Liselotte e la foresta delle streghe

Ciao a tutti, ogni tanto mi faccio viva con qualche nuova recensione su un particolare manga che mi ha colpito che esso sia nuovo di pacca (come in questo caso) o vecchio di anni com’è già successo in passato. Bene, oggi vi parlerò dell’ultima fatica di Natsuki “Fruits Basket” Takaya e della sua: “Liselotte e la foresta delle streghe”.

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La storia non è ancora molto chiara, quindi al posto di seguire il solito schema, parlerò liberamente descrivendo il manga e l’emozioni che mi ha trasmesso. Premetto che adoro l’autrice ed il suo tratto, ero pazza di lei già dai tempi di “Fruits Basket”, poi l’ho riscoperta ne “Il canto delle stelle” ed ora non potevo certo farmi sfuggire la sua ultima opera “Liselotte” appunto. 😉testo

Ma chi è Liselotte?

Da quel poco che ci è dato sapere, Liselotte è una giovane che per qualche strana ragione (non lo dico per non fare spoiler u.u) è stata esiliata, per cui è costretta a vivere ai confini della foresta delle streghe insieme a due ragazzi gemelli che le fanno da servitori: Art che funge da maggiordomo tuttofare e Anna che si occupa dei pasti. Liselotte sembra essere vissuta nella bambagia e non è in grado di far nulla, così mossa da curiosità e buoni propositi, decide di provare a coltivare un fazzoletto di terra nelle vicinanze della casa, ma li viene assalita da una strega, ma grazie all’intervento del misterioso Engetsu, la giovane riesce a salvarsi. Subito dopo il salvataggio, Engetsu perde i sensi per la troppa fame, così la ragazza lo carica in spalla e lo porta a casa dove Art si mostra da stestoubito ostile nei confronti del nuovo arrivato, ma Liselotte non è dello stesso avviso e non ha alcuna intenzione di separarsi da Engetsu per il quale sembra provare un sentimento profondo che lo lega al passato. Alcuni ricordi di un tempo ormai lontano riaffiorano e lei rivende nello straniero il viso amico del ragazzo con cui passava le sue giornate quando viveva in città, ma sarà davvero lui? Per scoprirlo, non vi resta che leggere questa storia che sinceramente mi ha colpita fin dalle prime pagine. Leggendo il primo volumetto ho provato diverse sensazioni, è divertente, ma allo stesso tempo drammatico. Fa sorridere, ma riesce ad avvolgerti in un alone di mistero solo attraverso le espressioni dei suoi protagonisti.

A me sinceramente ispira tantissimo e v’invito a provarlo, se poi siete fan della Takaya, non potete farvi sfuggire questa sua nuova opera che secondo me, non ci deluderà. ❤

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