I nuovi giovani

Premessa:

Parto dal presupposto che questo post non vuol essere a tutti gli effetti una critica verso qualcuno in particolare, ma solo una lunga ed attenta riflessione che a volte mi porta a pormi delle domande ed a chiedermi in cosa si è davvero sbagliati.
Detto questo parto con la mia speciale riflessione.

Io sono nata alla fine degli anni 70, da classici genitori che a quel tempo emigravano dal sud al nord in cerca di lavoro o semplicemente di “nuove” opportunità di lavoro che non fosse fare l’agricoltore o il pescatore. Nonostante non si navigasse nell’oro, la mia è una famiglia numerosa (siamo in 6) anche se all’epoca si arrivava anche superare i 10 membri del nucleo famigliare. Essendo tanti, quel poco che si guadagnava col duro lavoro, aveva lo si divideva al meglio dando magari priorità ad un pantalone nuovo piuttosto che ad un giocattolo oppure a fare un ricco pranzo natalizio piuttosto che riempire l’albero di doni e così io, come molti della mia generazione, siamo cresciuti con un vocabolario in cui le parole “voglio” o “mi compri”  erano  state abolite e con tatuato nella mente il detto “l’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re“.
Eppure nonostante tutto, siamo cresciuti sereni. Ci bastava un gessetto per giocare così come una palla, una sedia rovesciata in terra per fare l’abitacolo di un’astronave…non avevamo bisogno di molto, ma c’è anche da dire che all’epoca non c’era la tecnologia che c’è ora. Difatti quanti della mia generazione sono attualmente giocatori incalliti di videogames? xD
Eppure siamo cresciuti bene, un pò psicopatici ma chi non lo è? x°D… ma siamo cresciuti bene nel corpo, ma con un vuoto nell’animo, un senso di completamento mancato dovuto alle continue negazioni da parte dei nostri genitori, così dentro di noi siamo cresciuti con l’idea, la convinzione che non avremo mai fatto passare ai nostri figli quello che abbiamo passato noi ed ora mi ritrovo a vedere giovani, non dico ragazzini perché in questo caso mi riferisco a persone che sono in età lavorativa da un pò, ma continuano a sfruttare i genitori “consenzienti” che gli concedono tutto perché alla loro età gli era tutto negato.
Così vedi disoccupati che frequentano corsi di lingue a pagamento, fanno viaggi all’estero, frequentano corsi privati, entrano in club sportivi e fanno ferie e mini gite come se fosse una cosa naturale, hanno la patente e persino una macchina, ma non c’è il minimo contributo economico da parte loro, cosa che ai miei tempi sarebbe stato impossibile.
Molti di voi penseranno che sto rosicando e, vi dirò, un pò si lo ammetto, ma personalmente ho e provo dei sentimenti molto contrastanti per queste persone.
Da una parte sono contenta per loro, hanno una vita facile, non devono preoccuparsi di nulla finché non si ritroveranno a 40/50 anni a fare i conti con delle responsabilità e delle realtà che fino a quel momento non li avevano minimamente toccati, dall’altra parte penso che le cose guadagnate col sudore della fronte o magari un semplice appoggio e non un totale contributo, siano le cose migliori. Non nego che avrei voluto un sostegno economico più consistente da parte della mia famiglia da poter investire nei miei sogni, ma penso anche che io, nonostante le mie continue disgrazie, cado sempre in piedi, ma loro? Cosa ne sarà di loro? Cosa gli resterà? Cosa impareranno davvero dalla vita?
Vedendo come va il mondo, forse è meglio così, meglio godersi la vita e non preoccuparsi del domani continuando a sperperare i soldi altrui, ma dall’altra parte, ritengo e sostengo che la vita non è solo quello, c’è di più dell’ultimo modello di smartphone o dell’ultima console in commercio, solo che quelli della mia generazione l’ha capito troppo presto attraverso una terapia d’urto costruttiva che però ci ha lasciato un pò d’amaro in bocca.

shio ❤

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6 pensieri su “I nuovi giovani

  1. Concordo a pieno; Ti dirò magari alle volte rosico anche io però penso una cosa, punto numero uno quelli delle generazioni precedenti se la sanno cavare perchè hanno dovuto imparare, chi oggi vive a sbafo se domani malauguratamente andrà male qualcosa è fottuto! Punto numero due, e questo è una mia filosofia di vita, la vera felicità si trova nelle cose semplici. Per cartità la tecnologia è utile non dico di no, però aldilà di internet il mio vuole essere un discorso più generico, direi filosofico…oggi le persone non riescono a godere di quello che hanno perchè una volta ottenuto, vogliono subito dell’altro; una volta sudavi per comprare una cosa, risparmiavi e te la godevi davvero, oggi si compra un cellulare e nemmeno il tempo di toglierlo dalla scatola che già si desidera un modello successivo…..comunque chiudo qui la mia lunghissima riflessione e vado a pappare, anche perchè a chiacchierare di questi argomenti ci sarebbe da scrivere un paio di libri 😉 Buon pranzo a Te e grazie per lo spunto di riflessione!

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    • Concordo sul tuo pensiero filosofico e la cosa orribile è che più si va avanti e più le nuove generazioni (a passo coi tempi) pretende. Ho un’amica che per la promozione della figlia alla seconda media, si è vista chiedere da quest’ultima uno smartphone della Apple da più di 500 euro al che le ho detto: “scusa ma quando si laurerà che farai? Le regalerai un appartamento?”. Inutile dire che la piccola è stata accontentata, ma in questo caso la colpa è soprattutto dei genitori che non trasmettono i giusti valori… comunque hai ragione, con questi discorsi ci si possono scrivere dei libri xD
      Buon appetito anche a te e grazie per aver commentato e letto il mio articolo ^ω^

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      • Effettivamente si, per la laurea a sta bimba l’appartamento non glielo leva nessuno e probabilmente per il diploma avrà la macchina 🙂 che poi potranno anche essere dei piccoli geni….ma uno in seconda media che se ne fa di un iphone da 500 euro?

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  2. Non saprei, di sicuro è un rischio perché a quell’età non si è molto responsabili ed attenti agli oggetti che si usano… mi auguro, per la sanità mentale dei genitori, che non debba mai perderlo o romperlo accidentalmente xD

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  3. Ecco sì ti capisco. Anche perché dietro, negli anni, io vedo tutta la fatica che ho fatto per conquistarmi le cose, anche quelle più banali. Ricordo quando i libri li potevo prendere solo in biblioteca perché da noi non si “usava” spendere soldi per quelle cose. Era tutto superfluo. Ora affoghiamo nel superfluo e dire di no a un bambino è una croce.
    Io stessa faccio molta fatica con i miei figli. Cresceranno degli smidollati? 😦

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    • Hai detto una frase bellissima: affoghiamo nel superfluo.
      Purtroppo è così, lo vedo coi figli di miei conoscenti, fanno una tragedia per avere un oggetto e, dopo neanche mezza giornata, la abbandonano. Non credo che i tuoi figli cresceranno smidollati, visto che tu riconosci la situazione ed hai vissuto il periodo della negazione. Io ritengo che non è sbagliato dare, è sbagliato il come viene dato.

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