Brothers: Il silenzio del cuore

Questa storia partecipa al Concorso di Scrittura Creativa Alice Raynor’s hall.

Piccola premessa!!
La storia che state per leggere è un’estratto di una storia manga da me scritta e disegnata, è ciò che ha provato la piccola Moemi la notte in cui salva Rei, che nel manga viene solo accennato, ma che presto potrete leggere anche su questo blog.
Buona lettura!

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~Il silenzio del cuore~

 

“Per qualsiasi cosa, non esitare a chiamarmi”.
Sentì la mamma pronunciare quelle parole rivolte all’occupante della stanza accanto alla sua, sospirò emozionata poggiando entrambi i palmi sulle lenzuola profumante, le sembrava così strano sapere che da quel momento una terza persona avrebbe fatto parte della sua famiglia. Finora in quella casa erano sempre state in due: lei e la sua adorata mamma, ma da quella notte si era aggiunto un giovane che avevano salvato da un pestaggio per strada ed il pensiero ritornò inevitabilmente a quegli istanti, a quando aveva sentito quel lamento, alle urla di scherno del gruppo, agli occhi impauriti del ragazzo costretto a terra dai suoi aguzzini ed al sangue che sporcava il suo bel viso. La bimba si strinse nelle spalle tirandosi le lenzuola sul petto, la stanza era completamente avvolta nell’oscurità, non vi erano suoni a rompere quel silenzio naturale a parte il tamburellare violento del suo cuore. Sentiva le orecchie ed il viso in fiamme, ma non capiva se era per la gioia di aver aiutato una persona così dolce o per la rabbia di aver visto questa persona trattata così barbaramente. Rimase in silenzio a fissare il soffitto, com’era potuto succedere? Perché tanta cattiveria nei confronti di un ragazzo così dolce? La vita a volte è proprio crudele, pensò con un sospiro. Suo padre era morto tanti anni prima, ma lei e la sua mamma si erano sempre fatte coraggio l’un con l’altra affrontando ogni difficoltà insieme, ma quel giovane era così solo…così disperato che aveva pianto durante tutto il suo racconto. Cacciato di casa, aggredito dai suoi compagni di classe per un motivo che non le era tanto chiaro, ma cosa poteva aver mai fatto per meritarsi un simile trattamento? Eppure bastava un singolo sguardo per capire quanta dolcezza ci fosse in lui, “Che l’abbiano maltrattato perché è troppo buono?” pensò la piccola aggrottando le sopracciglia. Non capiva e non sapeva cosa pensare, ma di una cosa era certa: quel ragazzo da quella notte sarebbe diventato un fratello per lei e non avrebbe permesso più a nessuno di fargli del male! Sospirò scuotendo il capo, quei pensieri abbinati al caldo torrido di quella notte non le davano pace.
“Ho sete…” mormorò la piccola crucciata. Non le piaceva alzarsi nel cuore della notte e vagare per casa e difatti di solito, la madre le lasciava un bicchiere di acqua sul comodino della stanza, ma quella era stata una serata speciale e le loro abitudini avevano subito delle piccole variazioni.   Si stropicciò gli occhi e usando la parete come punto di riferimento, uscì dalla stanza diretta al piano sottostante dove c’era la cucina. Per evitare di far rumore e svegliare tutti, decise di lasciare le pantofole in camera e di camminare scalza. Il contatto col pavimento fresco le dava sollievo e sorrise d’istinto quando sentì provenire dei lamenti dalla stanza accanto. Con cautela si avvicinò alla porta che era stata solo socchiusa, l’aprì e vide il giovane sdraiato su un fianco che singhiozzava tra le lacrime. “Forse ha un incubo” pensò la bambina preoccupata. Avrebbe voluto correre da lui e svegliarlo, ma la madre le aveva raccomandato di non disturbarlo e che aveva bisogno di tanto riposo. Rimase alcuni istanti sulla soglia indecisa, era strano da spiegare, ma nel profondo del suo cuore, sentiva di volergli già un bene immenso. Una volta aveva sentito una sua compagna di scuola parlare di “colpo di fulmine” e si chiedeva se si trattasse davvero di una cosa così seria. Il giovane sussultò sofferente ed altre lacrime gli rigarono il viso livido dalla percosse. La bambina si strinse una mano sul petto ed i suoi occhi si riempirono di lacrime. Non c’erano domande da farsi o freni di imporsi, in quel momento, nel silenzio di quella stanza c’erano un ragazzo solo e disperato e la sua piccola salvatrice col cuore colmo di amore incondizionato. Salì sul letto e si sdraiò al suo fianco, gli sfiorò la mano ed il giovane sbarrò gli occhi spaventato: “Moemi?” mormorò.
“Ti prego Rei, non piangere. Quando sono triste, la mamma viene nel mio letto e dorme con me tenendomi per mano e dato che ora siamo una famiglia, farò lo stesso con te, quindi non piangere perché non sei più solo”.
Il giovane ascoltò quelle poche parole con gli occhi sgranati dallo stupore, una persona così piccola era riuscita a donargli così tanto amore da commuoverlo. Le sorrise ed a lei parve di vedere la cosa più bella a questo mondo, poi entrambi chiusero gli occhi e scivolarono in un sonno consolatore fatto di silenzi, lacrime e tanto, tanto amore.

il mondo di shioren - Brothers

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