Favola Stramba

Questa storia partecipa al IX contest non competitivo Raynor’s Hall. Il tema estratto per questo nuovo contest è “Principe”.

Favola Stramba:

C’era una volta, un re ed una regina che non riuscivano ad avere un erede quando un bel giorno la sovrana dichiarò di essere incinta. Inutile dire che tutto il regno esplose in espressioni di giubilio per la notizia e tutti erano felici e sorridenti, ma la regina era sempre stata superstiziosa così decise di convocare il giorno della nascita una fata che desse la sua benedizione al nascituro.

“Buongiorno sono la fata mandata dall’agenzia Fate & Fatte, come posso essere utile?” annunciò una vecchia anziana con un tutù rosa che lasciavano scoperte delle magrissime gambe bianche e grinzite, un paio di ali finte legate sulla schiena ed una tiara giocattolo che s’illuminava ad intermittenza ogni volta che lei parlava.
“Ma sei sicuro che sappia il fatto suo questa?” chiese la regina al consorte dandogli una gomitata nel fianco, il re accusò il colpo con un lamento e rispose: “all’agenzia mi hanno detto che è brava, una delle migliori”. La regina lo guardò di sottecchi, prese il pargolo regale tra le braccia e si avvicinò all’anziana che nel frattempo intonava canzoncine senza senso sventolando la classica bacchetta a forma di stella che ovviamente faceva pandam con la tiara e s’illuminava anch’essa emettendo effetti sonori.
“Mi scusi” prese a parlare la regina, “io e sua maestà vorremmo che il nostro piccolo crescesse sano, robusto e forte” sorrise titubante, “puoi dare la tua benedizione fata madrina?”.
“Sano, robusto e forte…” ripeté, “e che sano, robusto e forte sia!” urlò innalzando la bacchetta magica al cielo. “Ciiribiri bì ciribiri bu che questo pargolo sia sano, forte e grasso ancor di più!” canticchiò la vecchia fata facendo saltelli intorno alla regina ed al figlio. Ad un tratto una luce rosa avvolse il piccolo mentre il re si avvicinò pian piano all’amata con un sorriso plastico sul volto: “tesoro? Sbaglio o ha detto: Grasso?” chiese all’amata quando il bagliore svanì in una nuvola di stelle e polverina magica e la regina si ritrovò tra le braccia un bambino obeso, ma così obeso che fu costretta a sedersi in terra per evitare che cadesse con tutto il bebé.
“Il mio bambino…” singhiozzò la regina.
“Bello, sano, forte e grasso proprio come volevate voi” rise la vecchia fata.
“Tu!” tuonò la regina al culmine dell’isteria, “stupida vecchia rimbambita! Cos’hai fatto al mio bambino? Ridammi mio figlio!” urlò scagliandosi contro la fata che si sollevò a mezz’aria svolazzando serena.
“Suvvia!” sorrise seriamente la fata, “vi ho messo alla prova, ma i vostri cuori sono corrotti e vi siete fermati alle apparenze non dandomi credito fin da subito. Pensavate che ero un’inetta…”.
“Tu sei un’inetta!!” urlò la regina, “io ti ho detto robusto nel senso di sano, non nel senso di grasso!” concluse.
“Siete degli ingrati ed io vi maledirò tutti” rispose altezzosa la fata, “anzi, sarà solo il principe ad essere punito!”.
“Più di così!” si lasciò scappare il re con uno schiocco di lingua.
“Visto che non vi è piaciuto il mio dono, farò l’inverso” annunciò la fata alzando di nuovo al cielo la bacchetta, “Ciribiri Bì Ciribiri Bù ora il grasso non c’è più! Ciribiri Bì Ciribiri Bà uno scheletro vivente lui sarà!”. Il pargolo obeso ed ormai asmatico fu di nuovo avvolto dalla solita luce rosata con canzoncina incorporata ed al posto del principe apparve un scheletro con tanto di tutina, bavaglino e ciuccio. La regina urlò sconvolta e svenne tra le braccia del marito che guardò il principe con orrore.
“Lo sai come funziona no? Lui è maledetto, poi incontra la principessa brava, lo bacia, l’incantesimo si spezza e bla bla bla” boffonchiò la fata, “ora vado e grazie per aver chiamato l’agenzia Fate & Fatte” cantilenò svolazzando allegra qua e là prima di sparire nel nulla.

Passarono gli anni e la fama del principe Ossicino aveva fatto il giro del regno, nessuno che aveva una figlia da marito pensava minimamente a proporla ai regnanti che ormai avevano perso le speranze, quando il ciambellano di corte Lord Bombolon ebbe un’idea epica: “Sire, facciamo un concorso a premi!” esortò entusiasto, “chiamiamo il miglior pittore di corte e spargiamo la voce che il principe Ossobuco è guarito, gli facciamo fare una fant art dal pittore prendendo come modello Brad Pitt ed alleghiamo il tutto ad un biglietto d’invito per tutte le fanciulle in età del marito del regno”.
“Ossicino” precisò il principe.
“Ed a cosa servirebbe? Tanto quando lo vedranno scapperanno” sospirò il re.
“Dicevo…” si schiarì la voce Bombolon , “se noi prendiamo il principe e lo rinchiudiamo nella torre ad est e gli diciamo d’indossare una maschera, con i giusti abiti non dovrebbe essere facile capire che è ancora uno scheletro, no? Le fanciulle arriveranno richiamate dal ritratto fasullo, le obbligheremo a scalare la torre che conta bel 8954 scalini così, quando arriveranno in cima saranno così stravolte da non far molto caso all’aspetto del principe, si baceranno, l’incantesimo si spezzerà e vivranno tutti felici e contenti. Che gliene pare, eh?” si esaltò il ciambellano. Il sovrano rimase qualche secondo in silenzio a rimuginare sulla cosa, poi con un colpo secco al bracciolo del trono disse: “Si, mi piace! Bravo Bigné!”.
“Ehm, sono Bombolon veramente” precisò l’uomo, “procedo coi preparativi, con permesso”.

E così, dopo appena una settimana, fu organizzata la gara “finché morte non ci separi” con un palio la verginità del principe Ossicino.
All’evento si presentarono ben 50 ragazze una più dolce e graziosa dell’altra, tra le presentì il re notò una ragazza molto in carne impegnata ad addentare un panino con la porchetta: “Budin? Chi è quella ragazza?” chiese al ciambellano che sbruffò: “Bombolon, sire, Bombolon, la fanciulla è Lady Piggy, figlia di re Pork”. Il re annuì e si avvicinò alla ragazza: “anche voi Fate Fatte, eh?” ammiccò, ma la ragazza lo guardò perplessa senza rispondere. La gara ebbe inizio ed il gruppo di giovani inferocite si precipitò su per le scalinate, c’era chi per non avere rivali afferrava le altre per la gonna, chi si prendeva per capelli iniziando una lotta senza senso e ruzzolando giù per le scale e poi c’era Piggy che continuava lentamente la sua salita. Passarono le ore ed i gradini iniziarono a fare le prime vittime, le delicate fanciulle coi lunghi e morbidi capelli dorati, i vestiti pomposi fatti di merli e pizzi e le scarpette di cristallo stavano pian piano perdendo terreno ormai stremante.
Piggy, ormai diventata un figurino grazie all’immensa sudata fatta per salire la scalinata, bussò la porta ed il principe addobbato con 10 strati di abiti che lo facevano sembrare più muscoloso di Schwarzenegger aprì titubante trovandosi dinnanzi alla fanciulla fradicia di sudore e col fiatone. “Or dunque sei tu la mia regina?” chiese chiese il principe con voce inferma. La ragazza fece per entrare nella stanza, ma inciampò sul suo vestito e cadde addosso al principe atterrandolo. Il principe impallidì, il travestimento era stato scoperto, la maschera si era spostata e lei era letteralmente affondata nei suoi abiti. Se avesse avuto gli occhi, a quel punto Ossicino sarebbe scoppiato a piangere dalla vergogna, aveva raggirato tutte quelle persone, aveva mentito, era un miserabile.
“Non preoccuparti Ossicino” mormorò la ragazza. A sentire quella voce, il principe avrebbe voluto granare gli occhi, ma non li aveva <.<
“Piggy?” scattò. Era la sua compagna di classe, avevano frequentato le stesse lezioni per anni, finché non aveva lasciato la scuola perché sempre deriso da tutti.
“Si” sorrise, “e tu mi piaci così come sei” concluse baciandolo.
Una immensa luce rosata illuminò il cielo e lampi dorati uscirono dalle finestre della torre investendo l’intero castello, quando entrambi i ragazzi aprirono gli occhi Ossicino era ancora un Ossicino, ma in compenso Piggy era diventata un Ossicina come lui.
I due ragazzi si fissarono e scoppiarono a ridere come matti.
Passarono gli anni ed Ossicino e Ossicina si sposarono, non si era mai vista coppia più felice di loro. Le campane suonarono a festa, i sovrani guardavano rassegnati e commossi i due sposi scambiarsi i voti sull’altare ed infine un magico bacio che avrebbe suggellato il loro amore che durò per sempre.

 

(La versione estesa verrà pubblicata nei prossimi giorni 😉 )

18 pensieri su “Favola Stramba

  1. Molto divertente ! A metà tra la bella addormentata e Shreck, una fantastica parodia delle fiabe classiche 😀 Rivedrei la punteggiatura, per il resto posso solo ringraziarti per i sorrisi che mi hai strappato. Ossicino merita un bacino, troppo tenero !

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  2. Pingback: Storie del XI Contest [Concluso] | Raynor's Hall

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