La guerra del re

“Può una menzogna…un grande dolore rendere ciechi? E cosa può fare l’amore dinnanzi a tutto ciò?”.

Capitolo 8 (prima parte)

“Death & Reborn”

La stanza nuziale era illuminata solo dalla fiamma delle candele poste intorno al letto dove giaceva la regina. Il volto era bianco come la porcellana, le labbra leggermente violacee ed i lineamenti apparivano distesi come quelli di chi trova serenità solo nella morte.


La fiamma della candela si mosse appena nell’istante in cui lord Kaine fece il suo ingresso nella camera. Si fermò sulla soglia, la vista della giovane regina immobile nel suo letto nuziale con indosso l’abito da sposa, era una scena che strazziava il cuore anche a chi un cuore non l’aveva più. Distolse lo sguardo in un moto di disagio, provava solo pena e gratitudine per quella giovane donna che col suo gesto gli aveva salvato la vita.
Con occhi velati di tristezza, continuò la sua ricerca all’interno della stanza. Per essere la stanza di una coppia di vampiri, era molto accogliente. Il mobilio era in pregiato legno intarsiato ed impreziosito da decorazioni e bordi in oro ed argento. I tendaggi erano di raso nero e pizzo esattamente come le lenzuola del letto.
“Fratello?” chiamò con un filo di voce.
Dalla penombra della stanza, qualcosa si mosse. “Sei li, fratello?” chiese, ma nessuno rispose. Per nulla intimorito dalla situazione, Kaine fece alcuni passi in direzione della sagoma che non si era più mossa da quel momento.
Il re, Craulad il dominatore, era seduto in un angolo della stanza con lo sguardo perso nel vuoto.
“Fratello?” lo chiamò nuovamente Kaine posandogli una mano sulla spalla. Non c’era rancore nel suo cuore, nonostante poche ore prima quella stessa persona stesse per ucciderlo, ora provava solo tanta pena.
“Perchè? Sono già passate 12 ore” sussurrò Craulad, “perché?”.
Kaine esitò lanciando uno sguardo alla figura della donna.
“Io non…” mormorò Kaine cercando di trovare le parole più appropriate. Gli occhi del giovane fratello erano scuri come la notte, era affamato eppure non accennava minimamente ad allontanarsi dalla sua amata.
“Ascolta, prima di tutto, dobbiamo pensare a te. Sei affamato e si vede, devi nutriti o impazzirai”.
Craulad non rispose a parole, ma fece cenno di no col capo.
“Senza di lei, io non ho motivo di esistere…” sussurrò coprendo il volto con entrambe le mani.
Kaine rimase in silenzio a riflettere sulle parole appena pronunciate dal fratello. Thyra era già una mezza vampira, per cui la sua trasformazione sarebbe dovuta avvenire in pochi minuti eppure non fu così. -Anche se ha perso molto sangue, sono sicuro che Craulad ha fatto in tempo. Che sia davvero morta? Possibile che abbiamo sbagliato qualcosa?- Kaine continuava a riflettere senza sosta, sentiva che c’era qualcosa che gli sfuggiva, ma cosa?
“Ma certo!” esclamò d’un tratto. Craulad alzò lo sguardo in attesa che parlasse.
“Lei é di sicuro viva!” sorrise l’uomo, “ricordi? Le vostre esistenze sono legate! Se tu sei vivo, allora lo é anche lei” concluse sfoggiando un sorriso sincero, ma gli occhi del re non s’illuminarono a tale notizia, anzi, scosse nuovamente il capo: “non è così semplice” rispose infine, “il mio frammento di anima serviva a preservare ed a far crescere il corpo di Thyra. Quel frammento insieme alla magia dei Le Crouix mi è stata restituita insieme al sangue che ho bevuto per renderla vampiro. Le nostre esistenze non sono più collegate”.

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