ai saggi del popolo degli elfi oscuri, ma nessun’altro ha udito quella voce. Quest
o fa pensare che Kataas-taasan ci abbia affidato una missione importante” disse la piccina svolazzando davanti al volto del giovane, “Io mi sono fatta un idea, tu non appari in quel sogno perché sarai colui che ucciderà Kataas-taasan, ma perché hai il compito di salvarlo” concluse con un sorriso.
Io? Ma come potrei?”. Lo sconcerto di Keith aveva raggiunto il limite. Tutte quelle frammentarie spiegazioni non riuscivano a dargli una risposta chiara. Probabilmente neanche loro sapevano precisamente perché si trovava li, ma gli stavano riempiendo la testa di chiacchiere vuote e senza senso. Un fitta di dolore gli pulsò ad altezza delle tempie facendolo gemere.
Ma c’è un altro particolare” si aggiunse Drena ottenendo la sua attenzione, “questa non è la prima volta che ti raccontiamo questi avvenimenti, noi ci siamo già incontrati diverse volte, ma se accidentalmente tu muori in questo mondo, il tempo si riavvolge e noi riviviamo il giorno dell’eclisse. Tu sei qui per un motivo preciso e finché non lo scopriremo, saremo costretti a rivivere questi giorni in eterno”.
Keith non rispose,
si lasciò cadere sul letto con volto teso e cupo al tempo stesso. Le ultime informazioni ricevute l’avevano colto impreparato: Cosa aveva detto Drena? Loro in realtà si sarebbero già visti? Dove e quando? Stavano rivivendo quei giorni perché lui era morto? Ma com’era possibile? Sentiva il respiro farsi più veloce, il cuore battergli in modo spropositato e l’ansia prendere posto nel petto. Lui era già morto? Quando e quante volte? Ripensò a quando erano stati attaccati ed alla frase che Nir aveva detto a Drena: “Sono già qui”, loro si aspettavano quell’attacco? Perché? Perché l’avevano già vissuto? Non capiva, non voleva capire perché era troppo sconcertante. Ora aveva davvero paura, paura di morire, paura di non farcela e sapeva che poteva accadere davvero nonostante al suo fianco c’erano persone con poteri straordinari.
“Keith stai bene?” gli chiese Lir a pochi millimetri dal suo viso.
“No” sorrise lui amaramente, sembrava sul punto di scoppiare in lacrime, aveva il volto imperlato di sudore, il respiro irregolare e la carnagione molto pallida. La piccola elfa gli prese il volto tra le braccia, nel limite consentito dalle sue dimensioni: “Devi stare tranquillo, va tutto bene” cercò di tranquillizzarlo. Il giovane la fissò, non leggeva compassione nei suoi occhi, ma sincera apprensione, tra i tre, Lir sembrava l’unica che provasse davvero a capirlo ed a trattarlo come un suo pari. Si morse il labbro: “Non è così semplice” si sforzò di sorriderle, ma il suo più che un sorriso, sembrava una maschera di dolore e disperazione.
“Te l’avevo detto che era meglio rimandare” riprese Drena incrociando le braccia sul petto, “Sei troppo scosso, hai bisogno di mettere in ordine le idee prima di qualsiasi altra informazione” concluse accavallando la gamba.
Come diavolo fai a restare sempre così impassibile?” sbottò il giovane con rabbia, “hai idea di quello che sto passando? Ho visto morire tutti i miei amici ed ora scopro che sono la chiave per uscire da un loop dove muoio ciclicamente? Non credi che abbia bisogno di un po’ di comprensione?”. Era accecato dalla rabbia, l’atteggiamento di Drena era il meno incoerente dei tre, un attimo prima era dolce un secondo dopo, la più spietata. Non aveva le forze di star dietro a quegli sbalzi di umore, non li sopportava!
Comprensione?” rise lei, “guarda che in questa storia non sei l’unico ad aver perso qualcosa, non sei l’unico a soffrire quindi scendi dal piedistallo moccioso e mettiti in coda! Qui sei il più protetto sappilo, perché a differenza tua, noi ricordiamo ogni dannata volta che siamo morti! Il dolore, il senso di impotenza, la rabbia, la disperazione” fece una pausa, “noi ricordiamo tutto!” concluse uscendo dalla porta e sbattendola
con forza.
Drena!” la chiamò inutilmente Nir.
“Seguila, io resto con lui”
urlò Lir al fratello che non se lo fece ripetere, aprì la porta col supporto della magia e la richiuse alle sue spalle.

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2 pensieri su “Eden: capitolo 6 (seconda parte)

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