Eden – cap. 1 (quarta parte)

Indice
Al riparo dal suo nascondiglio, Lily non riusciva a credere a ciò che stava vedendo. Il più piccolo dei due stranieri, continuava a lanciare fiamme dalle mani, mentre all’uomo in nero, bastava sfiorare le persone per farle esplodere. Non c’era nulla di normale in quella situazione, nulla di logico, eppure per quanto si sforzasse di non accettarlo, era la cruda realtà. La sua classe ed i suoi amici erano stati spazzati via in un battito di ciglia, una delle sue care amiche era ferita gravemente e lei, non riusciva a distogliere lo sguardo da quel macabro spettacolo fatto di fiamme, sangue ed urla lancinanti.


“Devo muovermi” mormorò tremante, aveva gli occhi colmi di lacrime, le mani tremanti e gelide dalla paura, sentiva che la morte era ad un passo da lei. Provò a rimettersi in piedi, ma le gambe non accennavano a muoversi.
“Stupide, muovetevi!” singhiozzò dandosi dei piccoli pugnetti sulle cosce. “Che state aspettando? Forza!” continuò accasciandosi su se stessa fino a sfiorare il pavimento con la fronte. Sentiva un impulso irrefrenabile di urinare. Una volta, da qualche parte, aveva letto che quando si prova una forte paura, capita che ci si urini addosso. Arrossì al pensiero, per un attimo pensò a come l’avrebbero derisa i suoi compagni di classe se fosse successa una cosa del genere, Mari avrebbe anche rischiato una crisi respiratoria col suo modo di ridere a singhiozzo, facendo spanciare ancora di più gli altri. Sorrise consapevole che quei momenti non sarebbero più tornati e calde lacrime iniziarono a solcarle il viso. Quelle lacrime che aveva cacciato con forza fino all’ultimo, ora uscivano senza il minimo sforzo, senza che avesse il potere di fermarle.
“Ehi, guarda! Ci sono ancora dei sopravvissuti, é ora di fare pulizia!”.
La voce proveniva da basso e, solo in quel momento, Lily si rese conto di essere uscita dal suo nascondiglio. Guardò in direzione della fonte ed incrociò lo sguardo col ragazzo dagli occhi dorati e dai capelli rossi fuoco.
“Mi ha vista!” pensò mettendosi in piedi, “mi ucciderà!” ansimò indietreggiando ma le sue spalle urtarono qualcosa e lei cadde di nuovo al suolo alzando altra polvere.
Voltò lentamente il capo, per osservare la natura dell’improvviso ostacolo e vide l’uomo in nero sovrastarla dall’alto del suo metro e novanta circa. “Se stai ferma, ci metto un attimo” mormorò con voce pacata, curvandosi su di lei con il palmo della mano ben in vista.
Lily aveva constatato coi suoi stessi occhi, cos’era in grado di fare con le mani quell’uomo ed un brivido di terrore la percosse con violenza.
“No!” urlò Lily lanciando all’uomo una pietra trovata ai suoi piedi. Doveva trovare un modo per sfuggirgli o sarebbe stata la fine! L’uomo non evitò il colpo e, nonostante fu colpito ad una spalla,  non dava segni di sofferenza. Lily scosse il capo incredula, quello che gli aveva lanciato, era un sasso molto grosso e pesante che gli avrebbe comunque dovuto provocare una reazione, ma non fu così. Come se nulla fosse, l’uomo si guardò un secondo il punto in cui era stato colpito, sorrise e s’incamminò verso la ragazza che rimase nuovamente impietrita.
“Ma chi é questo mostro?” si chiese col cuore in gola. Pensava a Mary che la stava aspettando ed a Keith di cui non aveva avuto ancora notizie.
Avrebbe voluto prendere il cellulare dalla sua tasca e chiamarlo, mai come in questo momento, sentiva il bisogno di udire la sua voce allegra e rassicurante.
“Keith…” singhiozzò, “aiutami fratello!” continuò non riuscendo più a trattenere le lacrime. Perché? Perché tutta quella violenza, quella morte? Cosa stava succedendo? Chiuse gli occhi, pronta ad accettare l’infausto destino che si era abbattuto sul suo liceo e nella sua vita. “Perdonami Keith, spero di stia bene…” sussurrò un’istante prima che la mano distruttrice del suo aggressore si abbatté su di lei.
“Che diavolo fai, stupida? Spostati!”.
Qualcuno aveva urlato. Gocce di liquido caldo schizzarono il volto di Lily già sporco di sangue, lacrime e polvere, mentre una forza misteriosa l’abbracciò con forza spostandola di lato. Aprì gli occhi spaventata e vide il suo viso riflesso in due splendidi pezzi di cielo che la osservavano con rimprovero. Lily sbatté le palpebre senza rispondere. Il ragazzo che la sovrastava sembrava avere all’incirca la sua età, aveva dei lunghi ed arruffati capelli neri che gli sfioravano le spalle e che, a causa della posizione in cui si trovavano, le solleticavano la fronte ed il naso e la carnagione leggermente olivastra.  Ci mise un po’ a capire che era di nuovo sdraiata per terra e che il nuovo arrivano era a carponi sopra di lei come in una posizione che, in altre circostanze, sarebbe di sicuro stata considerata imbarazzante. Arrossì inconsciamente al pensiero, ma sentiva ancora quella sgradevole sensazione  viscida colare sulla mano e finalmente si accorse della ferita del giovane che però non sembrava darci molto peso.

“Sei ferito!” scattò con voce stridula.

“Pensi che non me ne sia accorto?” ribatté l’altro con una smorfia. La prese per la mano e la tirò a se, rimettendola in piedi con così tanta facilità da far sembrare la ragazza leggera come una piuma. Lily notò subito gli strani vestiti del giovane e quasi si rimproverò mentalmente per la cosa. Come poteva notare una sciocchezza in una situazione disperata dove stavano morendo tante persone? Si sentiva davvero stupida, ma quella sensazione di finta normalità non le dispiaceva affatto. Lo sconosciuto la spostò delicatamente dietro di se, come a volerle fare da scudo.

“Chi sei?” mormorò rannicchiata dietro le spalle del giovane.

“A dopo le domande” risposte continuando a guardare davanti a lui. L’uomo in nero non smetteva di fissarlo, come se i due avversari si stessero studiando bene prima di agire. “Devi solo fare come ti dico”.

Lei annuì poco convinta. Non riusciva a distogliere lo sguardo dalla spalle del giovane che continuava a sgorgare sangue, senza dare segno di fermarsi. “Se…senti?” mormorò Lily, “la tua…spalla…”.

“Giù!” urlò il giovane prendendola in braccio e scansando un altro attacco da parte del loro aggressore, ma questa volta non riportò ferite.

“Merda, non ho il tempo per dire la formula!” mormorò tra se e se, “mi secca, ma dovrò sacrificarne una” continuò prendendo da una strano marsupio che aveva alla vita una piccola gemma di colore grigio. Lily la fissò incuriosita: “Ma cos….?”.  Non fece in tempo a finire la frase, il giovane si portò la gemma alle labbra e poi la lanciò ai piedi dell’uomo misterioso esplodendo in un intenso fumo nero da cui presero vita delle radici di ugual colore che si avvolsero intorno all’uomo immobilizzandolo.

Lily sgranò gli occhi incredula, le sembrava di vivere all’interno di un film o di un qualche manga fantastico. “Quella è… magia?” si chiese con timore, quasi avesse paura di sentire la risposta. Il cuore batteva come un tamburo dentro la cassa toracica, così forte da farle perdere fiato, la testa era impesantita dal dolore e dalla confusione che ormai stava facendo scempio di tutto ciò che poteva essere la logica. Quello a cui stava assistendo, era senz’ombra di dubbio, un avvenimento  fuori da ogni logica fisica e morale.

“Che fai li impalata? Andiamo!” scattò il giovane sconosciuto caricandola prendendola  nuovamente tra le braccia ed iniziando a correre. Lily non riuscì a trattenere l’urlo di stupore. Gli eventi stavano prendendo una piega che continuava a cambiare ed evolversi ad ogni battito di ciglia, così velocemente, da sentirsi quasi ubriaca. “A… aspetta!” gli urlò notando che la loro meta era lo squarcio sulla parete, “Non vorrai saltare, spero?! Siamo al secondo piano, così ci ammazziamo!!” continuò agitandosi tra le braccia del giovane, ma lui non le prestava ascolto e continuava a mugugnare frasi in una lingua a lei incomprensibile. Un boato  accompagnato da una forte onda d’urto li travolse facendoli avanzare di alcuni centimetri, ora lo squarcio nel muro era ancora più vicino. Con una mano, la ragazza si tolse la polvere dagli occhi e vide il loro inseguitore uscire dalla cortina di fumo e polvere, pronto ad attaccarli.“E’ dietro di noi!” avvertì.

Il giovane spiccò un balzo oltre la voragine che aveva preso il posto delle finestre della classe, Lily urlò di spavento, ma anche l’uomo in nero aveva spiccato un balzo dietro di loro e, a mano tesa, stava cercando di colpire nuovamente il giovane alla schiena. L’aveva quasi raggiunto, quando il ragazzo smise di parlare e nel cielo apparve uno strano cerchio, come quello che aveva visto Lily ai piedi dell’uomo in nero. Una intensa luce azzurra investì i due giovani risucchiandoli verso il centro del cerchio.

Tutto si concluse in pochi attimi, il cerchio esplose nel cielo in una pioggia di scintille dorate, i ragazzi erano spariti e, l’uomo in nero era precipitato nel vuoto, schiantandosi al suono.

In lontananza si udivano ancora tremende esplosioni e grida d’aiuto, mentre l’uomo continuava a restare sdraiato nell’erba a fissare il punto nel cielo dove i due giovani erano spariti nel nulla, il suo partner riapparve dopo la sua caccia all’uomo.

“Hey, che ci fai qui per terra? Dentro ci sono ancora mocciosi d’abbattere!” sbuffò prendendo a calci la suola della scarpa dell’omone.

“Dovresti dire: controllare” lo corresse l’uomo senza scomporsi, “comunque non serve più…l’abbiamo persa!”.

Il piccoletto dai capelli rossi, guardò accigliato il suo partner. “Che stai dicendo? Non abbiamo ancora controllato tutti gli studenti  della scuola, ce ne sono ancora molti da sottoporre alla prova del fuoco divino, muoviti!” scattò collerico, non era uno che sopportava perdere tempo e, quello che stava facendo il suo socio era proprio la cosa peggiore che potesse fare in quel momento.

“Non hai sentito, Vermell? Se la sono portata via, non è più qui!” ripeté con la sua solita calma.

“Portata via? E dove?” scattò l’altro perplesso. L’uomo non rispose, ma indicò il cielo: “Con molta probabilità è già dall’altra parte”.

Il piccoletto col potere della fiamma, seguì la linea d’aria che gli stava indicando l’altro, si lasciò cadere sull’erba a gambe incrociate, sospirò: “Non abbiamo fatto in tempo…è finita!”.

“Ti sbagli” lo corresse l’altro, “questo è solo l’inizio”.

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